01/25/2021
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Giulia Fagiolino: Il nuovo romanzo “In un battito d’ali”

di Francesca Ghezzani –

La scrittrice Giulia Fagiolino, dopo aver vinto quattro premi letterari internazionali e aver esordito in ambito editoriale con il romanzo “Quel Giorno” (Capponi Editore) nel giugno 2018, torna in libreria con l’opera “In un battito d’ali” edito da L’Erudita, Giulio Perrone editore.

Giulia, in un’altra tua intervista hai dichiarato che il libro è nato nel corso degli anni, quando ascoltavi i racconti di fatti accaduti alla tua famiglia durante la Seconda Guerra Mondiale. Hai preso liberamente spunto da questi episodi accaduti in varie zone della Toscana e in Umbria, poi hai romanzato il tutto dando libero sfogo alla fantasia. Il titolo “In un battito d’ali” ricopre un significato funzionale alla narrazione?
“Sì, certo, i titoli dei miei romanzi ricoprono sempre un ruolo centrale, un ruolo chiave per capire il messaggio che voglio veicolare. ‘In un battito d’ali’ è un po’ la metafora della vita, dopo dei momenti difficili si può riiniziare a vivere rapidamente, basta poco per lasciarsi il passato alle spalle e andare avanti. Questa espressione l’ho riportata proprio nella parte finale del libro, mentre descrivevo un momento importante su cui faceva perno l’intera narrazione”.
Come si intrecciano la Storia con la “s” maiuscola e la storia con la “s” minuscola?
“La parte più complessa di questo romanzo è proprio l’aver dovuto intrecciare storie, fatti realmente accaduti durante la seconda guerra mondiale, con la fantasia. Quindi sono presenti anche personaggi che realmente ho conosciuto e che ho voluto far rivivere ricordandomi come erano e personaggi puramente inventati. È stato difficile, non lo nego, però sono un’appassionata di storia e quando si scrive un romanzo parto sempre dal presupposto che bisogna avere molta fantasia, senza di questa non esisterebbero scrittori”.
È un romanzo corale, hai mai pensato di scrivere un libro a quattro mani?
“Sono presenti molti personaggi, ognuno con la sua storia, la sua personalità, i suoi sentimenti, vite che si intrecciano tra di loro. Quando scrivo punto molto sugli stati d’animo dei personaggi in cui mi immedesimo e seguo il mio filo logico nella narrazione. Non credo di essere capace di scrivere un libro a quattro mani”.
Se al tuo libro fosse abbinata una colonna sonora già celebre, quali note ti verrebbero in mente?
“Come musica mi viene subito in mente ‘Hymne’ di Vangelis oppure ‘Mission’ o ‘C’era una volta il west’ di Ennio Morricone”.
Infine, domanda assai frequente che gli scrittori si sentono rivolgere: una trasposizione filmica o cinematografica troverebbe nella storia che narri un buon punto di partenza per una sceneggiatura? Se sì, quali attori e regista vorresti nel cast?
“Sì, certo, i personaggi sono molti e anche molti i dialoghi. Mentre lo scrivevo tenevo tanto a mente i film del neorealismo di cui sono appassionata. Di registi italiani ce ne sono numerosi bravi, non avrei una preferenza. Per quanto riguarda gli attori per i personaggi principali ci vedrei in Agnese Luisa Ranieri o Laura Morante, in Pietro Massimo Ghini, in Ginevra Cristiana Capotondi, nei panni di Giulio Lino Guanciale, in quelli di Gina Elena Sofia Ricci e di Bruna Vittoria Puccini”.

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