10/26/2020
HomeCulturaManuela Chiarottino: “Ognuno di noi possiede una parte d’ombra e una di luce, occorre saperle accettare entrambe”

Manuela Chiarottino: “Ognuno di noi possiede una parte d’ombra e una di luce, occorre saperle accettare entrambe”

di Lisa Bernardini –

Manuela Chiarottino, piemontese, una penna fluida e apprezzata vincitrice del concorso Verbania for Women 2019 e del premio Fondazione Marazza per la narrativa per l’infanzia, autrice di numerose pubblicazioni tra cui: La bambina che annusava i libri (More Stories), Fiori di loto (Buendia Books), Tesoro d’Irlanda (More Stories), La custode della seta (Buendia Books), Tutti i colori di Byron (Buendia Books), Il gioco dei desideri (Amarganta, 2018), Maga per caso (Le Mezzelane, 2018), Un amore a cinque stelle (Triskell), Cuori al galoppo (Rizzoli 2016), Due passi avanti un passo indietro (Amarganta), Il mio perfetto vestito portafortuna (La Corte), Ancora prima di incontrarti (Rizzoli).
È da poco uscita sul mercato editoriale con il suo ultimo romanzo dal titolo “La stessa rabbia negli occhi”.
Manuela, nella scrittura ami notoriamente il genere rosa, declinato in diverse sfumature, anche quest’ultimo romanzo contiene una storia d’amore?
“’La stessa rabbia negli occhi’ è una storia sia di amicizia che di amore. I protagonisti hanno dai diciassette ai diciannove anni, ma nonostante la giovane età sono già stati feriti dalla vita e annaspano in un mare di paure e fragilità a volte rivestite da rabbia e indifferenza”.
Perché hai scelto di raccontare la storia dal punto di vista di Luna, la giovane protagonista?
“Perché volevo creare empatia col personaggio, mostrando i suoi pensieri, i suoi timori e il percorso di crescita che avrà durante il romanzo. Tutto è raccontato da lei e mostrato passo dopo passo, per spiegare poco alla volta il perché di certi suoi comportamenti. Una cosa che mi ha fatto un enorme piacere è stato ricevere un commento proprio da una giovane ragazza che mi ha confessato di essersi immedesimata in Luna e di aver apprezzato questo mio modo di far entrare il lettore nel suo mondo”.
Qual è il messaggio che volevi dare con questa storia?
“Ho voluto parlare di come ognuno di noi possegga una parte d’ombra e una di luce e come occorra saperle accettare entrambe. A volte ci si rifugia nella prima perché si ha paura di mostrare la propria luce, altre perché non si crede di possederla. La verità è che la perfezione non esiste e bisogna amarsi per come si è. Una cosa che credo valga per tutti, non solo per i ragazzi, anche se senz’altro il periodo in cui ci si affaccia al mondo ‘adulto’ spesso è irto di difficoltà”.
Si parla di giovani, ma gli adulti sono presenti nella storia e, se sì, come ne escono?
“Nel romanzo si parla della difficoltà di dialogo che a volte intercorre tra genitori e figli, perché anche gli adulti hanno le loro fragilità, nemmeno loro sono perfetti. A volte vedono il figlio sfocato all’interno di una bolla di indifferenza che non comprendono, d’altra parte spesso i figli hanno paura di parlare davvero con loro. Può essere per paura, vergogna o per protezione verso l’altro e non è detto che sia sempre il genitore a proteggere il figlio. Nel romanzo non troverete famiglie perfette, ma famiglie vere, con pregi e difetti, con difficoltà e momenti di gioia, con un amore che sembra vacillare ma che invece lega ogni membro e a volte diventa l’unico rifugio”.
So che sono trattati argomenti difficili, puoi dirci quali?
“Ho voluto parlare di bullismo, del cutting, la triste e pericolosa abitudine di farsi male per placare il dolore, ma la prima cosa rimane il valore dell’amicizia e, soprattutto, dell’accettazione di sé”.
Ci parli dei personaggi principali e minori e dei luoghi in cui si muovono?
“Luna ha diciassette anni, fino all’incontro con Alex il suo mondo è stato Raffaele, il suo migliore e unico amico, con cui condivide le sofferenze di una famiglia allo sbando e una vita scolastica infernale. Se Raffaele ha un padre inesistente e dei bulli che lo tiranneggiano per la sua omosessualità, Luna si sente bloccata in un dolore che non sa superare. Alex ha diciannove anni, vive col nonno, non gli importa delle apparenze. Lui è diverso dagli altri, nei suoi occhi Luna riconosce la stessa rabbia e, forse, uno stesso dolore, ma anche Alex ha un segreto nel suo passato”.
La scelta di ambientare il romanzo a Torino è significativa per la storia?
“Volendo la storia potrebbe essere stata ambientata ovunque, ma amo parlare delle città italiane e in questo caso ho giocato in casa. Torino però creava anche la giusta suggestione per alcuni momenti che i due protagonisti vivranno e permetterà al lettore di scoprire angoli e storie sulle leggende della città”.
Puoi regalarci un breve estratto?
“Non so perché gli ho detto il mio nome, una vocina mi suggeriva di andarmene, ma i suoi occhi mi hanno trattenuto. È un po’ come quando guardi un paesaggio dall’ultimo piano di un palazzo e intravedi qualcosa di così bello che vorresti sporgerti ancora, anche se soffri di vertigini. Lui è quel paesaggio e, ogni volta che lo guardo, mi gira la testa, ma non riesco a tirarmi indietro”.

Condividi Su:
Pierluigi Califano:
Laura Bernato: Natur

redazione@gpmagazine.it

Valuta Questo Articolo
NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO