Janet De Nardis: Tra l’arrivo di Joy e il Roma Web Fest


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L’ex annunciatrice Rai è proiettata più che mai verso la prossima edizione del Roma Web Fest, che si svolgerà al Museo Maxxi di Roma dal 24 al 26 novembre ed è pronta a farsi cambiare la vita  dall’arrivo di una splendida bimba che si chiamerà Joy

di Silvia Giansanti

Dolce, piena zeppa di idee e con un volto rassicurante. Non a caso stiamo parlando di una ex ‘Signorina Buonasera’ sulla quale l’azienda di Stato decise di investire all’inizio degli anni Duemila. In tutti questi anni si è mossa tra cinema, tv e teatro, offrendo in ogni esperienza il meglio di sé. La sua mente ha partorito il Roma Web Fest, validissima iniziativa rivolta ai nuovi talenti. A tal proposito ricordiamo che sono aperti i bandi, tra cui quello di Movieland in collaborazione con la Roma Lazio Film Commission per la promozione della Regione Lazio.

Janet, la data del debutto in tv come ‘Signorina Buonasera’ si allontana sempre di più nel tuo passato. Hai conservato nel cuore qualcosa di quell’esperienza del 2003?

“Tante cose. Innanzitutto l’emozione di entrare in una grande azienda da giovane, in un momento in cui avevano deciso di cambiare la formula dopo tanti anni. Ci aspettavamo molto clamore e io avevo la grande responsabilità e l’orgoglio di rappresentare una grande azienda di Stato. E’ avvenuto il confronto con tanti illustri professionisti e la possibilità in seguito di lavorare come autrice”.

Ricordo che all’epoca ci furono alcune critiche, mosse proprio da qualche precedente ‘Signorina Buonasera’.

“Assolutamente sì. C’era da aspettarselo, faceva parte del gioco e del grande cambiamento”.

Ultimamente ci ha lasciato Anna Maria Gambineri. Era chiamata “nuvola bionda”.

“Sì, un’annunciatrice storica”.

Nel tempo hai avuto tante esperienze, tra cui quella di conduttrice. Hai una particolare preferenza per condurre qualche tipo di programma?

“Ho avuto la fortuna nel tempo di specializzarmi nel settore del web. Ultimamente ho condotto varie tipologie di programmi, dall’arte alla moda, ma quello che vorrei fare è lavorare in tv portando quella che è la mia conoscenza più profonda. Secondo me manca un prodotto che parli dell’universo internet in modo sensato, divertente, inclusivo e costruttivo. Una tv che diventi luogo di scambio tra cinema e web. Il ‘transmedia’ è alle porte”.

Sei fondatrice e direttrice del Roma Web Fest. Da dov’è partita l’idea?

“L’idea è stata frutto di anni di riflessioni. Mi sono innamorata dei prodotti seriali webnativi americani nel 2011 e poi è successo che, frequentando il mondo del cinema e i festival internazionali, nel mio lavoro di attrice e di autrice, mi è capitato di collaborare con professionisti che all’estero stavano già lavorando sulle web series, cosa che si faceva poco in Italia. Un giorno, al TIFF, ho assistito ad una conversazione tra giovani autori canadesi che proponevano ad un produttore americano una web serie che aveva avuto milioni di contatti in pochissime settimane. In quell’occasione ho scoperto che quella stessa storia, che veniva proposta sotto forma di web serie, in realtà era già stata proposta un anno prima come storia raccontata attraverso un lungometraggio allo stesso produttore, il quale leggendo la sceneggiatura, aveva bocciato il progetto. Guardandola l’anno dopo in video, prodotta e realizzata con alcune puntate e messa on-line con il successo e il riscontro avuto, il produttore decise quindi di investire. E’ stato in quel momento che ho capito che le web series potevano essere davvero uno strumento per poter permettere ai giovani autori di farsi conoscere e allo stesso tempo anche di raccontare storie con un linguaggio nuovo, diverso. Storie che spesso erano più difficili da raccontare attraverso un lungometraggio”.

Quindi come si è sviluppato il progetto?

