12/04/2020
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Lorenzo Castelluccio: L’influencer del lifestyle

di Silvia Giansanti –

Nato direttamente sul web, oggi vanta più di 115 mila follower addirittura da tutto il mondo che lo seguono su Instagram con entusiasmo e partecipazione. Andiamo alla scoperta di uno dei lavori di oggi e uno degli influencer italiani piu’ amati da un target variegato. Lorenzo Castelluccio, (@Lorenzo.Castelluccio) classe 2001 è un tipo vulcanico e creativo, appassionato di lifestyle, senza dimenticare importanti messaggi sociali.
Un bravo ragazzo proveniente dai quartieri romani che si è costruito una professione h 24 sul telefonino.
Lorenzo, sei nato nel 2001, quando in mano si teneva un Nokia 3210. A che età hai scoperto la tecnologia e hai iniziato di conseguenza ad amarla?
“Fin da piccolo ero incuriosito dai cellulari dei miei familiari. Ne provai uno e mi cimentai con un gioco a caso. Ovviamente il telefonino non aveva il collegamento a Internet. Mi divertii tantissimo e analizzai questo oggetto misterioso e affascinante. E così la mia famiglia ne acquistò uno tutto per me. Fu un’emozione immensa. Ho sempre amato la tecnologia e in particolar modo i cellulari che cambiavano e si aggiornavano di continuo, cosa che accade tuttora. E chissà dove arriveranno”.
Com’è partita l’idea di divenire un influencer?
“Da sempre credo nell’importanza della comunicazione. Ho conseguito l’attestato di portamento, scuola tv e posa fotografica e quello sulla Comunicazione efficace tenuto dal giornalista e conduttore radiotelevisivo Igor Righetti. A 12 anni postavo selfie divertenti su Facebook e mi ero fatto conoscere in alcuni quartieri della capitale. Poi col tempo, il mio pubblico si è ampliato. Qualche anno dopo mi sono spostato su Instagram. Sono quindi partito dal nulla e tutto ciò che sto realizzando è frutto soltanto della mia determinazione, creatività e impegno”.
Oggi questo è il tuo lavoro. Quante ore passi collegato sui social con il telefonino?
“Sono sempre connesso, le ore che dedico al mio lavoro ogni giorno, inclusi i weekend, sono moltissime”.
Tutti possono essere influencer o servono dei requisiti particolari?
“Come tutte le professioni, anche quella di influencer necessita di doti, curiosità verso il nuovo, passione e tanta determinazione. E devi essere pronto a sacrificare buona parte della tua vita privata. Ci sono poi gli influencer generati dalla tv e quelli come me che nascono direttamente sul web”.
Su quali tematiche sei concentrato maggiormente?
“Prediligo il lifestyle, ma sono impegnato anche sul sociale; sono contro ogni tipo di discriminazione. Sono per la libertà individuale purché non nuoccia agli altri. Amo molto gli animali e mi batto per i loro diritti. Non a caso il mio ultimo cane l’ho preso in un canile. Ho anche organizzato un raduno a Roma con altre web star italiane sollecitato dai nostri follower. È stata un’esperienza bellissima ed emozionante per me e per loro”.
Perché pensi di essere così seguito?
“Oggi l’età anagrafica in tanti casi non corrisponde più a quella biologica. Anche molti adulti mi seguono per sapere gli ultimi locali di tendenza, le nuove mode, le nuove mete per viaggi emozionanti e i cosmetici più efficaci. Sono riuscito ad avere un target molto vasto e vario in quanto mostro tutto ciò che vivo, condivido informazioni utili e interessanti sul life style. Collaboro anche con diverse aziende internazionali. I più giovani mi chiedono ogni genere di consiglio, anche di tipo personale. In tanti vogliono messaggi vocali o video personalizzati che io invio con grande piacere”.
Come reagisci davanti agli haters, i famosi leoni da tastiera?
“Gli haters non mancano mai, sono sempre pronti a offendere in modo gratuito e a diffamare senza neppure conoscerti personalmente. Sono pusher di odio e dispenser di rabbia e invidia. Anche loro, però, hanno il proprio ruolo, servono per fortificarti. Alla fine aumentano l’interesse e la curiosità verso il diffamato.  Le critiche, invece, quando sono costruttive aiutano a crescere. Sulle altre ci rido sopra”.
Il messaggio che ami dare di più a chi ti segue.
“Molti miei coetanei, e non soltanto, vengono bullizzati. Faccio mio il motto ‘Nel bene o nel male purché se ne parli’. Bisogna imparare a fregarsene del giudizio altrui e farsi una grassa risata. Ai miei follower dico sempre di non lasciarsi condizionare dalle offese e di buttarle dietro alle spalle.
Le tue passioni di vita?
“La mia passione più grande è il mio lavoro che mi permette di scoprire ogni giorno cose nuove. Amo la cucina etnica, in particolare quella giapponese, trascorrere il mio tempo libero con gli amici e la mia famiglia, giocare a burraco, guardare film e serie tv. 
La tua visione del mondo giovanile coetaneo?
“Molti di noi, purtroppo, non hanno più voglia di sognare. Siamo una generazione che ha difficoltà a vedere il proprio futuro in un Paese soffocato dalla burocrazia, dove la meritocrazia è un optional, il lavoro va inventato, il precariato è l’unica certezza e dove fino a 35 o 40 anni si è costretti a vivere ancora in famiglia a causa di tutto ciò che ho elencato”.

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