Se a Fiordaliso doveste chiedere di intonare ancora una volta "Non voglio mica la luna", in pratica il successo con il quale fece il boom, lo farebbe volentieri. Ma se doveste chiederle di descrivere il suo carattere, si rifiuterebbe, perché a cinquant'anni, neanche lei ha capito esattamente com'è fatta. Spazia dalla dolcezza all'impulsività, conservando lo spirito ribelle di sempre. Nata sotto il segno dell'Acquario, Marina (il suo nome di battesimo ndr) appartiene ai veri artisti, cioè a quelli che hanno saputo faticare non poco, prima di conquistare il successo. A Natale è uscita una splendida canzone che scalda il cuore, tratta da una poesia di Papa Wojtyla e a fine gennaio ha debuttato in "Anima Rock il FantaMusical", uno spettacolo comico scritto e diretto da Sebastiano Bianco, accanto a Miranda Martino, Paila Pavese, Gabriele Marconi, Tony Allotta e Mimmo Ruggero. La storia vede protagoniste Miranda Martino, nei panni di una vecchia gloria del teatro e Fiordaliso stessa la quale interpreta i panni di un fantasma di una cantante rock, sparita in circostanze misteriose.
Marina, è arrivato un altro nuovo disco. Sei soddisfatta?
"Di questo disco mi sono innamorata al primo ascolto. La canzone dal titolo "Canto del Sole inesauribile" è stata scritta da Fio Zanotti e il testo è stato tratto da una poesia di Karol Wojtyla. Nonostante non fossi una grande cattolica e non sia praticante, ho capito da questo testo quanto Wojtyla sia stata una persona davvero speciale. Aveva un carisma unico. I proventi andranno all'associazione Papa Giovanni XXIII. Il pezzo è uscito a Natale. L'album, invece, uscirà in primavera. Attualmente è ancora in fase di lavorazione".
E qual è il tuo successo del passato di cui sei ancora innamorata?
"Penso che ogni canzone faccia parte del mio cuore. E' vero che dovrei essere legata a ‘Non voglio mica la luna', che mi ha regalato tanta popolarità anche all'estero, ma quello che preferisco è ‘Fatti miei', un pezzo scritto da Zucchero e presentato al Festival di Sanremo. Lo preferisco perché ricalca la mia personalità".
Cosa ti aspetti da questa nuova produzione?
"Niente in particolare. Mi aspetto semplicemente che la gente provi quello che ho provato io quando ho sentito per la prima volta il pezzo. Ormai mi sono abituata a non aspettarmi più niente nella vita...".
Secondo te perché la musica degli anni '80 è ancora nelle orecchie di tutti?
"Sento dire la stessa cosa, anche a proposito della musica degli anni '70. Secondo me la musica è in crisi e allora si va sul ‘vintage'. Ci si attacca alle cose vecchie, ai ricordi di quando si era ragazzini, legati anche ad anni sicuramente migliori, rispetto a quelli che stiamo vivendo. Oggi non si riesce più ad affezionarsi ad un cantante, sono davvero pochi quelli che rimangono".
Ecco, secondo te è giusto dare oggi opportunità ai giovani attraverso programmi come "X-Factor"?
"E' giusto che in questo tipo di programmi venga data possibilità alla categoria dai trenta anni in su, poiché si tratta di persone che hanno lavorato sodo per arrivare all'eventuale successo. Non sono d'accordo riguardo a quei giovani che possono diventare subito famosi, una volta usciti di casa. Lo trovo molto pericoloso in quanto per fare questo lavoro occorre preparazione, l'abitudine alla sofferenza, fatta di dure prove sul palco, di sudore, di porte sbattute in faccia e di delusioni. Se una persona diventa famosa all'improvviso, e poi non lo è più, ha bisogno del supporto dello psicologo. Il successo va conquistato giorno per giorno e bisogna essere pronti e forgiati per affrontarlo".
Giusto per ripercorrere la tua vita. Chi era Fiordaliso prima di diventare famosa?
"Sono stata sempre una bambina tosta, molto ribelle che ha inseguito i suoi sogni fino all'ultimo. In pratica sono rimasta tale e quale a prima, non è cambiato nulla. Di questo sono molto orgogliosa. Sono rimasta uguale, nonostante il successo che forse mi ha posto solo un po' sopra le righe. Per il resto sono stata sempre una mamma, fin da quando avevo quindici anni".
Cosa ami di Piacenza, la tua città natale?
"La nebbia, la mia casa, la gente, anche se è un po' chiusa. E' la mia città e quindi sono legata anche al freddo, all'umidità che si taglia con un coltello e al caldo pesante con le zanzare. So che starete sicuramente esclamando: ‘ammazza!'. D'altronde quando nasci in un posto, inevitabilmente lo ami. Ogni volta che torno nella mia Piacenza, città medievale meravigliosa, mangio divinamente".
Adesso dove vivi?
"Tra Roma e Piacenza, faccio volentieri la spola per tornare a mangiare lo gnocco fritto e tante altre cose deliziose".
Mangiare ti serve per incamerare energia. So che hai debuttato anche in teatro.
"Ho appena debuttato alla Partenope di Napoli in un'opera prima, insieme a un nutrito cast di attori. Si tratta di un musical in cui mi è stata affidata la parte di un fantasma. E' uno spettacolo molto divertente in cui cantiamo canzoni famose Rhythm&Blues anni '70, di cui chiaramente è stato cambiato il testo, il quale aderisce alla storia che si sta raccontando. E' un lavoro complesso dove ci sono molti effetti speciali, balletti e un certo tipo di recitazione. E' tosta e non ti nascondo che durante le prove, ci siamo fatti il cosiddetto ‘mazzo'. Lo spettacolo è itinerante e tocca città come Napoli e Roma".
Hai anche aderito nello scorso mese di giugno a Milano all'iniziativa benefica "Amiche per l'Abruzzo. Cos'hai provato nel momento dell'esibizione?
"Quando alle tre del pomeriggio hanno aperto le porte dello stadio, è entrata una fiumana di gente. Una cosa pazzesca, mai vista. E' stata un'esperienza meravigliosa, anche perché non avevo mai fatto uno stadio. Sapere poi che il ricavato va per una causa buona, ti fa sentire bene, vuol dire che non si canta solo per se stessi e ci si presta volentieri per queste iniziative. Ero appena tornata dall'America dove mi ero recata per tenere dei concerti benefici sempre per l'Abruzzo, accompagnata da un gruppo italo-americano. Abbiamo raccolto qualcosa come centomila euro. Quando c'è bisogno, mi piace fare la mia parte".
Come mai la decisione di prendere parte a dei reality negli ultimi anni?
"Per i soldi".
Non per misurarti con una nuova esperienza?
"Più che altro è stata una sfida con me stessa per vedere se ero capace a fare le scarpe a quelle più giovani di me". (Ride)