Giulia Di Quilio. Recitazione e seduzione: passione per le arti


    giulia di quilio

Burlesque, grande schermo e teatro, queste le passioni di Giulia Di Quilio, attrice abruzzese che di recente abbiamo visto nei film “La grande bellezza”, “Mi rifaccio vivo” e nella commedia teatrale “Miles Gloriosus” di Plauto. Un’anima divisa
in tre che ama da sempre l’arte della recitazione

di Silvia Giansanti

Tutto ti aspetti, tranne che trovarti davanti una donna con le sue timidezze e le sue paure. Ma si sa che l’arte aiuta a mettere a nudo la propria trasformazione e dietro una maschera sul palco si riesce a regalare quello che neanche immagini. Giulia ha avuto il coraggio fin da giovanissima di dare una piega speciale alla sua vita, lasciando il suo paese e tentando la strada del successo trasferendosi nella Capitale. L’arte del burlesque in questi ultimi anni ha arricchito il suo bel percorso di attrice, dandole un rinnovato gusto di mostrarsi e di mettersi in gioco, arricchito da una buona dose di ironia. Basta vedere uno dei suoi spettacoli. Non proponetele però di fare la conduttrice tv.
Giulia, come nasci artisticamente?
“Ho frequentato il liceo artistico, dimostrando fin da giovanissima il mio interesse per le arti e per il teatro. Poi mi sono trasferita a Roma per inseguire il mio sogno, studiando recitazione al Garinei, iniziando a muovere i primi passi nel mondo dello spettacolo intorno ai ventidue anni, facendo le prime esperienze televisive e teatrali e incontrando il cinema nel 2005”.
Da dov’è scaturita l’idea di intraprendere questa strada?
“Fin da piccola, da quando in pratica mettevo in scena mini spettacoli per i miei due fratellini. In seguito da adolescente ho fatto la modella”.
Oggi sei divisa tra cinema, teatro e burlesque. Come vedi il teatro italiano nel futuro, visto che ti ci dedichi da sempre?
“E’ un momento particolare, non circolano molti soldi, anche se penso che il teatro non morirà mai finché ci sarà l’essere umano. E’ una grande forma di espressione, serve tanta forza e passione”.
Da dov’è nata invece la scelta di fare burlesque?
“Ho incontrato questa particolare arte nel 2010, quindi molto di recente. Ne avevo sentito parlare e così ho iniziato a nutrire interesse. Ho capito che faceva per me, visto che ha molto a che fare con la sensualità ma anche con il teatro, mettendo in scena un personaggio e raccontando di conseguenza una storia. Il burlesque si rifà al cinema hollywoodiano degli anni quaranta e cinquanta, è un’arte che ho sentito affine alla mia personalità”.
Il burlesque aiuta a superare la timidezza?
“Assolutamente sì. Innanzitutto è una maschera, nel burlesque si sceglie il nome d’arte con il quale salire sul palcoscenico per poter andare ad interpretare una donna fatale diversa da quella che è nella vita di tutti i giorni. Nella vita quotidiana è difficile avere così cura della propria personalità e della propria femminilità. Nel burlesque la donna è consapevole dei propri difetti fisici e della propria carica erotica e quindi è una donna forte che non si spoglia per l’uomo, bensì per se stessa e questo aiuta a rompere certi canoni imposti dai media”.
Sei completamente disinvolta o nascondi qualche timidezza?
“Certo, pensa che il mio complesso è quello di non passare inosservata e questo mi ha creato alcune timidezze non indifferenti”.
Ti piacerebbe misurarti con qualcos’altro sempre nel campo?
“Devo dire che all’inizio ero sempre spaventata dalle cose nuove, ma poi ho finito con il cercarle. Mi hanno proposto ad esempio la conduzione di uno spettacolo in veste di presentatrice e quindi ho accettato per mettermi in gioco, visto che non l’ho mai fatto. C’è sempre una buona dose di ansia e di paura, ma vale la pena esplorare nuovi campi”.
Ti piacerebbe vederti nelle vesti di conduttrice tv?
“In questo caso no. Quando ho una maschera sono più disinvolta e invece se devo essere me stessa, nuda e cruda al centro dell’attenzione, ho qualche difficoltà. Ho bisogno anche di tempi diversi più lenti rispetto a quelli di una diretta televisiva”.
Qual è stata l’esperienza che finora ti ha divertito più di tutte?
“In assoluto il burlesque, l’equivalente al lasciarsi andare totale. C’è stato anche uno spettacolo teatrale che mi ha coinvolto molto ‘Miles Gloriosus’ di Plauto con un cast fenomenale di veri comici”.
La tua famiglia è stata sempre d’accordo sulle tue scelte?
“Mia madre mi ha incoraggiata e spronata. Mio padre, da buon abruzzese, invece, è stato uno zoccolo duro fin dall’inizio. Non ha visto di buon occhio la scelta di trasferirmi a Roma così giovane per lavorare nel mondo dello spettacolo. Non ci siamo parlati per un paio di anni, ma poi la situazione ha giocato a mio favore perché lui, dopo i miei primi successi, si è dovuto ricredere. Pensa che ultimamente ha organizzato persino un pullman di concittadini per venire ad assistere ad un mio spettacolo”.
Ecco, quando torni nel tuo paese Natale, come ti accoglie la gente del posto?
“Nel paese sono considerata la star della situazione, quella che ha avuto il coraggio di andare via per costruirsi una carriera lontana anni luce da quei posti”.
Una diva del passato che adori.
“Rita Hayworth, Greta Garbo e tante altre”.
Quale opinione ti sei fatta in generale sugli uomini dopo l’esperienza avuta nei vari spettacoli di burlesque?
“Ho avuto modo di sperimentare la visione dell’uomo agnellino nel momento in cui dal palcoscenico dimostri una forte carica di femminilità”.
Parliamo delle tue ultime esperienze. Iniziamo dal ruolo avuto nel film “La grande bellezza”.
“E’ stata una bellissima esperienza lavorare con un grande professionista come Paolo Sorrentino, ho sentito in lui lo stesso mio gusto estetico. Mi ha affascinato la storia di una scambista, una donna che con il proprio compagno è a caccia di nuove emozioni. Il regista cercava, infatti, una seduttrice che s’ispirasse al look di Rita Hayworth per ammaliare Toni Servillo”.
Invece in “Mi rifaccio vivo”?
“E’ stato un piccolo ruolo divertente grazie a Sergio Rubini, un’altra valida esperienza nata in modo spontaneo”.

