Ilaria Dalle Luche Jones


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Metti una sera quattro amiche…

Esordio letterario per questa nuova scrittrice. “Il caffè delle ragazze” è la sua prima opera e racconta il valore dell’amicizia al femminile

Ilaria Dalle Luche Jones è nata a Napoli ma vive da sempre a Forte dei Marmi, laureata in giurisprudenza ha lavorato in cardiochirurgia, ha diretto una beauty farm, ha avuto uno studio immobiliare e ha collaborato all’apertura di locali notturni. “Il caffè delle ragazze” è la sua opera prima. Camilla, Viola, Giovanna, Elena e Carlotta… le mitiche “ciuffe”. Amiche oltre ogni distanza, al di là di qualunque uomo e impegno professionale. Malgrado le cose della vita le portino a perdersi in giro per il mondo, le cene al “Peperoncino e Salvia” a parlare di tradimenti, amori sfortunati, delusioni, rimangono un appuntamento imprescindibile, una rete di salvataggio, una zattera nell’oceano di una vita tumultuosa che non offre molti punti di riferimento. Un libro per cogliere il valore dell’amicizia al femminile, ascoltare confessioni piccanti, ridere di incidenti imbarazzanti e commuoversi di fronte al coraggio di scelte difficili… in attesa del Principe Azzurro…
Ilaria, sei una donna a dir poco poliedrica, nella tua vita hai fatto di tutto. come nasce questa tua curiosità verso il mondo?
“E’ vero sono una grande curiosa, da sempre, da quando ero bambina, probabilmente la risposta risiede nel mio dna, per me è assurdo fare solo una cosa nella vita. Poter cambiare e buttarsi in nuove avventure lo considero un grande privilegio e una grande ricchezza per la propria mente”.
Hai studiato giurisprudenza, ma poi la vita ti ha portata altrove, rimpianti? Cambieresti qualcosa di questo tuo percorso?
“Ho studiato giurisprudenza per seguire la tradizione familiare, ero piccola e non avevo le idee chiare, poi ho fatto tutt’altro e se tornassi indietro non rifarei questo percorso ma ne seguirei altri… in linea con la mia voglia di fare cose sempre diverse. L’unica cosa che conserverei sarebbe la scrittura, non ne posso fare a meno”.
Accanto al tuo nome e cognome hai aggiunto il “Jones”, viene spontaneo pensare alla Bridget Jones del cinemache tutti noi abbiamo imparato ad amare. C’è qualche attinenza? Ci racconti come è nata questa cosa?
“Veramente è un piccolo segreto ma non c’entra nulla Bridget Jones, lei è un personaggio simpatico, ma un pò imbranato, mentre io e i miei personaggi lo siamo leggermente meno! Diciamo per adesso che è un semplice nome d’arte”.
Passiamo al tuo libro di esordio “Il caffè delle ragazze”, narra la storia di quattro amiche inseparabili, le “ciuffe”, che condividono e si raccontano tutto, nel bene e nel male, in attesa di quello che tutte noi cerchiamo, il “principe azzurro”. Quanto di tuo c’è in questo racconto? I personaggi del racconto sono reali o di fantasia?
“Io adoro scrivere la realtà un po’ romanzata, i miei personaggi sono di fantasia ma con caratteristiche talmente reali che ogni persona potrebbe identificarsi. Ma è chiaro che io scrivo dentro la mia pelle, quindi un po’ di me c’è senz’altro. La vita offre talmente tanti spunti di riflessione e osservazione che adoro catturarli e metterli su ‘carta’, come una fotografia, fissare momenti e renderli indelebili”.
“Il caffè delle ragazze” parla di amicizia, amore, ma quanto è difficile oggi innamorarsi?
“Direi che è un’impresa titanica, ma solo perché siamo tutti concentrati sulle nostre vite, piene, caotiche e in questo marasma si è persa quella voglia di incontrarsi e soprattutto conoscersi che è alla base di una relazione tra due persone. Inoltre l’impegno fa paura, quindi meglio ‘amori veloci’ che non sono pericolosi e non intaccano le proprie esistenze. Incontri che dentro hanno poco o niente. E’ un peccato, perché la vera magia fa volare alti”.
Cosa o chi ti ispira per i tuoi racconti?
“La vita di tutti i giorni, le situazioni che mi trovo a vivere, le vite delle mie amiche, sono un bacino di utenza davvero ricco e che non finisce mai di stupirmi e di offrirmi materiale su cui poter lavorare”.
Quali difficoltà hai incontrato durante il tuo percorso?
“Ho trovato difficoltà in tutto, per uno scrittore emergente che non è un giornalista famoso, un personaggio del mondo dello spettacolo, oppure una escort con dichiarazioni hot, affermarsi è un percorso a ostacoli, ma io sono una grande testarda”.
Quale invece la maggiore soddisfazione?
“Quando la casa editrice mi ha mandato dei libri campione per mostrarmi la cover e tutto il resto, mi sono commossa. Uno scrittore con la sua opera è come una mamma con il suo bambino, arriva il momento in cui qualcosa di solo tuo, diventa anche degli altri”.
Cosa ti aspetti ora dal futuro? Quali sono le tue aspirazioni?
“Scrivere scrivere scrivere, sto già ultimando il mio secondo romanzo, e sono abbastanza soddisfatta, vorrei ritagliarmi uno spazio, avere i miei lettori, e poter continuare a comunicare ciò che ho dentro, e anche se una sola persona mi leggerà, sarò felice di aver condiviso con lei i miei pensieri. L’arte per me è condivisione”.
Un saluto ai lettori…
“Auguro a tutti coloro che leggeranno il mio libro di continuare a sognare, di essere coraggiosi e soprattutto di buttarsi dentro il mare, spesso in tempesta, delle emozioni, senza averne paura”.


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