09/24/2021
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Giulio Arcangeli: “I campioni d’Italia delle Bocce siamo noi”

di Paolo Paolacci –

Il gioco delle bocce ha una campionato italiano che assegna scudetti per categorie. Abbiamo contattato il presidente della ASD Boville di Marino, Giulio Arcangeli che ha appena vinto il terzo scudetto di categoria. La più bella di questa intervista è nella semplicità con cui si svela il mondo delle bocce come uno sport utile a creare socialità e impegno fisico da non crederci.
Chi è Giulio Arcangeli?
“Nasco a Roma il 22 febbraio 1968 da Dino e Beniltem due infaticabili lavoratori. Divento Perito Informatico e dal 1991 dopo il servizio militare inizio la mia avventura lavorativa. Dapprima presso un’azienda di Software di Frascati, poi dal 1993 al 2019 presso l’Istituto Centrale del Sostentamento del Clero (organismo della CEI) in un settore Tecnico-Informatico. Dal 2020 collaboro con aziende del settore della distribuzione automatica. Imprenditore sia nel settore Informatico sia nel settore della somministrazione. Sposato e con due figli, Alessia e Andrea, e sono amante dello sport e sempre alla ricerca di sfide imprenditoriali”.
Quali esperienze sportive hai avuto?
“Ho giocato a calcio in varie società romane e per diversi anni in una società del reatino. Sin da piccolo amante delle bocce, che ho abbandonato per poi riprendere, alla fine della mia piccola carriera calcistica, dal 1997”.
Come sei arrivato alle bocce?
“Le bocce sono state la passione unica e ardente di papà Dino che come aveva del tempo libero si recava al Circolo di Bocce per cimentarsi con i suoi amici. Da piccolo andando con lui ho iniziato ad imparare e poi dopo aver lasciato il calcio avevo bisogno di quella adrenalina da competizione che ho trovato nelle bocce. Dal 1997 ho dedicato il mio tempo libero a questo sport che poi e’ divenuto parte integrante della mia vita sociale”.
Qual è secondo te la migliore considerazione sul gioco delle bocce?
“Le bocce sono uno sport che unisce l’anima sociale a quella agonistica che può essere praticato da 6 a 90 anni che porta un Campione del mondo a gareggiare o confrontarsi in allenamento, anche con un ragazzo alle prime armi. Uno sport unico che ritengo abbia alti valori morali”.
Come si arriva a vincere un campionato italiano?
“Con una programmazione pluriennale, con la passione, passando per le sconfitte che ti fortificano e in particolare con la scelta di atleti che sono ognuno l’elemento di coesione. Il gruppo è l’elemento più importante, non bastano i campioni servono Uomini veri”.
Come si chiama la squadra e come si differenziano le categorie?
“La società è l’ASD Boville di Marino. Il nostro Bocciodromo si trova a Cava dei Selci nel territorio di Marino ma molto vicino a Ciampino. Nelle Bocce per gli atleti ci sono diverse categorie… La categoria d’ingresso denominata serie D, poi la Serie C, la serie B, la serie A e la serie A1. Il passaggio da una categoria all’altra è determinato dai risultati individuali che si hanno durante l’anno precedente. Mentre per il gioco a squadre si ha un campionato come il Calcio… Si parte dal basso e poi vincendo le varie categorie si arriva in Serie A per giocarsi lo Scudetto! La nostra società ha militato diversi anni in Serie B e poi nell’anno 2013 siamo approdati alla Serie A conquistando in questi anni tre Scudetti Senior (2015, 2018 e 2020) e uno Scudetto Juniores nel 2019”.
Qual è il segreto della longevità di questo sport che sembra facile?
“Il segreto assoluto del nostro sport è che si può’ giocare a tutte le età e che permette un’integrazione assoluta tra nonni, padri e figli permettendo una socialità unica. La competitività è comunque importante ma non quanto l’ aspetto sociale. E’ per questo che le Bocce ancora oggi hanno un numero di appassionati in Italia e nel Mondo che fa invidia a sport più blasonati. La difficoltà cresce con il crescere della competitività e a livello assoluto questo sport è, secondo il mio parere, tra i più impegnativi nel panorama sportivo”.
Spiegaci come si affronta una partita tra considerazioni tecniche e impatto mentale.
“Per partecipare ad una competizione di Bocce c’è bisogno di una preparazione atletica importante visto che la gara può durare anche cinque ore. L’ approccio mentale e la condizione psico-fisica sono determinanti perché la caratteristica di precisione sia nell’accosto che nella bocciata sono essenziali. L’atleta deve rimanere concentrato per l’intero incontro e di conseguenza la sua preparazione deve essere molto curata. Poi le qualità tecniche, il sangue freddo e la determinazione fanno la differenza come in tutti gli sport”.
Sicuramente vincere fa bene, è una realizzazione. A chi dedichi o meglio hai dedicato questa vittoria?
“La dedica è per il mio papà Dino che mi ha trasmesso questa passione. Quando nel 2013 venne a mancare mi promisi di raggiungere e dedicargli quello che era il massimo nello sport che lui amava tanto e così il mio sforzo da dirigente è stato esclusivamente quello di arrivare ad essere Campione d’Italia. In questi anni ho avuto tantissime soddisfazioni nelle Bocce e questo lo devo esclusivamente a mio padre”.
La squadra, l’importanza di scegliere ma anche quella di coinvolgere, far entrare dentro un obiettivo tutti. Come si fa?
“Creare l’amalgama giusta in una squadra è sempre difficile da trovare. Le personalità, i caratteri, le esigenze di un gruppo di ragazzi/uomini sono svariate e variegate e quindi il compito del dirigente di società e quello di dare delle regole per tutti e cercare le soluzioni giuste per ognuno. Il gruppo Boville è come una famiglia dove le scelte, anche quelle relative agli atleti da coinvolgere, vengono prese insieme e condivise al massimo perché tutti devono sentirsi parte integrante del progetto”.
Che consiglio daresti per il sociale anche con il gioco delle bocce?
“Il consiglio che posso dare al mondo delle Bocce e’ quello di dedicare sempre maggiori risorse all’attività giovanile. Ogni società dovrebbe avere un settore giovanile e cercare di lavorare con le scuole e con i giovani perché sono certo che i ragazzi una volta scoperto il nostro mondo se ne innamorerebbero”. 
Ci sono dei rituali quando si comincia e finisce una partita?
“Ognuno di noi ha dei rituali ma in generale non ci sono situazioni del genere”.
Quanto conta l’entusiasmo, la lucidità, il coraggio e la bravura per vincere un incontro e per vincere un campionato?
“Hai elencato caratteristiche fondamentali per questo sport ma credo che la determinazione sia quella caratteristica che a parità di qualità tecnica possa darti qualcosa in più”.
Ci proviamo anche quest’anno?
“Assolutamente sì. Vogliamo aprire un ciclo a livello Senior con una squadra che è confermata per diversi anni e cercando soddisfazione anche a livello giovanile e femminile”.
Un saluto particolare a tutti coloro che leggeranno l’intervista.
“Ti ringrazio per questa opportunità e invito tutti i lettori a seguirci sul sito www.asdboville.it e sulla pagina Facebook ‘Boville Marino – Bocce’. Un saluto a tutti voi”.

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Massimiliano Francio
Graziano Scarabicchi

redazione@gpmagazine.it

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