Va in scena tutti i sabato sera Fabio Canino, è uno dei giurati di ‘Ballando con le stelle'. Va in scena perché è un artista dotato di una grande teatralità sempre pronto a interpretare le parti che il ‘fare spettacolo' richiede. Non è un ballerino, ma a ‘Ballando con le stelle' si diverte molto e sembra essere perfettamente a suo agio, anche quando il suo compito è quello di dare giudizi severi ai dilettanti ballerini. Sono in molti a ricordarlo nei panni di inviato de ‘Le iene' quando le iene dovevano farsi largo, senza agevolazioni o sconti determinati dalla popolarità del programma. Il suo è lo stile del conduttore anarchico, il cui habitat naturale è la seconda serata, quando c'è maggiore libertà e il pubblico, selezionato, è avvezzo all'ironia e al linguaggio un po' sfrontato. Il suo desiderio, ci confida, è quello di condurre un reality show, per l'esattezza ‘L'Isola dei famosi' a cui non parteciperebbe mai come concorrente ma di cui amerebbe essere il conduttore, con la benedizione della sua amica Simona Ventura.
Sei stato uno de "Le Iene" tra il 1998 e il 2000 con Simona Ventura. Che esperienza è stata e quanto ti sembra sia cambiato il look della trasmissione oggi?
"Conobbi Simona Ventura sul set del film ‘Fratelli Coltelli' e da lì diventammo amici. Mi propose di lavorare con lei e mi disse che sarei stato perfetto per ‘Le iene', ma io avevo già firmato un contratto con Rai 1 per la trasmissione ‘Macao'. Il programma però mi piacque e l'anno dopo iniziai. E' stata una grande palestra, all'epoca fare la iena era piuttosto difficile, non avevi di certo le porte aperte. Le guardie del corpo dei personaggi che avvicinavamo erano poco disponibili. Il programma oggi è cambiato, ai miei tempi era più vario, dovevamo ancora un po' calibrare, anche se a me piaceva di più. Per quanto riguarda la conduzione lo stile è differente, ma trovo molto divertente questo modo di presentare in piedi con i pseudo-balletti".
Qualche anno fa hai condotto uno show ‘Cronache marziane' che ha fatto molto parlare. E poi come è andata a finire?
"Nonostante il grosso successo non hanno voluto ripeterlo. Forse proprio il grande successo deve aver dato fastidio a qualcuno. Io poi non ero protetto da nessuno ed è chiaro che il mio programma sia saltato per primo".
Sei in tourneè con lo spettacolo teatrale ‘Fiesta', un omaggio alla regina dello spettacolo Raffaella Carrà. Come è iniziata questa avventura?
"Lo spettacolo nacque come un gioco. Doveva rimanere a teatro a Roma per tre settimane e visto il clamoroso successo ci rimase tre anni, facendo il tutto esaurito ogni sera. Poi per un po' ci fermammo. Negli anni molti produttori ci hanno chiesto di riportare lo spettacolo a teatro e finalmente lo scorso anno abbiamo ripreso a Milano, poi a Roma e saremo ancora in scena fino a marzo, ultima tappa prevista Napoli. Lo spettacolo è in chiave almodovariana, è tutto molto surreale, si balla, si canta e c'è una battuta dietro l'altra. Il finale viene scelto dal pubblico tra tre possibilità diverse e questa cosa diverte e coinvolge tutto il teatro".
Quando è nata la passione per Raffaella Carrà?
"Io la adoro da sempre, su di lei ho anche scritto un libro che è ‘Raffabook'. Ho una grande passione e una grande stima per questa artista. Molto spesso quando si ha un idolo si rischia di rimanerne delusi, lei non lo ha fatto. Quando la conobbi, perché ci fece la carrambata durante lo spettacolo, fu molto carina e affettuosa".
Visto che in questo momento lavori a stretto contatto con Milly Carlucci ti sembra possa essere considerata un po' l'erede della Carrà?
"Entrambe sono due marchi di fabbrica, sono inimitabili, due sicurezze e due certezze nel nostro lavoro. La Carlucci ha intrapreso soprattutto la strada autorale e di conduzione, mentre la Carrà anche quella più strettamente artistica di cantante e ballerina".
C'è un programma che ti piacerebbe condurre?
"Oltre all'Isola dei Famosi, che per me è un sogno, il ‘Dopofestival', che trovo molto divertente, ma anche quest'anno non ci sarà. A me piacciono molto le seconde serate, c'è più libertà. Poi mi piace moltissimo il programma di Fabio Fazio, perché lui riesce sempre ad intervistare personaggi interessanti che raramente si vedono in televisione".
Ho letto che l'estate scorsa hai incoronato miss facebook. Che cosa pensi di questo social network?
"Io sono un malato di facebook. Quando mi fu proposto di presentare lo spettacolo mi sembrò la ciliegina sulla torta, visto che era qualcosa che conoscevo molto bene. E' incredibile quanto dal virtuale al reale si cambi completamente. Le persone che avevo immaginato su facebook in realtà sono normalissime. Io penso che grazie a questo social network si riescano ad avvicinare persone che altrimenti non si sarebbero mai conosciute. In questo momento poi abbiamo bisogno di realtà alternative che funzionino da valvola di sfogo".
A che cosa stai lavorando?
"Ho un progetto con il Comune di Bellaria che inizierà a Pasqua fino ad agosto e di cui sarò direttore artistico e dopo l'estate forse riprenderò il discorso con la televisione".