06/26/2022
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Le allergie stagionali: Cosa fare e cosa non fare per alleviarne gli effetti

di Alessandro Cerreoni –

Spesso sul fronte delle allergie si generano confusione e luoghi comuni. Eppure basta seguire le “regole” giuste per salvaguardare il proprio benessere. E soprattutto non è detto che sia una problematica irreversibile. I rimedi ci sono ed è importante anche l’alimentazione. Per capirne di più, ne parliamo con il dottor Antonio Gorini, un medico che ha scelto la mission professionale di mettere al centro la persona nella sua complessità e trovare la cura che sia personalizzata e volta a ristabilire uno stato di salute prolungato

Con l’approssimarsi della primavera entriamo nella stagione delle allergie. Perché?

“Il periodo in cui si assiste di più alle manifestazioni allergiche da pollini è la primavera poiché, come noto, in primavera vi è la maggior liberazione nell’ambiente di pollini, che in persone sensibilizzate può stimolare una reazione del sistema immunitario, che chiamiamo allergia (o atopia)”.

In cosa consistono queste allergie e come si manifestano?

“L’allergia è una risposta del nostro sistema immunitario ad una sostanza esterna, che chiamiamo ‘allergene’. Perché il sistema agisca così non è ben noto, ma verosimilmente è un meccanismo legato al tentativo di eliminare dal corpo una sostanza ritenuta nociva. L’accumulo di ‘allergeni’ nel connettivo (lo spazio tra le cellule) provoca una rapida dilatazione dei vasi sanguigni, un’aumento della produzione di muco, la contrazione della muscolatura liscia (come nel broncospasmo), un’infiammazione.  Questo è ciò che avviene e può avere gravità diversa a seconda dell’intensità delle reazioni e del luogo di manifestazione. Pertanto, possiamo avere forme lievi come le oculo-riniti, fino a forme sempre più gravi che vanno dalle allergie alimentari, da contatto, all’asma bronchiale fino all’anafilassi. In quest’ultimo caso, lo shock anafilattico, serve un intervento medico d’urgenza per scongiurare conseguenze anche fatali”.

Allergici si nasce o ci si diventa?

“Sicuramente vi è una predisposizione a manifestare l’allergia. Per cui la familiarità è un importante fattore predisponente a diventare allergici. C’è chi manifesta allergie sin dai primi anni di vita e viene definito come soggetto ‘atopico’, ma oggi osserviamo manifestazioni allergiche anche in età avanzata e in persone che non hanno familiarità. Quest’ultimo aspetto dovrebbe far riflettere sui numerosi elementi ambientali, dietetici e farmacologici che in qualche modo possono ‘distrarre’ il sistema immunitario sbilanciandolo verso una predisposizione allergica”.

C’è la convinzione che chi è allergico lo sarà per sempre. E’ vero? Oppure può essere reversibile?

“Gli assolutismi in campo medico non vanno mai bene. È possibile che il sistema immunitario si corregga da solo e d’un tratto non si osservino più le manifestazioni allergiche. Sicuramente più frequente è riuscire a ‘desensibilizzare’ l’individuo al fine di ‘riprogrammare’ il sistema immunitario e far passare del tutto l’allergia con appropriate terapie mediche”.

Come si fronteggia un’allergia?

“Dobbiamo dividere la fase acuta dalla prevenzione dell’evento. Nella fase acuta e nelle forme gravi dobbiamo ricorrere a farmaci chimici, in alcuni casi veri e propri salvavita, come l’adrenalina, il cortisone, gli antistaminici, i broncodilatatori. Nelle forme lievi può essere sufficiente un antistaminico. Nella prevenzione si possono utilizzare altri farmaci che impediscono la liberazione delle molecole causanti la reazione allergica o simil-vaccini per desensibilizzare l’individuo. Anche il mondo della medicina naturale ha numerosi strumenti per fronteggiare una forma lieve di allergie o fare un’adeguata prevenzione e desensibilizzazione da allergeni”.

L’uso degli antistaminici è l’unico rimedio?

“Ovviamente no. Come già detto esistono altri farmaci chimici e farmaci naturali che sono una valida alternativa all’antistaminico. Inoltre, teoricamente, se si riuscisse a stare in luoghi privi del nostro allergene, non avremmo mai manifestazioni allergiche. Ciò è difficilmente realizzabile soprattutto per alcuni allergeni che sono presenti tutto l’anno, come l’acaro della polvere, o che hanno un’ampia diffusione nell’ambiente e multi-stagionalità”.