CHI E’ GIULIA DI QUILIO

Giulia Di Quilio è nata a Chieti il 14 novembre 1980 sotto il segno dello Scorpione con ascendente Capricorno. Caratterialmente si definisce socievole ma non sociale. Ha l’hobby della lettura, adora gli arrosticini abruzzesi e tifa per il Chieti. Le piacerebbe vivere a Londra e il suo anno fortunato è stato il 2012.  Al momento non possiede animali domestici ed è fidanzata. Giulia si è trasferita a Roma da giovanissima per studiare recitazione presso il laboratorio di Enzo Garinei. Dopo qualche esperienza teatrale e come modella, nel 2005 è arrivato il cinema con il film “Le ferie di Licu”. Subito dopo le è toccata la partecipazione in “La Sconosciuta” di Giuseppe Tornatore. A seguire negli anni altri film tra cui “Al termine della notte”, “Amore 14”, “La grande bellezza” e “Mi rifaccio vivo”. Densa è stata anche la sua attività teatrale in lavori come “Fiori di cactus”, “Finalmente mi sposo”, “Briciole di vita”, “Molto rumore per nulla”, “Miles Gloriosus” e “Toccata e fuga”. Ha girato vari cortometraggi e spot pubblicitari e ha preso parte ad alcune serie tv, tra le quali ricordiamo “Sottocasa”, “I Cesaroni 2”, “Crimini 2” e “Il restauratore”.


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