Irene Cao: Il fenomeno editoriale dell’anno


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E’ l’autrice della trilogia erotica “Io ti guardo”, “Io ti sento”  e “Io ti voglio” che tanto sta spopolando nel nostro Paese. In questa intervista ci racconta come è nato questo successo editoriale. Alla base di tutto c’è questa giovane scrittrice molto preparata e ben motivata. Quella scritta da lei è una storia di arte, sentimenti, sesso, passione e cucina
tra Elena e Leonardo…

di Alessandro Cerreoni

Metti una giovane scrittrice a Caneva, un tranquillo paese nella provincia di Pordenone, e dopo nove mesi partorisce una bella creatura. Anzi tre. Il numero perfetto. Il numero dell’amore. E non è un caso che questa “gestazione” sia durata proprio nove mesi. Anche questo è il frutto dell’amore. Del suo amore per la scrittura. Lei è Irene Cao e la sua creatura porta tre nomi: “Io ti guardo”, “Io ti sento”, “Io ti voglio”. E’ il successo editoriale di quest’estate. Un successo che continua. Una trilogia erotica, edita da Rizzoli, di cui Irene ne è la genitrice. L’autrice. E’ lei che ha dato vita ai suoi personaggi. Elena e Leonardo su tutti, che, in preda a passione e sentimenti, si lasciano andare ad una storia che si snoda tra Venezia, Roma e Stromboli. Irene racconta la storia d’amore di Elena e Leonardo come se questi due esistessero veramente. Come se ce li avesse davanti agli occhi e spiasse anche i loro momenti più intimi.
Che la letteratura erotica fosse ormai liberata dal perbenismo e dal pudore è cosa ormai risaputa da tanto tempo. La conferma è arrivata con la trilogia di E.L. James e le sue “50 Sfumature” ma questa di Irene Cao e della Rizzoli non è solo la risposta italiana. E’ una storia diversa, decisamente più umana e in un certo senso anche meno “spudorata”, pur mantenendo alti i picchi di passione e di erotismo. Un viaggio attraverso i sensi raccontato in maniera sublime dall’autrice.
E così una giovane ragazza della provincia di Pordenone si è ritrovata nel pieno del successo letterario. Era il suo sogno. Non ha mai mollato e ce l’ha fatta. Questa è un’altra bella storia da raccontare.
Irene Cao, un nome sconosciuto al pubblico italiano che al suo esordio letterario ottiene un grande successo. Raccontaci qualcosa di te per iniziare a conoscerti meglio.
“Sono nata a Pordenone e vivo in provincia di Pordenone. Il mio percorso formativo passa attraverso il Liceo Classico, una laurea in Lettere Classiche e un dottorato di Ricerca di Storia Antica, insomma mi sono nutrita di cultura classica. E questa mia formazione la si nota soprattutto nella parte iniziale della trilogia. Dopo il dottorato ho fatto tanti lavori precari. Quando è arrivata la proposta della Rizzoli facevo la commessa in una profumeria”.
In genere gli scrittori quando devono creare si isolano. Qual è il luogo dove ti sei “ritirata” per scrivere la storia?
“L’ho scritta a Caneva, un paese della provincia di Pordenone situato vicino a Treviso. Mi sono ritirata qui per nove mesi…”.
Come è nata l’idea della trilogia?
“In un anno e mezzo scrissi un primo romanzo, dal quale poi è nata la trilogia. Era il 2008. Spedii il manoscritto a varie case editrici dopo un’accurata selezione, in quanto non volevo che il mio lavoro andasse svilito in una di quelle tante piccole realtà che chiedono soldi agli autori per stampare. Inizialmente era una storia d’amore con due scene di sesso. Finì in mano alla Rizzoli: lo scorso arrivò la proposta di partire da quel nucleo e tirare fuori una trilogia. Abbiamo viaggiato insieme. Loro avevano capito che ’50 Sfumature’ aveva avuto successo e che in Italia mancava un qualcosa del genere. Così da ottobre scorso in nove mesi ho scritto la trilogia. Alla fine ero alla frutta: scrivevo dalle dieci alle dodici ore al giorno!”.
Alla fine sei stata premiata. La tua trilogia, oltre che in Italia, ha avuto successo anche all’estero.
“E’ stata venduta in dieci Paesi ed è già stata pubblicata in Spagna, dove sta ottenendo un ottimo riscontro”.
Ritieni che la storia che racconti sia in un certo senso quella che tutte le donne sognano di vivere?
