Luca Guadagnini: La musica per ritornare a vivere


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E’ dal dolore che spesso nascono i progetti importanti. E’ questa in sintesi la storia di Luca Guadagnini, ex leader dei Vernice (dal 1997 quando entra nel gruppo al posto di Stefano D’Orazio, ndr), che nel 2009 ha perso la figlia di venti mesi per colpa di un tumore.

di Mirella Dosi

Da qual giorno, suppaortato dalla sua band e dagli amici più stretti, ha cercato un modo per rincominciare. Aiutando, a suon di musica, i bambini ricoverati in quello stesso reparto dove la sua piccola Aurora aveva lottato con le unghie e con i denti contro il male. E’ così che nasce la Luca Guadagnini & Band, il nuovo progetto musicale del cantutore di Genzano di Roma, e “Rock per un bambino”, manifestazione benefica giunta quest’anno alla sesta edizione che ha già raccolto 100 mila euro per il reparto di Neonatologia Medica e Chirurgica del Bambin Gesù di Roma. Ma molte sono le novità per il prossimo autunno.

Luca, cosa stai preparando per i tuoi fan?

“Da ottobre potranno trovare su Itunes il mio ultimo album ‘Tornerà l’Aurora’, presentato in esclusiva il 24 maggio all’interno di ‘Rock per un bambino 6′. E’ un album a cui tengo moltissimo, non solo perché vanta collaborazioni importanti come quella con Aurelio Mancuso e il Maestro Adriano Pennino, ma soprattutto perché parte del suo ricavato andrà al reparto del Proff. Bagolan del Bambin Gesù. Dal 25 settembre poi io, Enzino Borghesi e Fabrizio Menichelli (rispettivamente tastierista e chitarrista del gruppo) abbiamo un programma tutto nostro su Radio Gamma Stereo il giovedì dalle 21 alle 23:30. Gli ascoltatori possono intervenire in diretta e richiederci i loro brani preferiti. Per questa nuova opportunità non posso fare altro che ringraziare Alessandro Fox e Tiziana Mammucari”.

“Tornerà l’Aurora”, il singolo che da il titolo all’album, parla della tua storia personale.

“Racconta i diciotto mesi di Aurora, il mio piccolo angelo. Mia moglie Genny aveva vissuto nove mesi meravigliosi durante la gravidanza. Poi, durante il parto, quando hanno tagliato il cordone ombelicale, è andata in arresto cardiaco ed è stata trasportata d’urgenza al Bambin Gesù. Per un mese siamo andati avanti giorno per giorno perché nessuno sembrava capire cosa avesse. Finché una dottoressa si accorse che aveva un tumore sulla ghiandola surrenale grande come un mandarino. Così sono iniziati gli interventi ed i cicli di chemioterapia. La nostra piccolina viveva in ospedale. Solo due volte siamo riusciti a portarla a casa con noi. E quando pensavamo di aver sconfitto il male è arrivata la notizia che mai avremmo voluto sentire: Aurora aveva una recidiva e le restavano pochi giorni di vita. Io e Genny l’abbiamo fatta dimettere perché volevamo che trascorresse gli ultimi giorni in mezzo alle persone che le volevano bene. E non in un ospedale pieno di macchine e dottori. Ma prima l’abbiamo portata in montagna per farle vedere la neve. Sono stati due giorni che non scorderò mai. Tutti gli amici sapevano che stava morendo, ma hanno fatto di tutto per farla ridere e divertire”.

Come hai trovato la forza per andare avanti?

“Mi sono chiuso nel mio studio a pensare e suonare. Pochi giorni prima che nascesse Aurora con la mia band eravamo andati a Padova alla Città della Speranza. Era un’associazione che si occupava dei familiari dei malati oncologici. Io all’epoca non sapevo nulla di quel mondo. Pochi giorni dopo invece mi ci sarei trovato dentro da protagonista. Così ho deciso che tutti avrebbero dovuto conoscere la storia di Aurora. E che a nome suo potevo aiutare altri bambini malati. Ecco perché tre mesi dopo quel dramma al Pala Cesaroni di Genzano vedeva la luce Rock per un bambino”.

Negli anni sul palco si sono alternati artisti di primordine: Noemi, Anna Tatangelo, Marco Masini, Antonio Maggio, I Cugini di Campagna, Manuela Villa, solo per citarne alcuni. Ma soprattutto sei riuscito a coinvolgere nel progetto anche Gigi D’Alessio.

“La collaborazione con Gigi è nata nel 2011. Gli ho raccontato quello che stavo facendo e si è messo a mia disposizione. Mi ha concesso la sua sala d’incisione e ha prodotto Tornerà l’Aurora con la sua etichetta, la GGD. E nei prossimi mesi con lui e Anna stiamo preparando una sorpresa legata al Bambin Gesù. Ma oltre a lui devo ringraziare tutti. Soprattutto la mia band e mia moglie Genny che ha voluto fortemente un altro bambino. Io non me la sentivo. Avevo paura di rivivere lo stesso dolore. Invece oggi nella nostra famiglia oltre a Simone, il maggiore, c’è Elia di 3 anni. E ogni giorno gli parliamo di Aurora e del bene che dal cielo fa agli altri bambini”.


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