In che maniera la medicina complementare e integrata può risultare decisiva nella cura delle allergie?

“La medicina integrata offre numerose strategie di cura. E’, infatti, capace di riprogrammare il sistema immune, desensibilizzare dall’allergene, drenare le sostanze tossiche accumulate in eccesso, ridurre l’infiammazione, il tutto scegliendo la via personalizzata, considerando l’individuo nel suo insieme”.

C’è qualche rimedio omeopatico e fitoterapico formidabile in tal senso?

“Dal punto di vista omotossicologico il primo passo è sempre il drenaggio del connettivo dove si accumulano gli allergeni e dove si svolge la reazione cellulare. In seguito, si possono utilizzare rimedi omeopatici singoli o in complessi per risolvere la situazione. Tra questi i più usati sono: histaminum (antistaminico omeopatico), l’apis mellifica, l’urtica urens, e altri a seconda dei sintomi. Interessante l’utilizzo di estratto di uova di quaglia giapponese che ha azione di inibire la liberazione di mediatori infiammatori e allergici. Molto interessante anche l’utilizzo di citochine (messaggeri del sistema immunitario) in dosi fisiologiche (low dose) per riprogrammare il sistema, che è sbilanciato verso una fase allergica. Ancora di grande utilizzo a scopo preventivo sono i rimedi omotossicologici ‘desensibilizzanti’ verso specifici allergeni. Questi rimedi contengono in quantità molto bassa diversi allergeni e svolgono un’azione simile a quella di un vaccino facendo ‘abituare’ il nostro corpo a quella sostanza e quindi non facendolo più reagire in maniera sproporzionata nel momento in cui nell’ambiente si incontri l’allergene in grande quantità. Dal mondo della fitoterapia il rimedio sicuramente più noto e utilizzato sia in terapia che prevenzione è il Ribes nigrum, ma anche molto utile l’uso di estratti di Perilla frutescens e di Boswellia. Questi i principali, poi, a seconda dei sintomi possiamo utilizzare altri fitoterapici”.

L’alimentazione quanto è importante per tenere a bada le allergie?

“È ovviamente fondamentale in caso di allergie alimentari. In questo caso l’unico rimedio è evitare l’alimento per noi tossico. Nei casi di altre allergie è possibile una reattività crociata con alcuni alimenti, per cui l’allergene respiratorio viene potenziato dalla molecola assunta con il cibo e fa insorgere la manifestazione clinica. Ad esempio, chi è allergico alle Parietarie dovrebbe evitare di mangiare more di gelso, basilico, piselli, fico. Chi è allergico alle graminacee eviti: mela, anguria, arancia, kiwi, pomodoro, frumento, cereali, arachidi, mandorla, pesca, pera, albicocca, ciliegia, prugna, fragola, lampone. Sul web sono disponibili varie tabelle per le reazioni crociate con gli alimenti”.

E’ corretto evitare di fare passeggiate nella natura durante il periodo delle allergie?

“Se un soggetto è fortemente allergico ad alcuni pollini presenti in natura, durante la stagione di massima presenza dei pollini è meglio evitare di andare nella natura o quanto meno andarci preparati con farmaci naturali o chimici, che possano ridurre la crisi. Per non rinunciare alla vita all’aria aperta la scelta migliore è quella di desensibillizzarci e riprogrammare il nostro sistema immunitario con gli strumenti della medicina naturale e integrata”.

Quali sono i test da fare per scoprire se si è allergici?

“Come primo approccio allo studio delle allergie vi sono test cutanei (Prick e Patch test) e test su sangue (PRIST e RAST).  Con i primi si testa sulla pelle la reattività a vari tipi di allergeni (i principali), con i secondi si ricerca nel sangue la presenza di anticorpi (IgE) verso specifici allergeni. Tuttavia, l’attendibilità di questi test non è assoluta. Infine, dobbiamo distinguere le allergie dalle intolleranze alimentari. Le intolleranze non coinvolgono il sistema immunitario, ma sono causate da problemi come carenze enzimatiche (tipica è quella al lattosio per deficit di lattasi o l’intolleranza all’istamina) o stati infiammatori intestinali. Inoltre, le intolleranze dipendono dal quantitativo di cibo assunto e si manifestano con sintomi ricorrenti”.

Via Archimede, 138 – Roma

www.biofisimed.eu – Tel 06.64790556 (anche whatsapp)

antonio.gorini@biofisimed.eu

https://www.miodottore.it/antonio-gorini/internista-nefrologo-omeopata/roma

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