Ha dedicato tutta la sua vita alla scienza e alla diffusione della sua conoscenza. Ha contribuito alla ricerca per la classificazione spettrale di molte categorie di stelle. Ha ottenuto i più alti riconoscimenti internazionali e pubblicato numerosi libri. E’ stata professore emerito di astronomia all’Università di Trieste ed ancora oggi dedica molto tempo ad incontri e conferenze allo scopo di diffondere la conoscenza scientifica. La sua è una vita eccezionale vissuta con estrema semplicità. A partire dalla sua scelta iniziale, quella di una facoltà scientifica ambito prevalentemente maschile, che ha saputo portare avanti con tenacia e caparbietà. Caratteristiche che non l’hanno mai abbandonata nella vita, a giudicare dal suo forte impegno sociale e politico, oltre che scientifico, che l’hanno sempre posta in prima fila. Con la stessa semplicità ha condotto la sua vita privata, non ama i fronzoli e la vita di società e ci racconta che in amore bisogna semplicemente dirsi sempre la verità. Ma la semplicità, che è la chiave di lettura della sua vita, è ciò che le ha permesso di compiere il ‘miracolo’, avvicinare la gente alla conoscenza, quella scientifica, quanto di più difficile si possa immaginare.
Lei è una scienziata e un personaggio di fama internazionale. Ma la nostra prima curiosità è proprio sapere come trascorre le sue giornate.
“Faccio tantissime cose, rispondo a migliaia di e-mail e sto moltissimo al computer. Ho quattro contratti per scrivere dei libri, faccio ricerca, conferenze e lezioni”.
Una vita dedicata alla scienza e al lavoro. Cosa è stato determinante in questa sua scelta la formazione, l’educazione ricevuta oppure un incontro?
“Nulla in particolare. Al liceo mi piaceva la fisica più delle altre materie, feci una tesi in astrofisica, ma l’argomento capitò per caso. Dopo la laurea capii che volevo fare ricerca e dopo qualche anno di precariato entrai di ruolo”.
Che cosa consiglierebbe ad un giovane che oggi scoprisse la passione per gli studi scientifici?
“Di seguire le proprie inclinazioni”.
E poi dopo la laurea di fuggire all’estero? Quale è la sua opinione riguardo a ‘la fuga di cervelli’?
“Purtroppo il nostro è un governo di ignoranti e di arroganti, che non ha compreso l’importanza della ricerca. Le nostre Università hanno una lunga tradizione e danno una buona preparazione ai nostri studenti. Lo dimostra il fatto che i nostri giovani riescono ad avere fortuna quando vanno fuori dall’Italia”.
Allora che futuro pensa ci possa essere per i giovani oggi?
“Voglio essere ottimista e pensare che le cose cambieranno”.
Sappiamo che lei è sposata con Aldo De Rosa, letterato. Un carattere molto diverso da lei, il suo esatto contrario. Si basa su questa diversità la forza del vostro rapporto?
“Certo, siamo complementari. In un rapporto ciò che conta è essere sinceri. Mai tenersi le cose dentro e covare rancore, ma esplodere e discutere quando è necessario”.
Siete sposati da 62 anni. Cosa ha pensato quando lo ha conosciuto, che sarebbe stato per sempre?
“No, assolutamente. Ci siamo conosciuti ai giardini pubblici e giocavamo insieme. Poi ci siamo rincontrati all’Università, ma non ci trovavamo neanche tanto simpatici”.
Anche lo sport è stato fondamentale nella sua vita, lei è stata campionessa di salto in lungo. Che cosa non le riesce di fare? Magari è maldestra in cucinaÉ.
“La mia è una cucina molto semplice, ma di sicuro non è una cosa che mi interessa. Le cose che non amo molto sono le cerimonie e la vita di società, mi piace vivere in semplicità”.
A proposito di cucina sappiamo che lei è vegetariana nonostante provenga dalla terra della fiorentina. Come mai?
“Sono vegetariana dalla nascita, perché sono nata in una famiglia che lo era. Io amo gli animali e pensare di mangiarli mi ripugna”.
E’ vero che utilizza la metafora della torta alle nocciole per spiegare la grande esplosione del Big Bang?
“Sì è vero. Voglio chiarire il concetto sbagliato secondo cui la grande esplosione del Big Bang ha dato vita alla fuga delle galassie. In realtà le galassie si sono allontanate non da un centro, ma perché immerse in una materia in espansione, come fanno le nocciole nell’impasto della torta, si allontanano per il lievitare della pasta”.
Proprio questa sua grande dote di affabulatrice l’ha avvicinata alla gente comune. Quanto è importante per lei questo suo ruolo di avvicinare la gente alla scienza?
“E’ utile perché ci sono tante cose che sembrano incomprensibili, invece hanno una spiegazione molto semplice”.
Allora che cosa è la scienza?
“Innanzitutto il mio lavoro. E poi è il modo per l’umanità di andare avanti”.
E che cosa le stelle? Noi se diciamo stelle pensiamo a qualcosa di romantico e alla notte di San Lorenzo. Ma cosa rappresentano le stelle per Margherita Hack, alla quale hanno intitolato un asteroide?
“Le stelle sono uno spettacolo della natura, come un bel tramonto. Poi sicuramente per noi rappresentano anche qualcosa di diverso. Sono palloni di gas che al loro interno producono energia nucleare. L’esplosione di tali bombe nucleari porta alla formazione delle supernove le quali generano tutti gli elementi che costituiscono anche il nostro corpo. Noi siamo un prodotto dell’evoluzione dell’universo, dalle stelle provengono gli elementi, i pianeti, gli esseri viventi”.
Considerando che l’universo è di dimensioni infinite, pensa che possa esistere la vita su altri pianeti?
“Certo, sarebbe assurdo pensare il contrario e credere che la vita si sia sviluppata solo sulla Terra. Esistono di sicuro altre forme di vita, anche strutturalmente semplici come i batteri che si sono sviluppate su altri Pianeti. In 15 anni ne abbiamo scoperti più di 500, ed è ragionevole pensare che in quei pianeti in cui ci siano condizioni favorevoli allo sviluppo della vita questa si evolva dalla forma più semplice a quella più complessa. Pensare che il nostro pianeta sia unico è come tornare a pensare che la Terra sia il centro dell’Universo e che tutto ruoti attorno ad essa”.
Infine, cosa pensa del 21-12-2012?
“Vecchie superstizioni di popoli antichi che non avevano di sicuro a disposizione le nostre conoscenze. Se ne parla tanto perché alla gente piace il fantastico”.