Licia Nunez


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“Fiera di me stessa”

Un passato da fotomodella, una vita molto movimentata e adesso un successo tutto da godere proveniente dalla fiction “Le tre rose di Eva”. Ama le piccole cose, gli animali, sogna in futuro di poter lavorare con Giuseppe Tornatore e ha un costante disperato bisogno d’amore.

di Silvia Giansanti

Conversare con Licia è stato davvero un piacere. Abbiamo avuto subito l’impressione di avere di fronte a noi una persona umile, diretta e anche fin troppo sincera. Ama le persone che dicono quello che pensano e odia l’ipocrisia. Il 2012 è un anno fortunato della sua vita, anche grazie allo straordinario successo ottenuto con la sua partecipazione alla fiction tv “Le tre Rose di Eva”, ricoprendo un ruolo complesso come quello di Elena Monforte. In questo periodo l’attrice pugliese è alle prese con vari progetti che arricchiranno la sua soddisfacente carriera ed è stata felice di comunicarci il seguito della fortunata fiction in onda su Canale 5 e di conseguenza la sua presenza.

Licia, com’è avvenuta la scelta del tuo nome d’arte?

“Una parte del mio cuore è rimasta a Madrid dov’è c’è una persona che ha fatto parte della mia vita quand’ero più giovane ai tempi dell’attività di fotomodella. Faceva di cognome Nunez e visto che funzionava meglio del mio, televisivamente parlando, ho deciso di optare per questo”.

A diciassette anni hai iniziato a lavorare come fotomodella. E’ stata una scelta voluta o casuale?

“Una scelta casuale. Avevo interrotto gli studi a Barletta per motivi familiari e il mio desiderio era quello di sposare la recitazione e divenire un’attrice, ma mi rendevo conto che economicamente parlando la mia città natìa non mi offriva gli strumenti giusti per realizzare un sogno. Tappa fondamentale sarebbe stata Roma, ma prima ho preferito andare a Milano e iniziare come modella, sfruttando il mio volto anche per guadagnare qualcosa, visto che la mia famiglia non poteva aiutarmi. Sono stata a Milano per circa un anno per poi rientrare a Barletta, per concludere gli studi, e trasferirmi poi a Roma. Questa in breve è la mia storia”.

In generale ti ritieni fortunata?

“Assolutamente sì. Il solo fatto che mi sveglio la mattina e guardo il sole sorridendo, credo che sia già un motivo valido per ritenersi fortunati. Amo le piccole cose”.

Quale tra i tuoi lavori televisivi ti ha dato finora di più e perché?

“Il primo in assoluto è stato nel 2006 quando ho presentato con Marco Mazzocchi su Rai Uno i Mondiali di Calcio. Da quel momento infatti il mio nome è iniziato a circolare tra i media e la gente. Grazie a quell’esperienza, l’anno successivo è avvenuto il passaggio a Mediaset e sono divenuta tra le protagoniste della soap opera ‘Vivere’. Il secondo lavoro che mi ha dato soddisfazione dal punto di vista cinematografico è aver prodotto un film a soli trentun anni, dal titolo ‘Goodbye Mama’. Infine non posso lasciare fuori ‘Le tre rose di Eva’ in onda su Canale 5, davvero un bel successo”.

A cosa pensi sia dovuto il tuo riscontro personale attraverso questa fiction?

“Ho sempre pensato prima della messa in onda della prima puntata, che il progetto sarebbe stato un grande successo e ho avuto ragione. Sono molto legata al mio personaggio di Elena Monforte. Ho sostenuto diversi provini, una bella mattina mi hanno comunicato che il ruolo di Elena era stato affidato a me e la sera ho dovuto subire la brutta notizia della perdita di mio padre. In questo progetto ho dato tutta me stessa. Volevo che il pubblico mi apprezzasse per la mia umiltà e per la mia professionalità. Tra l’altro, esiste su facebook una pagina della fiction in cui interagisco direttamente con il pubblico. Ho voluto che il telespettatore in generale mi conoscesse per quello che sono e non per tutte le polemiche che ci sono state in passato intorno alla mia persona”.

E’ risultato difficile interpretare questo personaggio?

