Marco Simeoli: “La mia vita è tutto uno spettacolo”


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È un apprezzatissimo attore, regista e autore. Bravo in teatro, al cinema e in televisione. Nasce in una famiglia dove l’aspetto culturale è in primo piano. La sua formazione è avvenuta nella grande scuola di Gigi Proietti.

di Mara Fux

Teatro, cinema, televisione: il tuo volto è davvero quello di un protagonista a tutto tondo del mondo dello spettacolo, ma qual è l’arte che ti piace di più? 

“Quella dove incontro persone con le quali è piacevole e divertente lavorare quindi può variare da un caso all’altro. Dipende dai collaboratori ovvero dagli attori che hai accanto, dai registi, specie sui set, e da chi scrive la storia che devi raccontare”.

Hai deciso fin da piccolo che avresti fatto l’attore? 

“Direi di sì: da bambino mi esibivo come forse la maggior parte dei ragazzini a quell’età, ma poi a 12 anni ho cominciato a fare teatro a Napoli e da allora non ho mai più smesso. Il mio primo ruolo è stato il primo cameriere, almeno non il secondo,  in ‘Filumena Marturano’ del grande Eduardo”.

Quali erano allora i personaggi che ti affascinavano maggiormente? 

“Quegli attori che vedevo in televisione o in teatro e che facevano il mestiere che io ambivo e sognavo di fare. Andavo, da solo, al Teatro Diana al Vomero e ho avuto la fortuna di vedere attori sommi ed indimenticabili come i fratelli Maggio nel capolavoro ”Na sera ‘e maggio’ diretto da Calenda. In generale i personaggi legati alla tradizione del teatro erano quelli che maggiormente mi entusiasmavano ed emozionavano”.

L’ambiente culturale napoletano in cui sei nato e cresciuto ha influenzato in qualche modo il tuo percorso formativo? 

“Assolutamente sì, la mia famiglia ha un negozio di musica a Napoli, il più importante e storico direi, di fronte al Conservatorio e già questo, con tutto l’ambiente che ha sempre ruotato intorno al negozio, ha sicuramente influenzato la mia adolescenza. Poi il teatro, i tipi, i personaggi, le storie, il dialetto, da considerare una vera e propria lingua sé stante, di quella misteriosa e straordinaria città, mi hanno iniziato ad un mestiere che in quegli anni ho cominciato ad imparare sul palcoscenico; soltanto anni dopo verrà la formazione istituzionale ovvero la scuola di teatro diretta da Gigi Proietti”.

“La squadra” “Camera Cafè”, “Piloti”, “I delitti del cuoco”, “Distretto di polizia” pensi abbiano contribuito a renderti maggiormente popolare? 

“Certamente come anche ‘Mai storie d’amore in cucina’ o ‘Butta la luna’ mi hanno dato la possibilità di arrivare ad un pubblico molto più vasto e a far sì che molti potessero associare il mio volto ai tanti personaggi fatti in teatro”.

In teatro hai una preparazione assolutamente completa che fa di te un autentico mattatore: sai ballare, cantare, recitare addirittura dirigere. In cosa senti ancora di doverti sperimentare? 

“In tutti i ruoli perché ogni volta che comincia una nuova avventura attoriale, registica o didattica si può rischiare di scoprire che qualcosa non l’avevamo ancora afferrata o capita, ahimè. Ogni volta è una nuova sfida, ogni volta è un mettersi di nuovo alla prova”.

Un ruolo cui sei particolarmente affezionato? 

“Ai tanti fatti accanto a Gigi Proietti e col gruppo dei Picari, a Severino di ‘Rumori fuori scena’ e Toto di ‘Aggiungi un posto a tavola’.

Oltre che girare l’Italia con stage per chi vuol intraprendere la carriera dell’attore, da un paio di anni insegni nella scuola teatrale Casa del Teatro e del Cinema: qual è il primo consiglio che dai ai tuoi allievi?  

“Di diventare imprenditori di se stessi ed inventarsi, giorno per giorno, questo mestiere che, per certi aspetti, è diventato sempre più difficile fare, anno dopo anno. Oltre che studiare, ovviamente, e sperare di avere tanta fortuna”.

Di recente sei stato protagonista su Raiuno di “Cavalli di battaglia” con Gigi Proietti. Com’è stata questa avventura? 

“Meravigliosa, una delle mie più entusiasmanti esperienze lavorative per il grande divertimento e la grande soddisfazione avuta dato anche l’enorme successo ottenuto dalla trasmissione che è stata seguita da quasi 5 milioni di telespettatori a puntata. Una sfida vinta da tutto il team, ma soprattutto da Gigi che ancora una volta si è rivelato un maestro assoluto delle arti sceniche”.

Sta iniziando la nuova stagione: dove potremo venire ad applaudirti? 

“Dal 12 ottobre sarò in scena al Teatro Brancaccio di Roma per la nuova edizione di ‘Aggiungi un posto a tavola’ sempre accanto a Gianluca Guidi nel ruolo stavolta del Sindaco Crispino dopo esser stato Toto nell’edizione del 2009/2010. In televisione invece sarò il Professor Capitani nella nuova serie di ‘Provaci ancora Prof!’ con la Pivetti. Ci saranno anche tante mie regie ma quelle ve le lascio scoprire tra la moltitudine di cartelloni teatrali della stagione capitolina. E quindi a presto e evviva, evviva, evviva GP Magazine”.


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