Heldin, che la magia abbia inizio!


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La magia è arte, lui è uno dei più grandi artisti contemporanei. Cresciuto con il mito di Silvan, dal quale ha ricevuto tanti consigli, oggi è uno dei più affermati maghi italiani. Fino a novembre sarà possibile ammirare i suoi spettacoli a Miragica, il parco dei divertimenti in Puglia

di Serenella Romano

Noto al pubblico per la vivace presenza in trasmissioni televisive nazional-popolari quali “Carramba che sorpresa”, “Il lotto alle 8”, “Uno Mattina”, “Festa Italiana” nonché per la straordinaria partecipazione al “Festival di Sanremo” nel 2003, a Telethon, al “Maurizio Costanzo Show”, Heldin ha recentemente ritirato al Palazzo del Cinema di Venezia il Leone D’Oro per “la comunicazione attraverso la magia”, un importante riconoscimento che si è andato ad aggiungere agli applausi raccolti per le impressionanti esibizioni che lo hanno visto protagonista su Rai Due del Golden Circus. Una carriera florida che affonda le origini in due occhi di bambino che appassionati si incantavano davanti alle illusioni proposte dai maghi che percorrevano in lungo ed in largo il Salento, terra d’origine di Heldin.
Qual è stata la prima “magia” da cui sei rimasto impressionato?
“La donna ‘zig zag’ eseguita da Silvan con Raffaella Carrà negli anni ’70. Da quel momento ho sognato un giorno di entrare in quella scatola magica che è la tv ad eseguire un gioco magico con Raffaella Carrà”.
La parola “illusione” cosa ti fa pensare?
“Stupore, meraviglia, divertimento e curiosità”.
L’amore è “illusione”?
“Per me l’amore è la passione per la magia, la magia è illusione. Trova tu la soluzione!”.
La magia ha un repertorio molto ampio e si rivolge a tutte le fasce di età. Nonostante questo è meno seguita dei format comici, che invece si sbrodolano addosso le solite battute. Per quale ragione?
“Purtroppo nonostante affascini il pubblico dai 4 ai 94 anni in tutto il mondo, in Italia la magia è poco diffusa; questo dipende dalla carenza di format televisivi stile varietà. Ci si accontenta di talk e di programmi con la presenza di pseudo personaggi senza arte né parte. Al contrario in altre nazioni, come per esempio la Francia o l’America, gli spettacoli di magia hanno un forte ‘timbro’ di protagonismo a conferma del fatto che l’illusionismo riempie i teatri con ottimi consensi e apprezzamenti da parte del pubblico”.
Silvan è stato senza dubbio un pilastro del settore: quanto ha influito incontrarlo nella tua infanzia?
“E’ stato ed è ancora il ‘maestro’ per eccellenza; nella mia infanzia ricordo sempre quando lui lavorava per l’agenzia teatrale di mio padre ed io lo ammiravo con occhi sbarrati per carpire ogni piccola sfumatura del modo in cui conduceva un magic show. Ci siamo sempre sentiti e visti anche ultimamente condividendo varie idee magiche. Ricordo tutti gli ottimi consigli che mi ha sempre dato e in particolare un episodio, quando venne a sorpresa al Teatro della Magia presso il Luneur a Roma a vedere il mio show”.
Hai lavorato per molti anni sulle navi da crociera con spettacoli d’illusionismo: professionalmente quanto ti ha formato come esperienza?
“Mi ha fatto conoscere una realtà internazionale mettendomi alla prova nel realizzare un magic show adatto ad un pubblico multi etnico, pur tenendo nello stesso tempo la firma italiana. Il mio one man show ‘the art of illusion’ a bordo delle più importanti navi da crociera ha raggiunto un apprezzamento tale da vederlo in cartellone nelle giornate di gala e riconfermato di anno in anno”.
Un errore capitato durante uno spettacolo?
“Ogni spettacolo faccio sempre un errore: il numero della donna tagliata in due, lo sbaglio sempre perché alla fine ritorna tutta di un pezzo… permettetemi la battuta”.
“La grande Illusione” è lo spettacolo che hai in scena fino a novembre a Miragica, il parco dei divertimenti in Puglia. Come si articola?
“E’ uno show divertente e brillante, dove il pubblico ha la possibilità di vedere dal vivo quelle grandi illusioni che spesso si vedono in tv. In scena mi avvalgo della presenza di due assistenti ballerina professioniste Julia e Natalia che diventano a loro volta le cavie delle mie illusione. L’ottima regia di Roberto di Benedetto e la bravura del direttore di palco Mimmo Tritto contribuiscono ad avere in scena un ottimo show gratificato dagli immancabili applausi del pubblico”.
Maghi uomini sì, maghe donne no: da cosa dipende?
“La donna nell’immaginario collettivo è da sempre stata vista come assistente e ballerina, per questo motivo sono sempre meno. Stonerebbe molto vedere una maga che taglia in due-tre pezzi un ballerino oppure vederlo fluttuare nell’aria, quelle poche esistenti sono comunque molto brave e la maggior parte hanno come assistenti sempre ballerine”.
Una buona motivazione per venire ad assistere al tuo spettacolo?
“Il motivo è uno soltanto: nel mio show vedrete quello che non credete di vedere e non vedrete quello che credete di vedere. Vi aspetto!”.


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