“Visto che conoscevo in Italia tanti autori che si stavano sperimentando attraverso il web, ho pensato di creare una vetrina internazionale dove coinvolgere produttori e broadcaster per dare la possibilità ai giovani talenti di farsi conoscere. Infatti, il vero problema del web è che si tratta di un grande palcoscenico colmo di prodotti spesso di cattiva fattura, in cui diventa sempre più difficile farsi notare. Forse cinque anni fa c’era ancora margine di possibilità di emergere da soli, oggi avere una vetrina che seleziona i prodotti di qualità è fondamentale per un mercato che cresce. Possiamo sicuramente dire che l’intuizione iniziale sia stata giusta”,

Ci sono soddisfazioni e soprattutto talenti?

“Ce ne sono tantissimi e in questi anni ne sono emersi, anche attraverso il festival. Uno tra tutti, Ivan Silvestrini (autore di ‘Stuck’ e ‘Under’), il quale ad oggi vanta tre film, di cui uno all’estero. C’è poi Vincenzo Alfieri, che abbiamo sostenuto fin dall’inizio con il suo prodotto ‘Forse sono io’, Astutillo Smeriglia, Edoardo Ferrario. Nel nostro festival sono passati tanti autori come i Jackal, i Licaoni, La Buoncostume, gli Zero e tanti altri che sono riconosciuti come talenti veri di questa nuova generazione”.

Abbiamo a tal proposito date da segnalare per il Roma Web Fest?

“Certo, dal 24 al 26 novembre si svolgerà al Museo Maxxi – museo delle Arti del XXI secolo di Roma la quinta edizione del festival”.

Chi sono i tuoi maestri di vita?

“Direi Beatrice Bracco, che è stata la mia insegnante di recitazione. In realtà non si limitava ad insegnare un metodo, ma cercava soprattutto di fare emergere da ogni persona il talento e le capacità. Mi ha insegnato ad ascoltare, a ‘guardare’ davvero chi ho davanti a me, e molte altre cose che fanno parte della vita oltre che del lavoro. Un altro maestro di vita è oggi mio marito, un uomo che stimo tantissimo e per questo sono felice che sarà il padre di mia figlia, so che saprà insegnarle molto. Poi ci sono gli amici che mi sono stati vicino sempre e che ho avuto la fortuna di incontrare nel mio cammino”.

Una delusione che hai subito nell’ambito professionale?

“(Ride) Ce ne sono state tantissime. Più volte è accaduto che nonostante avessi avuto conferma di un lavoro, prove con gli autori e prove costume per un film o qualche programma, è saltato tutto e sono stata sostituita magari dalla prima persona che era stata segnalata. Un classico italiano”.

Hai un sogno?

“Ho un armadio pieno di cassetti pieni di sogni. Questo è un anno molto fortunato in cui mi sono diversificata arricchendomi sempre di più. E’ un momento magico in cui sento di poter realizzare tante cose e in cui sono immensamente felice per l’arrivo della mia bimba. E’ il momento di una massima positività”.

Nel passato hai dovuto fare rinunce per il successo e la carriera?

“Rinunce affettive mai. Ho sempre messo al primo posto la mia vita privata e non ho nessun tipo di rimpianto, anche se alcune storie non sono andate bene. La felicità viene attraverso le persone che ami. Il lavoro è il mezzo attraverso cui ti esprimi e con il quale produci per sostenerti, ma non può essere il fine ultimo di una vita

Hai un angolo che adori della Capitale?

“Adoro fondamentalmente il centro storico. Quando sono un po’ arrabbiata, passeggio in quel tratto di piazza di Spagna fino a piazza Navona, scoprendo ogni volta scorci bellissimi, di cui fino al giorno prima ne ignoravo l’esistenza. Inoltre, essendo laureata in Architettura, sono attratta dal fascino dell’armonia estetica che regna a Roma”.

CHI E’ JANET DE NARDIS

Janet De Nardis è nata a Windsor (Canada)  il 15 Febbraio del 1978 sotto il segno dell’Acquario. Caratterialmente si definisce solare ed estroversa. Ha l’hobby della pittura, non è tifosa e adora l’amatriciana. Le piacerebbe vivere a Buenos Aires. Questo è l’anno fortunato della sua vita. Al momento non possiede animali domestici. Janet è sposata ed è in attesa di una bimba di nome Joy. Ha debuttato in televisione come ‘Signorina Buonasera’ nel 2003 mantenendo il ruolo fino al 2009.  Ha avuto numerose esperienze come conduttrice e autrice di programmi tv. Ha girato film e cortometraggi. Ha recitato in teatro e ha preso pare in alcune serie tv. Oggi è fondatrice e direttrice del Roma Web Fest.


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