12/06/2022
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I disturbi dell’immagine corporea nell’adolescenza

di Marialuisa Roscino

Body positivity, disturbi alimentari, diagnosi strutturale e psicoanalisi, sono al centro di questa intervista, ma non solo. Ne parliamo con la dottoressa Adelia Lucattini, Psichiatra e Psicoanalista della Società Psicoanalitica Italiana (SPI) e dell’International Psychoanalytical Association (IPA) 

Disregolazione emotiva nei Disturbi dell’Immagine Corporea, quale approccio strutturale è possibile utilizzare con i pazienti attraverso la psicoanalisi? Quali le possibilità terapeutiche?

“Recentemente abbiamo assistito ad una importante dichiarazione degli esperti della Società Italiana di Prevenzione Cardiovascolare: “Valorizzare la body positivity e condannare il body shaming è sacrosanto se intesi come ‘inclusività’ e guerra alla discriminazione del ‘diverso’, del non allineato ai canoni estetici mainstream. Ma per nessuna ragione dobbiamo far passare il messaggio che l’obesità vada considerata come una condizione ‘normale’, addirittura alternativa alla magrezza eccessiva o al normopeso. In questo campo ‘uno non è uguale a uno’”. 

Dottoressa Lucattini, quando si può parlare di disturbi dell’immagine corporea?

“Tra i disturbi dell’immagine corporea abbiamo il Disturbo da dismorfofobia, condizione psichica in cui gli adolescenti vedono difetti del proprio corpo impercettibili agli altri. Colpisce in egual misura sia uomini, che donne. Anche nei disturbi alimentari c’è un’alterazione della percezione della propria immagine”. 

Qual è la specificità del trattamento psicoanalitico negli adolescenti?

“Gli adolescenti compiono un lungo percorso per integrare la propria immagine corporea in adolescenza. La psicoanalisi aiuta a entrare in contatto con la proprio dolore, a conoscere il funzionamento della propria mente, superare problemi, disagi e difficoltà”.

Perché l’adolescenza è un momento critico per i disturbi dell’immagine corporea?

“Poiché la mente tende inconsciamente a trovare nel corpo punti di debolezza e vi proietta i propri “fallimenti”. Durante l’adolescenza è anche necessario fare il lutto dell’infanzia. Tutto ciò, necessario per diventare autonomi e indipendenti è facilitato dal trattamento psicoanalitico che va iniziato alla comparsa dei primi sintomi. Lo psicoanalista aiuta a superare problemi, disagi e difficoltà”. 

Si è parlato molto di body positivity, in cosa consiste? 

“È un movimento incentrato sull’accettazione del corpo indipendentemente da dimensioni, forma, tonalità della pelle, sesso e abilità/disabilità fisiche, contestando alcuni standard e prototipi di bellezza che condiziona e mette a disagio chi si discosta dagli standard sociali. Il movimento sostiene l’idea che le persone non devono vergognarsi del proprio l’aspetto per alcune caratteristiche specifiche”.

Perché è efficace?

“Perché si propone di combattere alcuni stereotipi che incidono negativamente su equilibrio psicologico e benessere personale. Promuove l’inclusività, combatte la stigma rispetto a caratteristiche fisiche o psicologiche.  Non cerca di incidere su disturbi che hanno ragioni inconsce, relazionali, familiari alla base di disturbi dismorfofobici e del comportamento alimentare”. 

C’è differenza tra donne e uomini?

“Nessuna, donne e uomini possono essere vittime di standard di bellezza e subire le stesse pressioni sociali per adattarsi a “prototipi ideali”, creati artificialmente, in una società mediatica contemporanea con un l’uso del Photoshop Social. Quando si perde la dimensione del gioco e manipolazione della propria immagine viene presa sul serio, allora si creano problemi psicologici anche importanti”.

Dottoressa Lucattini, negli anni ‘80 e ‘90 c’era una spinta verso l’anoressia, adesso il rischio è una legittimazione della bulimia?

“La body positivity combatte il fenomeno pericoloso del body shaming online e sui Social. Di fatto, però attualmente, ci troviamo di fronte a fraintendimenti della body positivity che arrivano a sostenere stili di vita non salutari, come l’obesità, malattie dermatologiche serie, la “trasandatezza”, talvolta espressione depressione”.

Per quanto l’obesità quale tipo di intervento psicologico consiglia?

“Un buon equilibrio psicologico aiuta a occuparsi della propria salute fisica, a fare tutto il necessario per star bene. L’obesità può derivare da malessere mentale che va compreso e affrontato. Stare bene, migliorarsi e cercare di essere felici è un diritto, ognuno deve poterlo esercitare ricorrendo a un sostegno psicoanalitico nei momenti di difficoltà”. 

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