05/23/2022
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Luciano D’Addetta: Il “poeta del mare”

Colonne sonore dal sound mediterraneo e una passione infinita verso tutto ciò che è melodia musicale. Per Luciano D’Addetta, la musica è molto più che una passione. È compagna di vita prima ancora che lavoro, è possibilità di esprimersi prima ancora che composizione. Un connubio inscindibile che lo ha portato negli anni con la sua inseparabile chitarra a realizzare colonne sonore per film, a far sognare gli spettatori senza per forza dover ricorrere a parole o immagini. Nemmeno la quarantena ha fermato la sua ispirazione, proponendo sulle piattaforme social e musicali un brano dal titolo “La stella del mare” che tocca nel profondo l’animo di chi ascolta. Musiche che restano in mente, diventando ricordi da custodire. Nel suo curriculum di compositore, figurano pellicole, lungometraggi, documentari. “Ragazze copertina”, “Donne di marmo per uomini di latta”, “Guerra Bianca”, “La vendetta di Malice” “Rage Killers” La Stirpe di Caino, sono la giusta sintesi dei suoi lavori più importanti. Ma non è tutto. Il suo ultimo singolo dal titolo “La Ragazza di Sole” ha colpito nel segno e amplificato la sua visibilità. 

Da dove nasce il tuo soprannome “il poeta del mare”?

“Sono taorminese di lungo corso, in me flamenco, pop e classica si fondono in un unicum che ho chiamato ‘flammy music’. La flammy music è nata prima come stile chitarristico e poi orchestrale sempre flammy. È il mio modo di esprimermi e di raccontarmi, è lo stile che mi ha permesso di ottenere prestigiose vittorie e di assumere un sound riconoscibile e distinguibile”.

Uno stile che ti ha portato a conseguire premi di prestigio internazionale.

“Riconoscimenti straordinari, come quelli conseguiti negli States. Penso al Venus Italian International film festival Las Vegas Nevada, al Winner Crisff 2018-International short film festival-New york e all’Official selection 2019”.

Dalla Lombardia, terra martoriata dal Coronavirus che ti ha accolto ormai da molti anni, proprio nelle scorse settimane hai scelto di presentare un brano inedito, toccante.

“Un brano che fin dal titolo evoca pensieri, sogni e buoni propositi. Tre elementi di cui oggi c’è un gran bisogno… La stella del mare è l’espressione del desiderio insito in ognuno di noi… Non si dice, ma penso che sia un pensiero ricorrente del nostro vivere”.

Come mai questa volta hai usato un testo per raggiungere il pubblico?

“Ritengo che la musica possa esprimersi in ogni forma… Non sono un poeta, ma le parole somigliano alle note e possono colorare i pensieri”.

Che ruolo ha nella tua formazione la musica mediterranea?

“La frequento fin dall’infanzia: al di là degli studi accademici svolti, il mare lo porto dentro ed anche se abito in una metropoli come Milano viaggio lo stesso nelle spiagge, talvolta di persona, altre volte con la fantasia”.

Questo brano lo hai composto in riva al mare come già avvenuto per altre composizioni?

“No, stavolta il pezzo l’ho scritto pensando a quelle belle passeggiate in riva alla spiaggia che facevo da bambino; la stella è un ricordo: quando desideravo qualcosa mi sedevo in riva al mare e sognavo… guardando le stelle”.

Tanti ricordi e un aneddoto.

“Una sera mentre ero nel Taorminese sentii la voce di un pescatore che mi disse: ‘Picciriddu,talìa talìa picchì na stidda luccichia sempi pi ttia’. Sapete che vuol dire? ‘Bambino guarda, guarda perché una stella brilla sempre per te’. Parole sagge, dense di amore e di significato”.

Il pezzo si ispira a questo?

“Sì, ho messo in musica il desiderio dietro il riflesso di una stella ed ho tradotto lo spunto dalla la frase del pescatore”.

La tua musica è sempre introspettiva.

“Penso che la musica sia la forma di arte più elevata nella cultura: in essa è racchiuso il pensiero, l’animo dell’artista stesso. La musica suscita delle forti emozioni, puoi leggere attraverso di essa gli stati d’animo”.

Tecniche, competenze, e studio costante fanno ancora la differenza sul risultato finale.

“Ci sono tre pilastri essenziali per giungere ad un risultato finale importante. Parlo di melodia, armonia e ritmo: la musica si basa su questi elementi, non saperli gestire pregiudica il risultato finale”.

Intervista di Luciano Brizzi

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