Ludovica Florenzo: Disegni ispirati da sensazioni


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di Alessia Bimonte

Ludovica Florenzo è ischitana e ha 24 anni. Dopo aver terminato la scuola, vola a Dublino e a Londra per imparare l’inglese. La sua famiglia è proprietaria di un albergo nella spettacolare isola, dove Ludovica ha lavorato e ancora oggi dà una mano. La sua passione però è sempre stata quella dell’arte, è per questo che si trasferisce a Napoli per iscriversi ad un corso di illustrazione dove però viene esclusa perché considerata poco incline al disegno.

Parte da qui la tua “rivincita”… 

“Ho iniziato a ricopiare dei disegni e conservarli, ma mi accorgevo che venivano sempre diversi uno dall’altro… ho deciso così di iniziare un corso di fotografia e grafica allontanandomi dalla mia passione”.

Ma non hai abbandonato il tuo sogno, nonostante le difficoltà.

“No, l’arte mi piaceva troppo e ho continuato a disegnare. Grazie ad un software ‘Illustrator’, ho stilizzato i miei disegni e li ho dipinti su tessuti e su quadri”.

Che tipo di disegni fai? Ti ispiri a qualche artista?

“Non ho nessun punto di riferimento, ma sono disegni che mi ispiravano sensazioni, li sentivo vicini a me e ai miei sentimenti e stati d’animo”.

Un’altra passione è la fotografia.

“Catturare momenti precisi per ricordare quell’istante, mi affascina per questo la macchina fotografica.  Anche le fotografie sono una forma d’arte e imparo da ciò che fotografo”.

Quindi come ti definiresti?

“Non amo definirmi, non mi piace avere etichette perché penso che non mi facciano crescere”.

È da poco che hai anche iniziato a dedicarti alla produzione di capi d’abbigliamento con le tue opere. Di cosa si tratta?

“Sì, mi sto appassionando al disegno su abbigliamento e accessori. Ho cominciato facendo da me, senza l’aiuto di un grafico, ho notato un riscontro positivo, questo mi ha spinta a continuare”.

Cosa significano i tuoi disegni?

“Mi piace il concetto di dualismo, quindi rappresento lo sdoppiamento dell’identità, ad esempio la tristezza puoi percepirla solo se hai provato il sentimento contrario e viceversa. Quindi il concetto della polarità, nel senso della dipendenza di due elementi contrapposti che possono essere il bene e il male, la luce e le tenebre. Emerge dai miei disegni anche l’importanza del confronto con se stessi e con gli altri, spesso le esperienze negative aiutano a crescere. Così sono anche i miei disegni, io penso che il mondo sia così, fatto di cose opposte”.

Come pensi di portare avanti questo interessante progetto?

“Vorrei creare un sito e dedicarmi maggiormente ai social, che oggi sono lo strumento di comunicazione più utilizzato. Per il momento riesco a gestire il profilo Instagram con la pubblicazione alcuni scatti. Ma io voglio avere i miei tempi, non sono ancora così veloce. La mia anima è questa, anche se sono apprezzata da poche persone almeno sono buone”.

Perché hai scelto di denominare il progetto Elpettirosso?

“Il nome nasce dalle mie radici ischitane, sull’isola ci sono tanti pettirossi, quindi l’ho scelto perché questi uccelli mi riportano ai ricordi d’infanzia”.


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