Luciana Frazzetto: Il riso fa buon sangue


    luciana frazzetto -  faccini MB

La critica l’ha definita la maestra della risata e paladina di una comicità incisiva. Lei è Luciana Frazzetto ed è in scena fino al 30 ottobre al Teatro delle Muse con lo spettacolo tutto da ridere “Affittasi camera da letto”.

di Serenella Romano

Hai una home del tuo sito personale con un “chi sono” divertentissimo: ti descrivi “alta come una sequoia…sorriso targato gioia di vivere”. Descrivi il tuo stato civile come “…abbastanza variegato e gustoso” . A questo punto mi chiedo: che cosa ti fa andare la luna di traverso?

“Sono una persona dalle mille idee, allegra e piena di risorse. Amo la vita. Amo i colori. Amo le novità.  Amo l’onestà e la puntualità per cui mi  irritano  i ritardatari, gli invidiosi, i falsi, i raccomandati e chi non sa ridere”. Che ce posso fa?

Secondo te la comicità è più osservazione della quotidianità o intendimento a suscitare il riso?

“Sicuramente osservazione. Spesso vedere cadere un amico ci fa ridere e lui magari poraccio s’è massacrato l’osso sacro. Dalla realtà possiamo trarre tantissimi spunti. Molte battute le sento al bar, sulla Metro, dal parrucchiere… e io rubo e scrivo. La commedia all’italiana ha saputo, raccontare i costumi, i cambiamenti e i caratteri del nostro paese. Ridere ci permette di liberarci dagli atteggiamenti mentali chiusi. Ridere fa bene alla salute ed è contro lo stress. Ridere è il sale della vita”.

Il pubblico ride sempre nel momento in cui tu vuoi che rida?  

“Generalmente sì, perché hai costruito la battuta a tavolino e sai che in quel preciso punto della frase la gente riderà, quantomeno aiutata dalla mimica facciale. Credo che far ridere sia un dono. Bisogna avere il tempo comico perfetto. Nessuno te lo può insegnare. E’ dentro di te. E’ nato con te”.

Il riso è anche espressione di conquista: tu sei scoppiata in una risata di gioia quando?

“Non mi viene in mente una risata in particolare. Io ridevo sempre insieme al mio papà. Lui rideva spesso, addirittura con le lacrime e io venivo contagiata da lui; si perché la risata è contagiosa ed è liberatoria. Se dovessi sceglierne una in particolare scelgo quando Federico Fellini, mi prese per il suo film ‘Ginger e Fred’. Ero accanto a due mostri sacri, Mastroianni e la Masina.. Dopo il primo momento di incredulità, la mia felicità è stata talmente tanta che sono esplosa in una risata di gioia: ho preso mia madre in braccio e cominciato a girare per tutta la stanza”.

Nei tuoi spettacoli ti diverti a passare dai monologhi cabarettistici alle commedie di prosa brillanti: quali sono i titoli o i personaggi cui sei più affezionata?

“I personaggi che mi hanno accompagnata in questo lungo cammino artistico, dal 1977, sono stati tantissimi, svariati e variegati: ognuno di loro mi ha regalato e lasciato qualcosa, ha stimolato la mia fantasia, ha cambiato la mia storia, mi ha fatto vivere tante emozioni diverse. Ogni volta che interpreto un nuovo personaggio, metto a nudo la mia anima e mi dono al mio pubblico. Sentire la platea che ti ascolta, che ride, che applaude  in massa, è qualcosa di entusiasmante, di piacevole, di sublime”.

L’esperienza di un gruppo di lavoro come “Le Sbandate” quanto è stata per te formativa?

“E’ stata un’esperienza molto interessante: quattro attrici comiche, soprattutto ironiche, provenienti da esperienze artistiche diverse. Questo ci ha molto arricchito. Ognuna di noi ha contribuito portando la propria esperienza personale e rendendolo unico nel suo genere. Le Sbandate son durate 14 anni: un’esperienza che non dimenticherò mai”.

Ti è mai capitato che qualcuno del pubblico si risentisse del tuo umorismo?

“No, sinceramente mai. Neanche nella messa in scena del mio monologo ‘E se il sesso si è depresso?’. Anzi, ti cito ciò che ha scritto una giornalista: ‘L’autrice ha saputo mettere insieme una serie di osservazioni reali e acute trattando il sesso in modo libero, assolutamente mai volgare e soprattutto cogliendone la profonda essenza umana e perché no affettiva’. Nessuno si è mai risentito o scandalizzato neanche quando ho  messo in scena con Le Sbandate, ‘L’orgasmo della mia migliore amica’, che per sei anni consecutivi ha registrato il tutto esaurito nelle sale dei teatri romani. Un testo sensuale ma mai volgare”.

Nel corso di questa stagione, dove potremo ridere assieme a te e ai tuoi spettacoli?

“Sarò al Teatro delle Muse fino 30 ottobre con ‘Affittasi camera da letto’, una commedia brillante scritta dagli inglesi A. Marriott e B.Grant, tradotta da F. Tolnay  e adattata da me e da L. Giacomozzi sempre con la regia di M. Milazzo. Bugie, gags, colpi di scena e contraddizioni sono gli ingredienti per assicurarvi un diluvio di risate”.


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