Massimo Bagnato


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Rispettosa irriverenza

Ha appena aperto la prima edizione di “doppioComico” al Teatro Anfitrione. Conosciamo questo apprezzato comico romano partendo dai suoi esordi

di Mariella Riva

Autentico “romano de’ Roma”, verso la fine degli anni ’90 Massimo Bagnato era uno dei tanti comici che a tarda sera si esibiva dal vivo nei locali come il “Fellini”, dove il pubblico esprimeva il proprio gradimento anche in maniera non proprio ortodossa. Poi è arrivato il “Maurizio Costanzo Show” e la sua carriera ha preso una bella e importante piega…

Massimo, quanto è stata importante quell’esperienza agli esordi?

“Moltissimo. Marcello Casco inventò uno spettacolo goliardico, la scusa era quella di tirare il sacchetto se l’artista non era gradito, ma in realtà anche quando fosse salito sul palco Michael Jackson, i sacchetti sarebbero volati comunque, perché ormai diventati sinonimo d’allegria, e di leggerezza. E’ stata un’esperienza che ho condiviso con cari amici e colleghi come Teo Mammucari, Antonello Costa, katamura e seguacio, e sul palco insieme al grande Marcello Casco c’era Antonello Liegi, un pioniere del cabaret romano”.

Morandi, Zero, Albano sono solo alcuni dei personaggi che imitavi in quegli anni, ma non eri l’unico a farli: il pubblico che cosa ha apprezzato di te fino d’allora?

“Il modo strampalato di propormi sul palco, il caos era forse già protagonista e quindi  le imitazioni lasciavano il posto alla curiosità di vedere cosa avrei combinato per personalizzare i vari personaggi che proponevo”.

Sei un maestro dell’esibizione live: senza alcuna volgarità ma con tanta educazione catturi l’attenzione degli spettatori e te li porti a spasso tra i tuoi pensieri. Dote di natura o frutto di studio serrato?

“Non lo so, o forse sì… Penso e credo comunque che tra il pubblico ed il comico, si stabilisca un’ empatia che nessuna scuola o libro può teorizzare; quindi forse lo so, mi sembra strano ammetterlo  ma lo faccio dire al pupazzo gustino: è un dono di natura”.

Attorno al 2000 eri uno degli ospiti fissi del “Maurizio Costanzo Show”: credi sia stato un gradino importante per la tua popolarità?

“Importantissimo. Costanzo ha lanciato e valorizzato tanti artisti; sentirsi accostato al grande Ettore Petrolini per me è stata un’investitura ma è una grande responsabilità, perché ritengo Petrolini un genio autentico”.

Teatro, televisione ma anche radio, dato che assieme a Lillo e Greg sei stato protagonista su Radiodue prima del successo di 610 e poi di Bla Bla Bla.  E’ diverso rapportarsi con il pubblico radiofonico?

“Non lo diresti, ma tanta gente ti ferma e ti dice: ‘ti ascolto su 610’. E a te fa piacere perché un complimento al tuo lavoro radiofonico, vale il doppio. Per chi fa il live, la televisione di oggi è sempre più restrittiva specialmente nella scansione dei tempi sempre molto serrati, condizione di cui tutti si lamentano pur accettando di farla io non mi lamento. Non è importante la quantità ma la qualità.

Hai lavorato con conduttori televisivi molto differenti tra loro: Nicola Savino, la coppia Bisio-Encontrada e poi Bisio-Cortellesi, Mammuccari, la Ventura. Chi di loro hai trovato più aperto al tuo tipo di comicità?

“Sinceramente tutti! Il nonsense è talmente diverso dal resto che spesso gode di una considerazione ed accoglienza particolare”.

Insieme a Mr Phino, con lo spettacolo “2mATTI UNICI”,  hai appena aperto la prima edizione della rassegna “doppioComico” in scena al Teatro Anfitrione…

“Salire sul palco con un collega ed amico che ritengo un maestro, un grande artista. Andiamo a divertirci nella nostra casa: il palco”.

Chiudiamo con una curiosità. Puoi raccontarci un aneddoto sul battesimo del tormentone “Quanti pensano?”?

“Ero in un locale sulla Magliana nel 2003, ho iniziato ad interrogare il pubblico facendogli alzare il braccio continuamente. Con me tra il pubblico c’era Nicoletta Costantino, la mia talent scout, che a fine spettacolo mi ha detto: ‘Massi, questa funziona’. Ed io di Nicoletta mi fido”.

 

 


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