“Credo di sì. Riescono ad identificarsi con la protagonista e questo me lo raccontano molte lettrici. E’ una storia che può capitare a chiunque. Una storia molto vicina alla realtà. E in questo penso risieda la chiave del suo successo”.
Una curiosità. Che significato ha per te il melograno visto che il punto di incontro tra i due protagonisti della storia è legato proprio a questo frutto?
“E’ andata in maniera casuale. Quando ho iniziato a scrivere la storia era autunno e questo frutto era maturato da poco. Qui in collina dove vivo ce ne sono tanti e li vedevo durante le passeggiate che facevo per distrarmi un attimo dalla scrittura”.
E perché la scelta del personaggio maschile è caduta su quella dello chef?
“Leonardo non poteva che fare lo chef. Ha un rapporto diretto con la terra e con le sue mani crea vere opere d’arte. Elena perde la testa per lui quando lo vede all’opera, intento a creare piatti favolosi. Grazie a Leonardo, Elena inizia e fa un percorso attraverso i sensi”.
Se dovessero realizzare un film ispirato a questa trilogia, quale attore vedresti bene per interpretare Leonardo e quale attrice Elena?
“In ambito italiano ci vedrei bene Marco Bocci (il commissario Scialoja nella serie ‘Romanzo Criminale’, ndr), così come ci vedrei bene un attore straniero come Javier Bardem. Filippo, un altro personaggio maschile della storia, lo vedrei interpretato da Giorgio Pasotti. Ad interpretare Elena vedrei molto bene Ana Caterina Morariu, una delle protagoniste di ‘Squadra antimafia’ ”.
Questa trilogia ha riscosso molto successo tra le donne. Pensi che possa piacere anche agli uomini?
“Secondo me sì. Non è il classico romanzo rosa. C’è anche il punto di vista degli uomini. E poi, ci tengo a dirlo, non ci sono scene volgari, né sadomaso”.
Perché libri di questo genere, metto anche “50 Sfumature”, riscuotono un grande successo quasi esclusivamente tra il pubblico femminile?
“Potremmo dire che le donne leggono per evadere dalla grigia quotidianità e forse cercano nei libri qualcosa per distrarsi e per divertirsi. Un altro motivo è determinato dal fatto che le donne leggono di più degli uomini”.
Secondo te perché i romanzi erotici se scritti da donne ottengono un successo maggiore?
“Credo che le donne riescano a descrivere meglio queste storie. Gli uomini, forse, sono più meccanici e in questo tipo di romanzi serve un elevato grado di sensibilità. Quella sensibilità che serve per creare la psicologia dei personaggi, i sentimenti e il lieto fine”.
Ormai la letteratura erotica è pressoché sdoganata. Credi ad un successo sempre più crescente di questo genere o pensi che a lungo andare si possa correre il rischio di rasentare la ripetitività e la noia?
“Questo rischio l’ho corso anch’io. Mi sono trovata in mezzo e all’inizio ero scettica sulla riuscita di quest’impresa letteraria. Pensavo dentro di me che la gente fosse esausta. Poi ho capito che il successo di un libro è nel come si racconta la storia”.
Nella letteratura erotica femminile è ricorrente la scelta del personaggio donna basata su figure semplici che nel corso della storia si evolvono fino a diventare diverse, più forti e più sicure di sé. Perché avviene questo?
“Per quanto mi riguarda volevo trovare un personaggio semplice, una donna con tutti i suoi difetti. Una donna vera. Elena è una ragazza di oggi e a me piaceva il fatto di poter dare l’idea del cambiamento. Nel prossimo libro, invece, ci sarà il percorso inverso. Partirò da una donna affermata, una super donna…”.
Il primo volume della trilogia è ambientato a Venezia. Il secondo a Roma e il terzo a Stromboli. Qual è il motivo di questa scelta?
“Ci tenevo tantissimo a dare un’idea corale dell’Italia. Venezia la conosco molto bene. E’ la mia Venezia: una Venezia vera, reale, dei giovani e classica. Roma la conosco abbastanza e mi ci sento molto legata e ne sono innamorata. Stromboli è la terra di Leonardo ed è questo ritorno alle origini che aiuterà Elena a guarire”.
Il tuo prossimo lavoro letterario? Ci hai appena accennato a qualcosa…
“Non sarà del genere erotico, ma non mi allontanerò dai sentimenti”.


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