Ivan Zazzaroni: Il bello del giornalismo italiano


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Apprezzato e criticato: non conosce mezze misure. Le sue opinioni dividono ma sono sue e non sono condizionate da nulla. Da qualche anno, al suo lavoro di giornalista sportivo, aggiunge l’attività di giurato a “Ballando con le Stelle”

di Simone Mori

È uno di massimi esperti di calcio in Italia. Ivan Zazzaroni conosce i segreti di questo mondo ormai da decenni e non ha timore a raccontarceli , che sia in tv, in radio o sui social. In questa chiacchierata con noi di GP Magazine, ci racconta qualcosa in più e ci dice anche della sua passione come giurato nel programma di Rai 1 “Ballando Con Le Stelle”, che tornerà il 3 marzo. Sostenitore di Anlaids, non si tira indietro davanti a problematiche sociali e di interesse umanitario. Pronti allora per scoprire Ivan?

Caro Ivan, innanzitutto affrontiamo la principale questione del calcio italiano targato 2017/2018: la Var. Cosa ne pensi di questa introduzione?

“Penso che parecchie persone, compresi alcuni arbitri e molto tifosi, non abbiano capito il senso della Var: non è la gemma che cancella gli errori ma serve a ridurne il numero, a oggi 52 in 198 partite. Naturale che di fronte a un cambiamento così radicale si moltiplichino gli spiazzamenti e le critiche. Ma indietro non si torna: prova a immaginare il calcio italiano senza la tecnologia dopo che l’ha sperimentata… Uno sport sanguinario”.

Sono anni che navighi, diciamolo, a gonfie vele nel mondo del calcio. Ad oggi quali sono i ricordi più belli che ti porti nel cuore e quelli meno simpatici?

“I più belli appartengono al periodo 1981-1999, la stagione degli entusiasmi, della passione pura, del non mi ferma nessuno, del tempo sacrificato. Di molto piacevoli ne ho vissuti tanti anche dopo. I meno simpatici hanno volti e nomi: persone deludenti. Ma niente di irrimediabile, è vita”.

Bisogna riconoscere che sei amato o odiato maggiormente per la tua schiettezza. Spesso sui social vieni preso di mira per le tue posizioni forti e chiare. Rimpiangi questa tua esposizione o la rivendichi a pieno titolo?

“A volte penso che dovrei mollare i social, diciamo che lo penso dieci volte al giorno. Perché la gente è cambiata, più maleducata (ci sono anche interlocutori gradevolissimi, per carità); perché certi confronti non hanno senso e perché sì. Ricevere offese per cose di calcio non è mai piacevole. Poi dopo un istante passa tutto, blocco gli ‘stronzi’ e me ne libero”.

Sei bolognese e ami Bologna sia come squadra di calcio sia come tua città. Personalmente l’amo anch’io ma vorrei chiederti, calcisticamente parlando, quale sarebbe il passo importante per la tua squadra da fare?

“Fare. Crescere. Come ha detto un collega bolognese, ‘siamo passati dal vorrei ma non posso al potrei mai non voglio’. Rimpiango il 1998”.

La nostra rivista distribuita principalmente a Roma e provincia. Ti si dice di essere pro Roma e anti Lazio. Spiegaci bene questa cosa per toglierci ogni dubbio.

“Non sono anti-nessuno, non me lo posso permettere anche se ho una natura divisiva. Mio figlio Gian Maria non segue il calcio, Fabio è romanista perso perché lo era suo padre e Lucia tiene il Benevento per simpatia”.

Tavecchio, Ventura e company. Quale vera riforma può farci tornare credibili a livello mondiale?

“La riforma dell’uomo di potere. Inutile sognare. Realismo, ci vuole: la Federcalcio è politica e la politica del Terzo Millennio è interesse personale”.

Sei un fruitore di tutti gli sport. Ti faccio qualche nome e vorrei un tuo commento su ognuno di loro: Roger Federer, Serena Williams, Federica Pellegrini, Louis Hamilton, Alberto Tomba, Valentino Rossi, Mikaela Shiffrin.

“Ammiro Federer e Valentino, gli inavvicinabili, degli altri riconosco il talento. A Tomba, il Maradona dei paletti, sono vicino in tutti i sensi”.

Torniamo al calcio. Quali sono stati i calciatori più importanti della storia e perché?

”Maradona, Di Stefano, Cruijff, Pelé, Gerd Muller, Zoff: hanno segnato epoche, definito ruoli, alimentato passioni. Della mia storia, Baggio e Mancini, Bulgarelli e Gigi Riva”.

Sei stato giurato per tanti anni a “Ballando con le stelle”. Ti ci rivedremo ancora o vorresti qualcosa in più dalla tv? Certamente appeal e bravura non ti mancano.

“Amo quello che ho. Sì, palette di nuovo alzate dal 3 marzo. Ballando mi ha dato tantissimo, quando giro per strada sono Ivan Zazzaruoooni 10! O zero, come preferisci”.

Visto che ci sarai ancora una volta, puoi dirci il tuo rapporto con gli altri giurati e con la Milly nazionale?

“Strepitoso. Sintonia totale, rispetto, affetto con Milly e il suo gruppo di lavoro. La nostra è una giuria molto particolare, si esalta nelle differenze, non c’entriamo nulla l’uno con altro eppure siamo compatibilissimi. Guillermo, Carolyn, Fabio, Selvaggia ed io non ci sorprendiamo mai di nulla. E quanto ridiamo!”.

La radio che posto occupa nel tuo cuore?

“La adoro, amo farla, è viva, onesta, genuina, naturale”.

Ti esponi spesso in prima persona anche per delle battaglie importanti nel sociale. Puoi parlarci di questa tua inclinazione verso l’aiuto ai più deboli?

”Rispondo alle richieste che mi giungono: dovrei fare molto di più. Giorni fa mi è stato chiesto: perché ti sei impegnato per l’Anlaids? La mia risposta: perché non avrei dovuto farlo?”.

Ed infine, se vuoi, parlaci un pochino dello Zazza privato. Noi non ti chiediamo niente di particolare, solo i tuoi hobby, le tue passioni, le città più belle che hai visto e cose del genere perché sappiamo sempre che il privato quello più intimo va rispettato fino in fondo.

“Sono pigro, non ho hobby particolari, amo i libri e la musica, e l’ordine, so odiare e amare, sono contento della mia vita. Credo di aver capito quali e chi sono le priorità. Le mie città, Bologna, Rio, Ribeirao Preto, le spiagge di Formentera, e poi Prainha, Leblon, Napoli, Parigi, Pisa. Il mondo, ho girato. Ma il Brasile è arte e parte della mia vita e della mia formazione di uomo. Vado pazzo per il mare e evito la montagna, mi piace ridere, cazzeggiare, stare con gli amici e con chi amo. Pizza, pesce azzurro, birra, anguria, tortellini e parmigiano Dop sono i miei must a tavola. Ho un amico col quale mi sento tutti i giorni per dire due stronzate e un altro che mi manda il buongiorno tutte le mattine”.


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