Maria Letizia Gorga: “Esiste una capacità rivoluzionaria dentro di noi”


    maria letizia gorga

E’ un’attrice e cantante di elevato spessore, pronta a riportare in scena lo spettacolo “Todo Cambia”. Ricordiamo anche il suo impegno nella Poesia.

di Silvia Giansanti

Maria Letizia è una donna a cui piace vivere d’assalto. E’ sempre aperta a nuovi orizzonti, vive raccontando storie attraverso il canto, interpretando con la massima serietà i suoi personaggi. Prossimamente sarà di nuovo in giro con lo spettacolo “Todo cambia”. Ha sempre interessanti progetti teatrali. Le piace molto collaborare a corsi di formazione professionale per studenti che si avvicinano al mondo del teatro e della musica. Fa parte come docente della Nuova Officina Pasolini diretta da Massimo Venturiello. Determinata e instancabile, se vi avanza un po’ di tempo, magari potreste regalarlo a lei, vista la sua intensa attività.

Maria Letizia, a che età hai deciso di entrare a far parte di questo mondo?

“Fatti il conto, era il 1989, quindi poco più che ventenne. Ho sempre nutrito una profonda passione per questo mestiere, ma l’ho iniziato casualmente in quanto mi ero iscritta a Medicina e credevo di compiere un percorso diverso. Una compagnia di amici che facevano teatro per hobby, un bel giorno mi ha chiamato per fare una sostituzione e da lì è partito tutto”.

Sei anche un’ottima cantante. Hai fatto prima canto e poi attrice o viceversa?

“Sono prima di tutto attrice. Ho fatto l’accademia drammatica di Alessandro Fersen; mi sono specializzata a Mosca con il maestro Vassiliev e poi mi sono dedicata anche al canto, prestato ai miei racconti in musica”.

Quante rinunce hai dovuto fare per esercitare al meglio la tua attività, in quanto professionista seria e scrupolosa?

“Non credo nella politica delle rinunce, bensì in quella delle scelte. Ti posso dire che non ho scelto di avere figli perché non era conciliabile con il mio tipo di lavoro a tempo pieno e sempre in giro per il mondo. Questa mancanza, in qualche modo la recupero occupandomi molto di teatro per le scuole. E’ come stare sempre in mezzo ai ragazzi, come se fossero tutti figli miei”.

Cosa ti carica particolarmente del tuo lavoro?

“Mi fa piacere raccontare delle storie. Questo mi carica e ancor di più farlo attraverso il canto. E’ un racconto dell’anima che giunge all’anima degli spettatori. La musica è un veicolo privilegiato”.

Come si è sviluppata in te la passione per il canto?

“Sono figlia di una pianista e quindi la musica ha sempre abitato a casa mia. Diciamo che ho avuto una serie di incontri fortunati nella vita che mi hanno permesso di approfondire questa cosa. Il primo grande approccio è avvenuto grazie al maestro Roberto De Simone, il quale mi ha fortemente voluto nella sua ‘Gatta Cenerentola’, un capolavoro che mi ha portata due anni in tour. Da allora mi sono specializzata nel racconto in musica, ho lavorato con nomi importanti come Piovani, Barra e Mazzocchetti”.

Da quale genere musicale sei stata più attratta?

“Dalla musica etnica, dalla musica di inizio novecento. Non a caso lo spettacolo ‘Avec le temps  Dalida’, basato sulla storia di questa grande cantante, mi ha dato soddisfazioni per più di dieci anni”.

Segui anche qualcosa di contemporaneo?

“Certo e da sempre adoro Renato Zero. Sono una sorcina e lo considero uno dei più grandi attori della canzone”.

Sei un’artista impegnata su più fronti. C’è qualcosa che ti manca?

(Ride) “Sì, il tempo, faccio troppe cose. Vivo d’assalto”.

A teatro porti in scena diversi tipi di donne. Che tipo di donna sei realmente?

“Sono entusiasta della vita. Vedo sempre il bicchiere mezzo pieno. Sono frenetica, vulcanica e passionale. Qualsiasi cosa io faccia, ci metto tanto amore. Inoltre, sono molto selettiva, specie nelle amicizie vere che scelgo accuratamente”.

Un lavoro teatrale del passato che riporteresti in scena altre mille volte?

“Tutti i miei spettacoli sono continuamente nel mio repertorio. Sono molto legata a ‘Gatta Cenerentola’, un lavoro che mi ha segnato nel cuore. Lo definisco un viaggio iniziatico”.

Un altro lavoro che è andato molto bene è stato “Uscirò dalla tua vita in taxi”. Ecco, come sei uscita in passato dalla vita di qualcuno?

