Marianella Bargilli: “La Signora delle camelie”


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di Alessio Certosa

In scena è Margherita Gautier, la più bella cortigiana di Parigi, conosciuta come ‘la signora delle camelie’. Di recente lo spettacolo ha fatto il suo debutto nazionale e in questa intervista Marianella Bargilli si racconta proprio alla vigilia del debutto. E’ una bravissima attrice che ha alle spalle tanto teatro, esperienze cinematografiche e televisive. Ha avuto un’ottima formazione e ha frequentato il Dams.

Marianella, partiamo dall’attualità. Sei protagonista de “La Signora delle Camelie”. E’ un ruolo che senti tuo?

“Ogni attrice ha un sogno nel cassetto. magari vi rimane chiuso per anni. grazie all’incontro con il regista Matteo Tarasco e grazie al produttore Geppy Gleijeses, io ho avuto la possibilità di aprire il cassetto e far vivere sul palcoscenico questo sogno”.

Lo spettacolo è al suo debutto nazionale, cosa ti aspetti?

“Preparo il personaggio da alcuni mesi, con amore assoluto, mi aspetto che il pubblico si emozioni, come mi emoziono io nel raccontare questa storia d’amore straordinaria”.

Come ti sei avvicinata alla recitazione?

“Da bambina. Immaginavo mondi fantastici e li mettevo in scena nella mia cameretta. Credo che questo sia stato il mio primo approccio alla recitazione”.

Che formazione hai avuto?

“Mi sono formata sulle assi del palcoscenico, avendo la fortuna di lavorare con grandi attori e grandi attrici”.

Hai fatto tanto teatro. Lo consideri la tua seconda casa o hai un’altra definizione per esso?

“Credo sia la mia casa. Il luogo in cui risiedo. La definizione seconda casa allude alla casa delle vacanze, per me il teatro è la vita. Io mi sento viva solo quando si apre il sipario si accendono le luci e nel buio della platea ascolto il respiro degli spettatori”.

L’emozione del teatro è il contatto diretto dell’attore con il pubblico e viceversa. Secondo te, cos’è che può fare la differenza in questo?

“Il teatro ci educa all’ascolto reciproco. E questo credo sia la grande forza sempre rinnovata di uno strumento ancestrale come il teatro. La differenza la fa sempre il pubblico. Ogni singolo spettatore, che sceglie di venire a teatro crea insieme a noi attori lo spettacolo, sempre nuovo e sempre diverse, seppur uguale, ogni sera”.

Il tuo lavoro di attrice ti ha portata anche a partecipare a diverse fiction. Che esperienze sono state? 

“Lavorare davanti alla macchina da presa è un’esperienza molto appagante e divertente. Sapere di entrare nelle case si milioni di persone contemporaneamente ti fa sentire felice”.

Tornando al teatro, negli ultimi anni c’è stato un riavvicinamento del pubblico verso questa forma d’arte. Pensi che il pubblico italiano stia crescendo dal punto di vista culturale anche in questo aspetto?

“Credo che tutti noi non dobbiamo mai smettere di crescere, di evolvere, di creare nuove opportunità di crescita culturale per i giovani e per tutti quei cittadini che hanno accesso meno facilitato alla cultura. E’ una responsabilità che ogni attore, ogni regista, ogni operatore del settore deve prendersi”.

Quale è stata l’esperienza professionale che ti ha lasciato quel qualcosa in più?

“’La Signora delle camelie’ è per me uno spettacolo cardine nel mio percorso professionale e personale”.

Cosa vedi nel tuo futuro? 

“Felicità”.

Ti piacerebbe fare del cinema? 

“La prossima estate lavorerò in una produzione americana ad Hollywood. Per il momento non posso dire di più, se non che non vedo l’ora”.

Un messaggio per i giovani che coltivano il sogno e l’ambizione di diventare attori?

“Studiate tanto”.


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