09/22/2020
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Giuliano Taviani: il talento è di famiglia

di Lisa Bernardini –

Nasce a Roma nel 1969. Alcune note biografiche: nei primi anni ’90 scrive le musiche per alcune compagnie teatrali romane; negli anni a seguire collaborerà con vari registi firmando fino a oggi più di 60 film usciti al cinema o in tv tra cui: “Boris” la serie-tv e “Boris – Il film” di Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre, Luca Vendruscolo, “Cesare deve morire” di Paolo e Vittorio Taviani, “Nessuno mi può  giudicare” di Massimiliano Bruno, la serie-tv “La linea Verticale”, “Rosso Istanbul” di Ferzan Özpetek. Nel 2015 firma le musiche del film “Anime nere” di Francesco Munzi per cui vince: il David di Donatello per il miglior compositore e il David di Donatello per la migliore canzone. Un cognome importante nel cinema e una eredità impegnativa: è figlio del celebre Vittorio Taviani. Incontro Giuliano a Roma, dove vive. Ci diamo appuntamento in un bar del centro, e davanti ad un caffè fumante, in un assolato pomeriggio di metà settembre, iniziamo una chiacchierata amichevole.

Sei figlio d’arte;  nella tua decisione di essere un compositore di Colonne Sonore da Cinema, quanto ha influito tuo padre, positivamente e meno? Raccontaci di come è nato il tuo amore per questa professione. 

“In famiglia il Cinema, inteso come la somma di tutte le arti che lo hanno preceduto, era sacro, lo si amava incondizionatamente. A casa si partecipava, si tifava durante le fasi della lavorazione dei film di nostro padre, che puntualmente ci metteva al corrente degli ultimi sviluppi. Dalla lettura del soggetto, poi della sceneggiatura, le riprese, il set, dove noi figli potevamo raramente entrare, e in punta di piedi (guai a fiatare! guai a sedersi sulle poche sedie! guai a disturbare questa macchina da guerra che è il set! ), il montaggio, i temi del film appena composti suonati al pianoforte da mio padre, la registrazione musiche, fino alla visione del film finito. Durante la visione, da bambino, nonostante il film lo conoscessi ormai già bene, l’emozione prendeva il sopravvento. Queste scene così forti erano spesso accompagnate dalla musica. Il sapiente utilizzo che i registi ne facevano e la musica in sé, scritta da grandissimi musicisti (Piovani, Morricone, Macchi, Fusco, Gelmetti, Crivelli, Ghiglia), rendevano quelle scene sublimi. C’è una scena in particolare che mi ha segnato e che ritengo responsabile della mia scelta di scrivere musica applicata. È tratta dal film ‘Allonsanfan’, con Marcello Mastroianni. Morricone scrisse una bellissima tarantella (musica che Tarantino ha utilizzato per i titoli di coda di ‘Inglorious Bastards’). L’idea, in sceneggiatura, consisteva nel fatto che durante un primissimo piano, la musica si sostituisse ‘violentemente’ alle parole. In primissimo piano l’attore parla con movimenti labiali evidenti ma non udiamo le sue parole. Sentiamo solo la musica a tutto volume di Morricone che meglio delle parole racconta il sentimento del personaggio!.

Cinema e musica in epoca post Covid: come vedi questo settore e cosa ti auguri accada in un prossimo futuro per risollevare questa professione? 

“Il cinema, come la musica, lo si fa insieme. Come noto, il nostro settore e’ tra i più penalizzati dalla pandemia; confido nello spirito costruttivo di tutti i lavoratori dello spettacolo che sono pronti a ricominciare con forza nel rispetto delle regole”.

Fai parte del direttivo dell ‘Associazione Compositori Musica per Film. Di che si tratta e quali sono i principali obiettivi che si propone di raggiungere? 

“Finalmente da qualche anno esiste un’associazione di compositori per il cinema. L’ACMF tutela la figura del compositore di musica applicata e svolge un lavoro di divulgazione e valorizzazione della sua arte. L’industria legata alle colonne sonore versa in pessime condizioni, a oggi, in attesa della legge, i diritti d’autore arrivano sempre meno, i colossi della rete non versano adeguati diritti bloccando di fatto la catena industriale. E’ fondamentale che ci sia una voce competente come quella dell’ACMF per uscire da questa pericolosa impasse!. 

Il tuo ricordo professionale finora  più bello e ciò che ti auguri per il tuo futuro.

“L’entrata nello studio di registrazione Forum per registrare la mia prima colonna sonora: ‘A domani’ di Gianni Zanasi, nel 1998. Lo studio Forum è il tempio della musica, lo studio storico in cui sono state registrate le migliori colonne sonore del cinema italiano. Ero stato lì a 13 anni a cantare ‘La mamma ‘un vole’ per la colonna di Nicola Piovani de La notte di San Lorenzo, avevo seguito le registrazioni di Morricone, di Crivelli per i film di mio padre e zio ma anche di Evan Lurie per il Piccolo Diavolo di Benigni: mia sorella che suonava il violoncello mi fece intrufolare di nascosto. Insomma, per me entrare alla Forum come Maestro era il sogno che diventava realtà. Per il futuro, auguro a me e a tutto il Cinema italiano di trovare nuove idee, nuove storie e nuovi percorsi”.

Ennio Morricone: un tuo ricordo. 

“Durante la pausa della serata dei David di Donatello 2015 mi dirigo verso il  Maestro che era seduto tra sua moglie e Quentin Tarantino. Lo saluto, mi presento come Giuliano Taviani e come candidato di quella edizione dei David e gli dico che se faccio questo mestiere è per colpa sua (la tarantella di Allonsanfan ecc..) Mi guarda negli occhi e mi chiede:  ‘Tu hai scritto la musica per “Cesare deve morire” di tuo padre e tuo zio?’. ’Sì’, gli rispondo, ‘insieme a Carmelo Travia’. ‘Quella colonna sonora è eccellente! Forse tra le migliori colonne sonore dei film dei Taviani’. Rimango incredulo e scioccato! Sempre guardandomi fisso negli occhi: ‘Ma lo sai perché?’. ‘No’, dico io. ‘Perché vi hanno dato quella libertà che a me, loro, non hanno mai dato!’”.

Prima di salutarci, quali sono i prossimi progetti lavorativi che ti riguardano?

In uscita a ottobre ‘Made in Italy’ per Mediaset, serie tv sulla moda. In lavorazione  la seconda stagione di ‘Volevo fare la Rockstar’, serie tv per la Rai. Un buon caffè per incominciare una nuova amicizia professionale, quella con Giuliano; una sincera intervista, seppur breve,  da regalare ai nostri lettori”.

All the best, Giuliano!

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