Aggiungi ai preferiti Imposta Home Page 5-09-2010 Ore: 19:13  
LUIGI CASSANDRA
 
LUIGI CASSANDRA

Bello è bello. Sexy pure. Ma vi assicuro che con Luigi Cassandra ci si passerebbe un'intera giornata anche "solo" a chiacchierare perché, questo giovane attore campano, sembra banale dirlo, ma è ancora piť bello dentro. La sua semplicità disarma e la capacità che possiede di entrare in empatia con chi ha di fronte, spinge a volergli immediatamente bene. "A volte ho la sensazione che tutto quello che ho vissuto non sia mai successo - mi dice Luigi - perché è come se una forza piť grande di me mi abbia aiutato ad affrontare tutte le difficoltà che ho incontrato nella vita. Mi piace il contatto con la gente, andare al mercato, passeggiare per le strade, prendere l'autobus. Sono un popolano, uno del pubblico in realtà. Non sento di appartenere ad una categoria particolare di persone. La facciata proposta da quest'ambiente la trovo patetica e assurda da un punto di vista umano".

Non hai dimenticato le tue origini...

"Sono figlio di Marcellino Cassandra, artigiano, fabbro e contadino, e di Giuseppina che oggi è assistente sociale in una scuola materna. E sono fierissimo di loro. Non bisogna mai dimenticare le proprie radici. A tutti può capitare di perdersi ma l'importante è ritrovarsi".

Provenire da una realtà dove le cose che ottieni te le sei dovute sudare, quali strumenti in piť ti ha fornito nel lavoro che fai?

"Non mi sono mai perso d'animo. Ho imparato, per esperienza, che la forza della necessità ti fa fare qualsiasi cosa. Ho dovuto fare l'uomo già a dieci anni perché la realtà in cui vivevo non era facile. Ho cercato di migliorarmi, ho studiato di continuo. Mi sono inventato dei miei mondi e mi ci sono rifugiato. Avevo il dono di saper cantare e ho cominciato così".

Sei un ragazzo molto solare e riesci facilmente a comunicare con gli altri.

"Quando l'essere umano arriverà a capire che non è unico e solo, che ha bisogno degli altri, di confrontarsi, allora la vita sarà piť bella".

Tu nasci come cantante...

"Sono un 'cantattore' ".

Dunque canti ancora?

"Certo. Come potrei stare senza cantare? E' come chiedermi 'vivi ancora?' Pensa che bello quando hai avuto una giornata storta o qualcosa è andato male e arriva invece la canzone giusta a risollevarti. Con la musica io cerco di sdrammatizzare".

Hai un desiderio particolare?

"Sogno di riunire tutti gli artisti del mondo in un posto in cui l'arte continui ad essere un motivo di incontro per tutti gli esseri umani, un aiuto e un sostegno. L'arte fa bene ed è un patrimonio comune e gratuito".

Hai studiato canto, recitazione, dizione ma essere un bell'uomo quante porte in piť apre?

"Questa società ti giudica in base all'aspetto fisico e se inizialmente la bellezza può essere un buon biglietto da visita, poi però ti si può rivoltare contro. La gente ti prende in considerazione per come appari e in Italia la bellezza equivale a poca professionalità. Ti etichetta in un ruolo".

Saresti disposto ad imbruttirti per recitare?

"Assolutamente, anzi non vedo l'ora. Sarebbe un modo per far capire il valore del mio lavoro dopo tutti questi anni di sacrifici".

E' difficile ritagliarsi un ruolo nel mondo del cinema?

"Qui da noi recitano sempre gli stessi attori perché quando si girano i film si ha bisogno di 'nomi'. L'Italia non è un paese che rischia".

Qual è la qualità piť importante per un attore?

"L'umiltà, senza dubbio. Per quanto mi riguarda ho imparato tanto dalle persone con cui ho lavorato e ho sempre detto grazie perché nulla mi è dovuto".

E a chi diresti grazie per quello che hai avuto?

"Lo dico sempre ai miei genitori che mi hanno regalato la vita e mi hanno saputo dare un'educazione. Nel lavoro il mio grazie va ai registi con cui ho lavorato, dai fratelli Vanzina a Jerry Calà con cui ho fatto 'Vita Smeralda', grandi maestri della commedia italiana".

Parliamo di donne...

"Senza la donna l'uomo non sarebbe nulla".

L'amore ha un posto importante nella tua vita?

"L'amore ci fa soffrire. (ride) Per amare un'altra persona bisogna essere maturi, avere la capacità e la sensibilità di comprendere che non si deve cercare nell'altro ciò che ci manca ma l'altro è qualcuno con cui condividere un percorso. Oggi, a trentun'anni, ho capito che l'amore non è possessione. E' la felicità dei momenti che condividi".

Sacrificheresti un po' di carriera per amore?

"Per fortuna sono ancora un uomo che si innamora. Ma non sono d'accordo col termine sacrificio perché nel momento in cui sceglierò l'amore, tutte le mie rinunce saranno giustificate".

Desideri metter su famiglia?

"Non vedo l'ora di portare a spasso un pargoletto. Nella mia vita prevedo una famiglia e dei figli a cui trasmettere le cose che so e a cui dare il mio amore".

Ne "La nuova squadra" hai interpretato il ruolo di un gigolò. C'è stata mai una donna pronta a pagare per una serata con te?

(Scoppia a ridere) "Forse sì ma ti assicuro che io non l'ho capito".

Sarai molto corteggiato...

"Mi sono trovato spesso oggetto di desiderio ma è difficile far capire che questa cosa non mi appartiene. Mi fa piacere essere apprezzato ma sono sempre io l'uomo e spetta a me corteggiare. Sarò all'antica ma per me sono ancora importanti le rose, l'invito a cena, aprire la portiera dell'auto, proteggere e dare sicurezza".

Quindi sei un uomo protettivo.

"Sembra però che questo oggi spaventi alcune donne. Molte di loro non credono piť nell'amore e hanno paura di innamorarsi. Per questo non rischiano. Alcune di loro temono di perdere la propria posizione per qualcosa che non esiste. Prima mi hai chiesto se sono disposto a rinunciare alla carriera per amore. Io girerei questa domanda alle donne e ad una in particolare di cui non faccio il nome. Quanto siete disposte voi a rinunciare alla carriera per amore?".



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