Aggiungi ai preferiti Imposta Home Page 5-09-2010 Ore: 19:42  
ATTILIO FONTANA
 
ATTILIO FONTANA

La sua età spirituale è ferma ai sedici anni e guardandolo da vicino, al massimo, potrebbe essere un venticinquenne. Ma in questi casi un particolare tipo di lavoro aiuta a mantenersi giovani, soprattutto quando lo fai con passione ed entusiasmo. E' il caso di attori, ballerini, cantanti, presentatori e di tutti quelli che hanno la fortuna di far parte del campo. Certo, anche mamma natura fa la sua parte.

Nato a Roma il 15 febbraio del 1974, Attilio Fontana ha una bella personalità e un carattere che va dalla timidezza alla follia. Nel suo background c'è la fortunata esperienza con i Ragazzi Italiani (band di metà anni '90 ndr), che gli è valsa una partecipazione a Sanremo, la realizzazione di sei album, la vincita di un Disco d'Oro e uno di Platino e un tour mondiale indimenticabile. La sua crescita professionale negli ultimi anni è stata notevole: è diventato attore di fiction, ha composto musiche per il teatro, il cinema e la tv e ha partecipato a musical importanti.

Attilio, dal palco dell'Ariston di Sanremo a quello di un musical. Le sensazioni sono le stesse?

"Cambia l'esperienza e l'età. Le sensazioni sono sicuramente altrettanto forti ma cambia un po' il contesto e la visuale, ovvero il modo di vedere le cose. L'emozione è sempre la stessa ma adesso c'è un po' più di consapevolezza".

Cosa ti è rimasto dentro dell'esperienza con i Ragazzi Italiani?

"Tantissimo palco, tanto mestiere, anche se il fattore emotivo non cambia mai e forse è il bello di questo lavoro. Dall'esperienza con il gruppo ho imparato ad avere tanto pubblico davanti e in quel senso è stata una bella scuola".

Come mai poi è finita?

"Eravamo cinque ragazzi giovanissimi che, travolti dal successo, abbiamo trovato difficoltà a gestire a 360 gradi la cosa. E' inevitabile che i gruppi arrivati ad un certo punto si separino, per vari motivi che possono essere economici, di amicizia e di donne. In qualche modo si creano delle situazioni che portano alla divisione e al desiderio di crescere in maniera diversa con un proprio percorso. La cosa ha funzionato molto bene, siamo stati sei anni insieme, ma ad un certo punto è subentrata anche la stanchezza".

Non per tutte le boyband è però così. Guarda la reunion dei Take That, per esempio.

"Certo, ma i Take That sono un progetto inglese e dietro hanno un lavoro di investimenti ben diverso rispetto alle case discografiche italiane che non osano più di tanto. C'è crisi in Italia".

Tu però hai continuato con la carriera solistica, vero?

"E' uscito proprio di recente un nuovo album molto particolare, dalle sonorità acustiche e molto sudamericane. Il titolo è ÔA', come la prima lettera dell'alfabeto, perchŽ in questo lavoro si ricomincia sempre da capo. Mi piace l'idea di rimettermi continuamente in gioco".

Cosa sta per accadere nella vita lavorativa di Attilio Fontana?

"Questo mondo è strano, perchŽ alterna dei momenti pienissimi a dei momenti più tranquilli. Ho girato la fiction ÔCaterina e le sue figlie 3' e adesso sono impegnato con il musical ÔIl Pianeta Proibito', per la regia di Luca Tommassini dove sono protagonista insieme a Lorella Cuccarini. Ci sono anche i ragazzi di ÔX-Factor'. Ecco quindi l'occasione di rimettersi in gioco".

Quale ruolo ricopri in ÔCaterina e le sue figlie'?

"Interpreto il figlio di Iva Zanicchi. In questa serie accadranno delle avventure e disavventure, perchŽ il mio compagno avrà una figlia da Eva Grimaldi, la quale ci appiopperà questa bambina e quindi ci sarà una coppia gay che si ritroverà una bimba in casa che in seguito però verrà tolta loro".

Qual è il tuo mito di sempre nella musica e nel cinema?

"Per la musica adoro Sting, mi piace molto il percorso che ha fatto ed è sempre un grande maestro. Per il cinema preferisco David Lee Lewis, che appare e scompare, ma quando riappare fa delle cose bellissime. Inoltre, stimo Jack Nicholson e Jim Carrey".

Il fatto di essere un bell'uomo, in cosa ti ha aiutato maggiormente?

"Mi ha aiutato nella fisicità, soprattutto all'inizio con i Ragazzi Italiani. Per un periodo però è stato un pregiudizio difficile da far scavalcare agli addetti ai lavori. Ma sono riuscito, fortunatamente con la preparazione e l'ironia, ad aggirare questa cosa".

Cosa ti aspetti da questo 2010?

"Spero che alcuni progetti possano proseguire, visto che sto attraversando un bel periodo lavorativamente parlando. Sono anni in cui sto imparando tantissime cose sul campo e vorrei continuare a farlo. Spero che arrivi altro lavoro. Ci punto molto in questo momento della mia vita".

Hai mai fatto pazzie per il tuo lavoro?

"Sì, ma non per lavoro bensì per un lavoro, nel senso che ho abbandonato completamente anche delle situazioni sentimentali, perchŽ dovevo partire. Ho salutato tutto e tutti".

Hai un folle desiderio?

"Quello di fare prima o poi una regia, che è il massimo della responsabilità".

Tu componi anche musiche per cinema, tv e teatro. Che differenze intercorrono nella composizione?

"Si ha un altro punto di vista. Devi entrare nella mente, nel cuore di tutti i personaggi, crearli e fargli raccontare delle storie, tenendo sempre viva l'attenzione del pubblico, in chi ascolta e fruisce. E' un lavoro molto delicato, come cesellare il cristallo. Mentre, fare l'attore è proprio un altro tipo di lavoro, è calarsi dentro ad un personaggio e cercare di farlo vivere. Sono due opposti. Quando scrivo, non sono mai sul palco, ma al di fuori".

Sapevi di avere un omonimo che fa il politico?

"Sì, l'ho scoperto tramite internet. Tra le altre cose mi odierà, in quanto ho occupato tutti i domini con il mio nome e cognome (.it, .com, .net, ecc.) Una cosa simpatica è che una volta mi venne recapitato casa un regalo che conteneva delle cose buonissime, che con molta probabilità era destinato a lui. Chiaramente ho mangiato tutto".



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