08/12/2020
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Krizia Moretti: L’atletica modella

di Mara Fux –

Bellissima diciottenne, vincitrice italiana e finalista a Malta di The Look of The Year 2019 grazie al forte senso del sacrificio derivatole dalla decennale esperienza sportiva, sfila per celeberrime e prestigiose firme dell’alta moda.
A quali sport ti dedichi?
“Ho praticato per 10 anni il pentathlon mentre ora da tre faccio atletica e da cinque tiro con la pistola partecipando, in quest’ultima, a gare di livello nazionale. Attività che mi hanno insegnato cosa siano tenacia, impegno e sacrificio per poter raggiungere un obiettivo”.
E quando ti sei avvicinata al mondo della moda?
“Ho frequentato circa un anno e mezzo fa un corso di portamento all’Alpa Model Agency spinta dalla piccola passione che ho sempre avuto verso quel mondo. Mi son detta: ‘se non lo faccio a questa età, non provo più’ e ho deciso di fare un corso di portamento per potermi avvicinare alla moda”.
Quindi il corso ti ha fatto da trampolino?
“Diciamo che è stato il mio avvio perché mi ha fornito le prime basi. A farmele sviluppare, a farmi migliorare seguendomi passo passo nella formazione è stata Antonella Ferrari, mia fashion director che, notando in me un buon punto di partenza, mi ha seguita pedissequamente; mi ha in un certo qual senso ‘plasmata’ nell’immagine e con pazienza e metodo mi accompagna da allora, inserendomi in contest in cui possa accrescere d’esperienza ed emergere. Grazie a lei ho sfilato per Anton Giulio Grande, Piero Camello, Isabella Caposano, Giulietta Romeo, Paola Monachesi, Egon von Furstembergh, Nicola d’Errico, Amalia Pulcherrima, Alberto Terranova by Sarli, firme dell’alta moda”.
Soddisfazioni particolari?
“Direi tutte ma non posso nasconderne alcune che non mi sarei mai immaginata come l’esser scelta da Renato Balestra per la Celebration Blue che si è svolta a Palazzo Zeffirelli a Firenze o la qualificazione nazionale per l’Italia a The Look Of The Year 2019 che si è svolta a Malta e in ultimo il divenir protagonista di Green Fashion, un nuovo format dove tutto è dedicato alla Natura ed ad un nuovo stile di vita green che abbraccia i settori della moda e dell’arte. E’ un format promosso dalla Camera di Commercio di Roma, dalla ConfEsercenti del Lazio, Impresa Donna ideato proprio da Antonella Ferrari presidente della Associazione no profit FEEL che sarà protagonista delle passarelle di Altaroma previsto per il prossimo settembre”.
La moda spesso apre le porte al cinema: nessuna esperienza in questo campo?
“Per ora solo alcuni fotoromanzi su Grand Hotel ma sto già cercando per il prossimo anno un corso di recitazione perché mi rendo conto che anche in questo settore ci vuole una buona base di partenza. In realtà vorrei avviarmi ad una carriera di attrice pur senza lasciare la moda, portandoli avanti ambedue in modo da continuare a imparare per migliorare e magari accettando ogni tanto piccoli ruoli adatti al mio livello di preparazione e alla mia personalità”.
Come fai a conciliare tutto questo con lo studio?
“Conciliare è sempre stata per me una parola chiave. Praticando sport per cinque ore al giorno, ho dovuto sempre organizzarmi molto bene con i libri per poter stare al passo della classe”.
La scuola ha agevolato un pochino le tue scelte?
“Più che agevolato mi ha aiutato ad abbracciarle considerando anche che i voti che portavo anche dopo grossi impegni fisici come quando sono andata a Malta per il contest di moda, erano tutti voti positivi”.
E la famiglia?
“La mia famiglia mi è stata sempre molto vicina, due genitori meravigliosi che vivono tutte le mie emozioni e due fratelli che mi tengono con i piedi ben piantati per terra”.
Sei tra gli studenti che hanno sostenuto gli esami di maturità al tempo del Covid: come sono andati i tuoi?
“Come tutti ho portato avanti le lezioni da casa, una mole di lavoro maggiore perché anche i professori temevano di non riuscire a portare a termine i programmi; è stato difficile stare dietro a tutto. Poi chiaramente ho dovuto fare un ripasso totale”.
E come si sono svolti gli esami?
“Di base hanno integrato gli scritti agli orali. Io ho fatto lo scientifico per cui il mio elaborato d’indirizzo ha riguardato matematica e fisica mentre la prova d’italiano ha corrisposto ad un’analisi di un testo del programma. Dopodiché la prova orale l’ho sostenuta sull’intero programma con i miei stessi docenti e solo il commissario come membro esterno”.
Lascerai lo studio per la carriera?
“No, assolutamente, conto di iscrivermi a Biologia”.
Come si rapportavano i professori con la tua scelta di fare moda?
“Specialmente all’inizio si sono mostrati molto partecipi ed entusiasti, chiedevano ma non si sono mai allarmati avendo già vissuto le mie scelte sportive che mi hanno sempre impegnata parecchio”.
E i compagni?
“Per carattere ho sempre avuto un maggior rapporto coi ragazzi che con le ragazze, probabilmente anche perché ho due fratelli maschi; tuttavia anche con le ragazze son sempre andata d’accordo, forse perché non mi sono mai vantata dei miei risultati, li ho sempre vissuti con modestia”.
Pensando al tuo obiettivo nel cinema: non temi che occorrano troppi sacrifici?
“So bene cosa sia il sacrificio, l’ho imparato con lo sport. Credo che la moda o il cinema, se affrontati con la giusta serietà, alla fine siano dei lavori qualsiasi, non più di un avvocato o un medico. Se poi hai dei valori veri, come quelli che penso di aver ricevuto dai miei genitori, non cadi in facili trabocchetti e scorciatoie ma questa regola vale nel cinema o nella moda come in qualsiasi altro campo professionale”.

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