“Elegantemente. Non mi piacciono le rotture definitive, esco solo dalla relazione privata, ma tendo a mantenere i rapporti. Le persone che ho amato sono sempre nella mia vita. Solo una volta ho chiuso per sempre”.

Quale insegnamento, invece, hai tratto da uno spettacolo impegnativo come “Todo Cambia”?

“Come recita il testo ‘Tutto cambia e se non cambia tende a peggiorare’. Dobbiamo sempre pensare che esiste una capacità rivoluzionaria dentro di noi e che sia anche contagiosa. Siamo gli artefici del nostro destino e dobbiamo pensare che possiamo sempre migliorare le nostre condizioni e quelle di chi ci vive intorno. Ho fatto uno spettacolo civile e sociale. Attraverso il nostro lavoro di attori, dobbiamo dar voce a chi non ne ha, questo è il messaggio di Mercedes Sosa che cantava la libertà del suo popolo”.

Come vivi i cambiamenti nella tua vita, specie quelli radicali?

“Considero la vita come un insieme di viaggi quindi è come se avessi una grande valigia in cui dolcemente scivolo verso altre situazioni. Ci sono piccole e grandi rivoluzioni che servono per crescere e migliorare. E’ affascinante mettersi continuamente in gioco”.

In “Quaranta anni e sono ancora mia”, hai avuto modo di compiere un viaggio interessante dal 1968 ai nostri giorni. Secondo te, quante maniche le donne si dovranno rimboccare prima di arrivare a conquiste definitive?

“Tante. Ancora non è accaduto un pieno riconoscimento del mondo femminile. Con la rivoluzione sessuale del ’68, la donna ha acquistato la sua parziale emancipazione, ma tutto ciò ha terrorizzato di più l’uomo. Da qui l’inasprimento dei femminicidi, la donna la si vede come un potenziale pericolo”.

Hai trattato un altro fenomeno sociale, quello dell’infanticidio in ‘L’altra madre”. Quale malessere sociale spinge a questo terribile atto?

“Veri disagi sociali. Ci sono una serie di cause che andrebbero scoperte prima di condannare queste donne che vengono viste come una specie di mostri. Bisogna ascoltare il grido disperato di queste madri che uccidendo i propri figli, uccidono anche loro stesse”.

In cosa non ti riconosci nel mondo di oggi?

“Non mi riconosco nell’egoismo, nella mancanza di solidarietà. Sopratutto non mi riconosco in Italia nella grande disattenzione che c’è riguardo alla cultura rispetto agli altri Paese europei, dove c’è rispetto e investimento. Per questo da anni combatto una battaglia per la difesa e la diffusione della Poesia, ‘unico strumento clandestino di resistenza’, come diceva Maria Luisa Spaziani contro le barbarie dei nostri tempi”.

Come hai vissuto dentro di te i recenti fatti relativi al terrorismo islamico?

“Li ho vissuti pensando che c’è una grande strumentalizzazione di tutto questo e chi paga chiaramente sono sempre i civili. Condanno ovviamente questa modalità mostruosa e spietata con cui si agisce, ma vorrei anche in quel caso cercare di capirne meglio le cause. Non dimentichiamoci che questa gente sta subendo da sempre una guerra infinita. Non c’è via d’uscita, c’è sempre qualche motivo per fare guerra e questo nasce da una forte esasperazione. Anche lì c’è un grido disperato”.

CHI E’ MARIA LETIZIA GORGA

Maria Letizia Gorga è nata a Roma il 23 luglio del 1966 sotto il segno del Leone con ascendente Bilancia. Caratterialmente si definisce leale e determinata. Ha l’hobby dei viaggi, tifa Juventus e adora la parmigiana di melanzane. Al momento non possiede animali domestici, è fidanzata da anni con Pino Ammendola. Le piacerebbe vivere a Parigi e l’anno fortunato della sua vita è stato il 1989, momento in cui è partita la sua avventura. Diplomatasi presso la Scuola Internazionale dell’Attore diretta da Alessandro Fersen, ha studiato anche canto. Ha lavorato principalmente in teatro in lavori come “La gatta Cenerentola”, “Don Giovanni”, “Memorie di Adriano” , “L’opera da tre soldi”, “Avec le temps Dalida”, “Caligola”, “Uscirò dalla tua vita in taxi”, “Todo Cambia”, “Quaranta anni e sono ancora mia” e “L’altra madre”. Per il cinema la ricordiamo tra gli altri in “Stregati dalla luna”, “La rivincita” e “Passannante”. In tv ha recitato in serie come “Un medico in famiglia”, “Provaci ancora prof”, “Il bello delle donne”, “Una donna per amico”, “Rodolfo Valentino – La leggenda” e “Furore – il vento della speranza”.


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