Le vacanze di Jerry Calà


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E’ il protagonista del suo ultimo film “Operazione vacanze”, al cinema da qualche settimana. Oltre al grande schermo, quest’estate lo vedremo protagonista a Forte dei Marmi e in Sardegna, con le sue inconfondibili battute e la sua passione per la musica

di Claudio Testi

Mitiche erano le sue “scorribande” nei film cult degli anni ’80 “Sapore di mare” e “Vacanze di Natale”. Erano anni spensierati, dove ci si divertiva con poco e si andava felici al cinema a vedere i film comici dell’epoca. E lui era uno dei protagonisti di quegli anni.

Jerry Calà è uno di quegli attori che non si è fermato a quell’epoca e non ha vissuto di rendita per quei successi. Ha lavorato tanto e ha continuato a far ridere gli italiani con tanti altri film per il cinema e per la tv. La sua simpatia è rimasta immutata, così come lo spirito e la passione per il suo lavoro. Un esempio per molti giovani, soprattutto per quelli che al primo “filmetto” si sentono già arrivati. Altra stoffa.

Come è nata la tua passione per questo lavoro?

“E’ nata quando ero molto piccolo e mio padre mi portava a vedere al cinema i film con i mitici Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. E, ricordo, guardando i loro manifesti sognavo e immaginavo un giorno, il mio nome su di essi: ‘Jerry Calà in…’. Poi da quando è accaduto veramente ho iniziato a credere che i sogni possono trasformarsi in realtà, basta credere fino in fondo a quello che fai”.

Cosa ricordi con piacere della tua esperienza con I Gatti di Vicolo Miracoli?

“Nel tempo la mia passione si è consolidata, mi sono trasferito a Verona, quando al Liceo Maffei ho incontrato Umberto Smaila, Franco Oppini e Nini Salerno che facevano parte della Filo Drammatica, una scuola che aveva un piccolo teatro. E lì mi sono iscritto e ho cominciato la mia avventura che mi ha portato con loro ad avere un grande successo in teatro, in tv e poi da solo al cinema”.

Da “Sapore di Mare” e “Vacanze di Natale” dei fratelli Vanzina ad oggi, secondo te è cambiato il modo di divertirsi e di ridere degli italiani?

“Sai, i modi di ridere non cambiano molto. La comicità da sempre è scatenata da meccanismi abbastanza uguali a se stessi, che possono essere la battuta legata all’attualità piuttosto che la ‘gag fisica’, ‘l’ammiccamento facciale’ o la ‘mimica’, insomma ci sono moltissimi elementi per cui possiamo dire che la gente ride per le stesse cose, poi ‘l’involucro’, dove sono presentate queste ultime, varia di epoca in epoca con l’avvicendarsi di personaggi, di generi e quant’altro che comunque rimangono nella storia. Infatti, con grande piacere, oltre alle persone più grandi, mi ritrovo tanti fans giovanissimi che hanno scoperto o riscoperto i miei film, o perché spesso li ripropongono in tv o perché li vedono attraverso il web e negli spettacoli che faccio sento che sanno a memoria tutte le mi storiche battute. Quindi anche con l’aiuto della televisione e delle nuove tecnologie ci sono personaggi e film che vivono eternamente. Se a tuo figlio o a tuo nipote gli vuoi far vedere Totò, lo conoscerà, si appassionerà e lo amerà, come fra tanti anni, spero, i nipoti di mio figlio magari guarderanno Jerry Calà, che nel frattempo sarà andato in cielo, fra le nuvole assieme agli angeli e agli altri comici”.

Jerry , sei superstizioso?

“Non proprio superstizioso, però ho delle mie piccole manie. Ad esempio, non salgo su un palcoscenico a fare il mio show se non ho una camicia bianca. Mi ricordo che una notte l’avevo dimenticata ma sono riuscito a far aprire un negozio a mezzanotte e a procurarmi questa camicia bianca”.

A proposito di manie e tendenze, cosa pensi dei talent show?

“Da una parte sono utili a portare alla ribalta dei talenti veramente notevoli, dall’altra però vedo che questi ragazzi sin da subito, che abbiano perso o vinto, hanno la consapevolezza già di essere comunque dei ‘piccoli divi’ e questo non gli fa bene perché spesso li vedi frastornati dal successo, non studiano più e non crescono più. Quindi mi sento di dire alle ragazze e ai ragazzi: se credete in quello che fate, per crescere continuate con passione a studiare senza pensare al successo facile, nessuno ti regala nulla ed è giusto che sia così”.

Come investi il tuo tempo libero?

“Guarda Claudio, ultimamente, il mio tempo è investito quasi tutto su mio figlio. Ora ha nove anni, l’ho avuto in età avanzata, e non voglio perdere neanche un istante che non sia con lui. E poi, starci assieme mi mantiene giovane, mi porta allo stadio, al parco giochi, giochiamo alla play station, e questo mi aiuta tantissimo”.

Puoi dirci qualcosa su “Operazione vacanze”, il tuo ultimo film?

“Intanto la scelta del titolo è arrivata da mio figlio, che è molto ‘collaborativo’. Quando mi è venuta l’idea di fare questo film, liberamente ispirato alla mia serie televisiva ‘Professione vacanze’, mi scervellavo e chiedevo, come possiamo chiamarlo per non usare lo stesso titolo di quest’ultima? E lui se ne è uscito: papà perché non gli dai il nome ‘Operazione vacanze’? Ed io: ma sai che è un bel titolo! E così lo abbiamo tenuto. La regia è di Claudio Fragasso, che viene dal cinema di azione, e questo film gli ha aggiunto un qualcosa che lo rende diverso dalle altre commedie, e secondo me piace molto ai giovanissimi e ai bambini. Oltre a me c’è un bel cast di protagonisti: Enzo Salvi, Maurizio Mattioli, Massimo Ceccherini, Valeria Marini, Francesco Pannofino e Benedetta Valanzano. Le musiche sono di Umberto Smaila e una canzone è stata scritta da me, ‘Operazione vacanze’. E’ molto divertente che potrebbe diventare l’inno di questa estate 2012”.

Quali saranno i tuoi momenti live estivi nelle discoteche e nelle piazze di tutta Italia?

“Certo mi fa piacere parlarne. Se volete, tutti i mercoledì di luglio sono nella mitica Capannina a Forte dei Marmi, e poi ad agosto tutte le sere nel mio locale che ho in Sardegna, Vita Smeralda”.

Jerry vogliamo concludere questa piacevole intervista alla tua maniera?

“Volete andare al cinema e farvi due risate? Prooooova!”.

 


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