Aggiungi ai preferiti Imposta Home Page 5-09-2010 Ore: 19:27  
MICHELLE CARPENTE
 
MICHELLE CARPENTE

Quando le chiedo come mai una nata a Roma e con origini aquilane si ritrova ad avere un nome francese, Michelle Carpente sorridente e divertita mi risponde che è stata una scelta della sua mamma che amava i Beatles e ci teneva a darle un nome particolare "anche se però non tutti lo sanno scrivere e lo storpiano in molti. Ma ormai ci sono abituata".

E a Michelle quel nome particolare un destino altrettanto fuori del comune l'ha riservato, almeno rispetto a quello di tante sue coetanee adolescenti. A diciott'anni è stata scelta da Federico Moccia per interpretare Diletta nella favola rosa "Scusa ma ti chiamo amore" al fianco dei protagonisti Michela Quattrociocche e Raoul Bova. Ora, che nelle sale è uscito anche l'atteso seguito "Scusa ma ti voglio sposare", Michelle vede aprirsi davanti a sé una carriera tutta in ascesa, carica di nuovi progetti cinematografici e televisivi. E un sogno comincia ad affacciarsi dal cassetto, un sogno che riguarda un certo regista spagnolo…

Insomma, torni tra le "O.N.D.E." (così si fanno chiamare le quattro amiche protagoniste del film, Olly, Niki, Diletta ed Erica, dalle iniziali dei loro nomi, n.d.r.). Ma tu hai mai avuto un rapporto di amicizia così?

"Purtroppo no e infatti glielo invidio molto. Sai, credo che quel tipo di amicizia nasca quando c'è tanto in comune e tanto da condividere. Ho avuto delle amiche care ma quel tipo di affiatamento non l'ho mai trovato".

So che sei diventata molto amica con Michela Quattrociocche...

"Sì, siamo molto amiche. Non riusciamo a vederci molto perché lei è parecchio impegnata ma ci sentiamo spesso per raccontarci le ultime novità".

Lei si è trasferita a Liverpool per seguire il suo fidanzato (il calciatore Alberto Aquilani, n.d.r.). Tu lasceresti l'Italia per amore?

"Lo farei. Poi in questo momento particolare della mia vita sarei davvero pronta. Sono molto innamorata del mio ragazzo, stiamo insieme da quattro anni".

Ti è mai capitato come nel film di innamorarti di un uomo molto più grande di te?

"Mi è successo e credo sia una cosa assolutamente possibile. Non vedo impedimenti ad una storia del genere se non la società in cui viviamo. Non siamo abituati a questo tipo di rapporto. Ma oggi una ragazza di vent'anni è una donna".

Come è cambiato il tuo personaggio rispetto al primo film?

"Nel primo film avevamo lasciato Diletta alle prese con il suo primo amore. A differenza delle sue amiche, lei non si era mai innamorata e aspettava con ansia questo momento. Nel secondo è ancora fidanzata con il suo primo ragazzo e insieme si trovano ad affrontare una situazione difficile per una coppia di ventenni. Ma Diletta fa fronte a questa situazione con estrema positività e allegria, come è nel suo carattere".

Le somigli un po'?

"Sono più riflessiva, ragiono molto sulle cose da fare, lei invece agisce molto più di impulso".

Come hai avuto questo ruolo? Hai sempre voluto recitare?

"La recitazione è sempre stata la mia passione e fin da piccola dicevo che avrei voluto fare l'attrice. Durante l'ultimo anno del liceo mi sono iscritta ad un'agenzia e ho cominciato a fare provini. Mentre sostenevo la maturità sono venuta a sapere che mi avevano scelta per il ruolo di Diletta. Ti lascio immaginare la mia sorpresa. Ho pensato che se nel momento in cui di solito i ragazzi sono più confusi sul proprio futuro a me accadeva una cosa simile, senza dubbio quella era la mia strada. E questo mi ha dato l'energia e la carica per credere in questo mestiere".

Hai avuto la fortuna di cominciare lavorando in un film che ha avuto molto successo...

"Una fortuna enorme. E quando parti con una pellicola che ha incassato così tanto, diventa difficile restare sullo stesso livello e trovare un altro film che faccia lo stesso".

Poi c'è stata "L'ultima estate", la commedia diretta da Eleonora Giorgi e prodotta da Massimo Ciavarro.

"Il film è ambientato tra Roma e Lampedusa. Non è soltanto una commedia perché al suo interno c'è anche una storia drammatica. La definirei una storia di amore e di amicizia. Il titolo si riferisce all'ultima estate della spensieratezza, quella che segue il diploma. I protagonisti torneranno a casa, dopo l'estate, profondamente cambiati anche per alcune vicende personali che sconvolgeranno le loro vite".

Com'è il tuo rapporto con i fan?

"Sai, io sto su facebook e ricevo spesso richieste di amicizia da persone che non conosco. Mi scrivono, però, delle cose talmente carine che alla fine accetto tutti. E a volte rispondo pure ai loro messaggi perché mi metto nei loro panni. Prima di fare questo lavoro ero la prima a chiedere autografi".

Hai altre passioni oltre la recitazione?

"Sono piena di cose da fare. Viaggio molto, quindi i pochi soldi che guadagno li sperpero in giro per il mondo. Amo fare dolci, lavorare la pasta di sale, questo genere di cose qui".

Quale sarebbe stata l'alternativa al lavoro di attrice?

"Sono iscritta all'Università e studio lingue. Mi è sempre piaciuta l'idea di lavorare in un'organizzazione no-profit e poter comunicare con le persone che non parlano la mia stessa lingua".

So che parli bene lo spagnolo. Quindi Almodovar ti potrebbe chiamare...

"Ah...quanto lo spero. Almodovar ha la capacità di trasformare gli attori, è così poetico. Ma so che resterà un sogno".

I sogni qualche volta si avverano.

"E' vero, nella vita non si può mai sapere cosa accadrà. Ma resto comunque con i piedi per terra".

Come ti vedi tra vent'anni?

"Il mio desiderio è quello di vivere per un po' di tempo all'estero, negli Stati Uniti per esempio, e magari poter cominciare una carriera anche fuori dall'Italia. Anche se poi ritornerei qui, perché sono innamorata della mia città.

E mi vedo con una famiglia e dei figli perché, a prescindere dalla carriera, se nella vita non hai l'amore non hai niente".



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