04/15/2021
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Gisella Blanco: Una silloge poetica sui temi del femminismo

di Paolo Paolacci –

Con “Melodia di porte che cigolano” (Eretica Edizioni pagg 82,) abbiamo l’esordio di Gisella Blanco affatto scontato, e anzi per certi versi si colloca in una direzione con identità femminile e non, per raccordare e soprattutto portare, una più vasta capacità di vivere il quotidiano e l’universale.

Insomma davvero un modo di esserci, con la propria personalità opportunamente vissuta in più ruoli nella società moderna. Da leggere.
Chi è Gisella Blanco?
“E’ una giovane donna laureata in Legge che ama la poesia, la scrive e la legge. E’ nata a Palermo nel 1984, vive a Roma da più di dieci anni e ama osservare la società da un punto di vista critico benché fiducioso e valorizzante”.
“Melodia di porte che cigolano”: un titolo complesso?
“C’è una porta che cigola allo sforzo di aprirsi e non si può evitare quello stridore per giungere all’apertura: così un rumore brusco diventa una melodia complessa e necessaria. E’ solo attraverso la complessità che si può giungere all’audacia delle cose semplici (e belle) della vita”.
Qual è l’obiettivo letterario e quello umano?
“Nella mia silloge, obiettivo letterario e umano coincidono. Non troverete mai meri giochi di retorica che non si basano su idee sincere e spassionate. L’obiettivo è provare a fornire un punto di vista di rottura con quelle visioni esistenziali che ritengo nocive o degradanti”.
La donna e il femminismo oggi. Qualcosa è stata risolta?
“Se si continua a parlare di femminismo moderno, vuol dire che non tutto è stato risolto. Credo che sia necessario, oggi, mutare alcune premesse del femminismo, renderlo concretamente inclusivo di tutti i soggetti che hanno a cuore la parità (uomini e donne) e non una ennesima rivendicazione di primazie sessiste e di privilegi non meritocratici (come le quote rosa che, lungi dal sostenere la presenza femminile al lavoro, ne affossano credibilità e sostenibilità). Patriarcato e matriarcato sono condizioni che si sono venute a strutturare sulla base di esigenze esistenziali, coordinate biologiche e giochi di forza: di fatto, non c’è nulla che non possa evolvere ed eticizzarsi”.
Il mondo attuale viaggia ad una velocità tecnica superiore a quella interiore, la natura forzata reagisce?
“L’uomo è un animale molto abitudinario e molto adattabile. Io non credo che la velocità dei mezzi di comunicazione sia in competizione con i moti interiori. Non temo la diffusione di internet e dei mezzi telematici: pur essendo pienamente consapevole dei limiti e dei rischi di questi strumenti, continuo a difenderne un certo potenziale all’interno di una società che non può più farne a meno e, quindi, la loro demonizzazione, tipica di certa cerchia di intellettuali, letterati e artisti, nonché di moltissime guide spirituali e religiose, rischia di scadere nell’anacronismo più sordo alle vere necessità delle persone. Penso che l’interiorità galoppi sempre più veloce di qualsiasi altro mezzo non spirituale e che è di fondamentale importanza poter volgere la tecnologia a nostro favore, diffondendo la consapevolezza concreta sul senso di questi mezzi e delle azioni compiute attraverso di essi: bisogna provare a dare contenuti rilevanti e positivi anche in digitale”.
Ovviamente. La velocità di cui parlavo era la “fretta quotidiana”. Cos’è la bellezza al femminile e qual è quella maschile per vivere bene e soprattutto serve?
“Posso dire quale possa essere la bellezza secondo me. Non credo valga una definizione precisa di bellezza al femminile e al maschile: la bellezza è un istinto, un barlume, una intuizione che transita da chi la possiede a chi ne viene posseduto. Accosto la bellezza al senso di armonia e la ritrovo, così, più nei gatti che nella maggior parte delle persone, più nei bambini che negli adulti, più nella potenza di una idea che viene espressa dagli occhi che nella lusinga di una voce. Credo che certa bellezza emozionale sia necessaria: serve quella lievità ontologica che si raggiunge nel massimo peso sul petto, quella libertà di attraversare la viltà per liberarsene in uno slancio di empatia per se stessi e per l’ambiente in cui si vive”.
La maternità: cosa ancora dovrebbe essere fatto per poterla viverla in modo sociale e utile?
“In Italia, essere madre e lavoratrice è difficile. Non c’è un reale supporto anche se, oltrepassato il periodo della gravidanza, bisognerebbe parlare di supporto alla genitorialità così da includere, se c’è, il ruolo del padre che è importante tanto quanto quello della madre. Tutt’oggi una donna si ritrova a dover scegliere, nella migliore delle ipotesi, se preferire la maternità o la facoltà di avanzare nella propria carriera e, nella peggiore, a dover scegliere se essere madre o lavoratrice. Tale condizione è inconcepibile e credo che sia necessario istituire dei sussidi non solo per le madri ma anche per le aziende in cui queste mamme lavorano, affinché la maternità non venga vista più come un problema economico irrisolvibile ma come un fenomeno naturale di cui lo Stato si prende carico. Inoltre manca del tutto, nel tessuto sociale, un sostegno pratico alla genitorialità che vada a supportare i nuclei familiari che si barcamenano tra lavoro, figli piccoli e/o casi di disabilità”.
Qual è il valore della poesia e cosa non è ancora arrivato?
“Il valore della poesia è quello di poter esprimere qualsiasi cosa (di cui, però, ci dobbiamo prendere la responsabilità etica), anche i concetti più duri e meno convenzionali, in modo assolutamente non violento”.
Definisci il tuo libro e argomenta i motivi per acquistarlo.
“’Melodia di porte che cigolano’ è una silloge poetica che parla di temi femministi, filosofici, spirituali. Si pone in contrasto al patriarcato maschilista e alle ideologie (religiose e non) che sviliscono il potenziale di cui, a mio avviso, tutti sono dotati, ciascuno a suo modo. E’ una poesia che ha tratti lirici e tratti antilirici, che oscilla tra il sentimentalismo e la polemica con continue digressioni sul concetto di morte, di reale, di analisi interiore. Non risparmio invettive verso ciò che ritengo nocivo all’individuo e alla società ma lo faccio tenendo bene a mente che è necessario attraversare la fragilità e l’errore per sperimentare la grandezza di cui possiamo essere dotati. Si può acquistare su Amazon, alla Feltrinelli, alla Mondadori, su Ibs e sul sito della casa editrice. Il mio augurio è che la poesia torni a far parte del quotidiano con tutta la sua grazia, la sua grinta e la sua ferocia”.

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