Possibile che siano trascorsi 25 anni dal suo grande successo dal titolo "Wouldn't it be good"? Ebbene sì. Ci troviamo a fare i conti con gli anni che passano ma la bella musica, che ha caratterizzato un'epoca d'oro, resta. Nik Kershaw, famoso cantautore inglese, è ancora molto legato a quel successo che ha contribuito a renderlo famoso e, secondo lui, i quarantenni di oggi preferiscono la musica degli anni '80 a quella attuale, perché in un certo senso amano sentirsi ancora ragazzi. In parte è vero ma sosteniamo che le produzioni appartenenti a quel periodo avevano qualcosa di magico, di unico e di innovativo. Ecco spiegato oggi un ritorno al vintage.
Nik Kershaw è nato a Bristol, ha un passato come commesso, suonando nel frattempo la chitarra e cantando in varie band della scena musicale di Ipswich. Il grande successo lo ha travolto nel 1984 con il singolo citato, è proseguito con "I won't let the sun go down on me" e in seguito anche con la straordinaria "The Riddle", di cui nel 2000 è stato prodotto un interessante remix ad opera di Gigi D'Agostino.
Nik è uno di quei personaggi degli anni '80 che non è mai passato inosservato ed è stata un'emozione averlo potuto ammirare il 21 novembre al Lian Club di Roma. Decisamente originale e schivo, ha continuato la sua attività nei decenni a seguire, pubblicando inediti e raccolte di successi. Incontrandolo, ci ha dato un parere sulla musica, parlandoci del suo presente artistico.
Nik, tra le canzoni che hai scritto, ce n'è una che ami di più?
"A distanza di 25 anni mi piace ancora molto 'Wouldn't it be good' e mi diverto ancora oggi a cantarla dal vivo. Dei brani più recenti invece amo 'Billy', incluso nell'album '15 minutes'. Ha un testo del quale vado particolarmente fiero".
Cosa ne pensi della scena musicale attuale? C'è qualche artista che preferisci?
"Non sono informatissimo su tutte le ultime novità. Purtroppo non sono curioso come lo ero una volta. Gli artisti attuali che mi piacciono, in realtà sono in giro già da un po' di tempo come Rufus Wainwraight e Imogean Heap. Ultimamente qualcuno mi ha segnalato un gruppo chiamato Everything Everything e lo trovo fantastico, anche se probabilmente sono stato tra gli ultimi ad averne sentito parlare".
La musica anni '80 sembra essere senza tempo ed è ancora amatissima. Secondo te qual è il segreto dietro questa longevità?
"Forse sono la persona sbagliata alla quale fare questa domanda. Dovresti chiederlo alle persone che la ascoltano. La mia teoria è che la gente voglia sentirsi ancora come si sentiva magari a 16 anni ed evadere dalle responsabilità e dai problemi quotidiani, fatti di lavori noiosi, figli e mutui da pagare".
Come passi il tuo tempo quando non fai musica? Hai qualche hobby?
(Sorride) "Gioco a golf malissimo e mi piace fare delle lunghe camminate con il mio cane immaginario Mungo".
Quali sono i tuoi progetti per il 2010?
"Spero di riuscire a terminare un nuovo album di inediti in studio, ma non prima della fine del 2010. Nel frattempo continuo a fare festival e concerti ed è in arrivo un mio cd in chiave acustica".
Come nasce l'idea di fare un cd "unplugged"?
" Ho deciso di registrarlo perché mi è stato richiesto a furor di popolo. Sono anni che i miei fans mi pregano di catturare su disco le mie performance acustiche e così alla fine mi sono detto 'Perché no'? La scaletta ricalcherà quella dei concerti, con versioni riarrangiate dei miei successi più alcune canzoni nuove".
Ti auguro un grande ritorno Nik!