“Direi di sì. Ha caratteristiche particolari che vanno dal bisogno disperato d’amore al grande senso di abbandono, alla sete di vendetta. Elena soffre di schizofrenia e disturbo bipolare e quindi parliamo di problematiche serie a livello di malattie. Per questo mi sono dovuta documentare molto. La conferma della riuscita personale l’ho verificata attraverso gli apprezzamenti del pubblico, credo di essere arrivata al cuore della gente attraverso la verità”.

Riconosci qualcosa di te nel personaggio di Elena?

“Sicuramente nel bisogno disperato d’amore che ha caratterizzato sempre la mia vita e il senso di abbandono. Ritengo di essere stata una donna fortunata, ma avrei voluto vivere in una famiglia più unita. La mia non è stata sicuramente quella del ‘Mulino Bianco’, però devo ammettere che mia madre si è fatta in quattro, ricoprendo anche il ruolo paterno. Non ho mai visto grande amore tra mia madre e mio padre e quindi di conseguenza sono cresciuta con molti dubbi e incertezze. Al momento mi sono creata una mia idea di famiglia e di amore e a volte, il disperato bisogno fa imbattere in alcune situazioni sbagliate”.

Ti piace il calcio?

“Certamente. Da piccola lo praticavo e ancora oggi lo seguo, specie nei colori nero-azzuri”.

Immagino che non ti sei persa una partita degli Europei di Calcio.

“Sono sincera, non ho seguito molto la Nazionale Italiana, però mi piace come allenatore e come gioco ciò che viene applicato da Prandelli”.

Non sei stata condizionata dal fatto che in Ucraina, per dare un’immagine alle città che avrebbero ospitato gli Europei, sia stata fatta un’indegna e barbara pulizia di randagi, visto che possiedi un cane? 

“Sono un’amante degli animali e in particolare dei cani e dei cavalli. Mi ha terrificato vedere certe scene e ho cercato il più possibile di scindere le due cose. Certo, mi sarei aspettata prese di posizioni da parte dei giocatori e ciò mi è dispiaciuto tanto. Sono rimasta molto delusa perché non c’è stata solidarietà da parte di nessuno”.

Con chi sogni di lavorare un giorno?

“Con Tornatore. Ho avuto occasione di conoscerlo durante una prima. E’ il sogno nel mio cassetto essere diretta da lui”.

Per cosa hai più pudore?

“Posso dirti la verità? Io non mi vergogno di nulla. Sono fiera di quello che sono”.

Cosa poni in cima alla classifica nella vita?

“L’amore. E’ ossessione, è passione, è sofferenza, è qualcuno senza cui non vivi. C’è un film che amo particolarmente e che credo traduca in meglio quello che io intendo palesare sull’amore. Si tratta di ‘Vi presento Joe Black’ con Brad Pitt e Anthony Hopkins. Una frase del film mi ha colpito: fare il viaggio e non innamorarsi profondamente equivale a non vivere, ma devi tentare perché se non hai tentato non hai mai vissuto”.

CHI E’ LICIA NUNEZ

Licia Nunez, all’anagrafe Licia Del Curatolo, è nata a Barletta (Ba) il primo marzo del 1980 sotto il segno dei Pesci con ascendente Gemelli. Tifa per l’Inter, ha l’hobby dell’equitazione e adora la lasagna. Licia caratterialmente si definisce piuttosto introversa, testarda, sensibile, molto generosa, caparbia, determinata e gelosa. Attualmente vive a Roma ma le piacerebbe abitare anche a Parigi o a Barcellona. Ha un chiwawa nano di nome Aisha e per quanto riguarda la sfera sentimentale è impegnata. Considera questo l’anno fortunato della sua vita. Ha iniziato a lavorare a diciassette anni come fotomodella per poi intraprendere la carriera di attrice. E’ stata protagonista di diversi spot pubblicitari e dopo aver girato alcuni cortometraggi è apparsa nel 2003 sul grande schermo in “Alla fine della notte”. L’anno seguente ha preso parte al film “Balletto di guerra”. Tra i suoi lavori televisivi spiccano “Incantesimo”, “Una vita in regalo”, “L’ultimo rigore 2”,“Vivere”  e “Le tre rose di Eva”. Nel 2006 ha condotto a fianco di Marco Mazzocchi il programma sportivo “Notti Mondiali” in onda su Rai Uno, ha partecipato all’edizione del 2009 “Ballando con le Stelle” e ha prodotto il film “Goodbye Mama”.

 


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