09/22/2020
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Maxi Gigliucci e “Buuuball”: Un calcio al razzismo e all’intolleranza

di Alessandro Cerreoni –

Un progetto contro il razzismo e l’intolleranza. Lo ha ideato Maxi Gigliucci, attore e uomo di spettacolo. Ce ne parla lui stesso.
Ciao Maxi, nelle scorse settimane sei stato ideatore e promotore di una bellissima iniziativa di solidarietà. Ce ne vuoi parlare?
“Ho sentito il desiderio, quasi una necessità fisica, di farmi promotore di un progetto che muovesse una serie di iniziative atte a combattere il crescente razzismo negli stadi. Partendo dalla delusione personale di tifoso e spettatore nel sentire urlare i vari ‘buuu’ discriminatori indirizzati principalmente ai giocatori di colore, mi sono domandato dove fosse finito il vero gioco del calcio, lo spirito sportivo, la passione, il cuore,  il tifo. Ho fondato quindi un’associazione no-profit chiamandola ‘Buuuball’, pensando a corredarla con una canzone ritmata che la identificasse e che diventasse un inno per i calciatori e per i tifosi. Allo stesso tempo ho pensato all’organizzazione di un evento sociale sull’argomento razzismo nello sport che possa riunire, far confrontare e discutere con il pubblico diversi personaggi celebri della cultura, dello sport, del giornalismo, dello spettacolo. A sostegno del progetto BUUUBALL, Luca Argentero, Vittorio Sgarbi, Alessandro Meluzzi, Filippo Volandri, Marco Liorni, Andrea Lo Cicero, Massimiliano Bruno, Gianmarco Tognazzi, Maurizio Casagrande, Serena Rossi e molti altri hanno già realizzato una clip con le loro opinioni sul tema sport e razzismo”.
Che riscontro ha avuto la tua iniziativa?
“Il progetto è stato accolto molto positivamente e con grande entusiasmo da tutti; non ho incontrato alcuna difficoltà sul piano umano nel proporre la mia idea e nella risposta in termini di partecipazione. Forse ho spontaneamente cavalcato l’onda della stanchezza generale per le ingiustizie che provengono dall’ignoranza, dalla meschinità e dalla vigliaccheria”. 
Non è la prima volta che sei impegnato in questo tipo di campagne, giusto?
“Non sono certo nuovo ad iniziative sociali ed umanitarie. È mio il progetto ‘Libere di essere’ del 2011, un evento che ha messo in evidenza  e discusso degli episodi purtroppo ancora frequenti di violenza fisica e psicologica ai danni delle donne, argomento ancora bruciante ed attuale negli anni anche pensando ai terribili episodi di femminicidio. ‘Libere di essere’ verrà riproposto il 25 novembre di quest’anno, giornata mondiale della violenza sulle donne, e molti personaggi importanti della cultura e dello spettacolo ne prenderanno parte”.
Quando pensi a qualche iniziativa solidale, per realizzarle va tutto liscio o capita di incontrare difficoltà?
“Le difficoltà che posso talvolta incontrare sono più che altro di natura burocratica a causa di certe lentezze o ritardi nelle risposte, ma in genere, grazie al fatto che le mie proposte hanno fini umanitari che quasi tutti condividono, e, se posso dirlo anche grazie alle mie capacità di comunicazione, le cose procedono in genere con facilità”.
Sei un uomo di spettacolo, di cosa ti stai occupando ultimamente?
“Sono un attore e vengo spesso chiamato dalle produzioni; nell’ultimo periodo poi ho girato diverse pubblicità. Inoltre, in accordo con le società calcistiche ho creato delle mascherine più traspiranti e confortevoli che in questo momento i giocatori della squadra della Lazio in particolare stanno indossando anche a sostegno del mio progetto ‘Buuuball’, oltre a voler diffondere con in modo più forte con l’impatto della loro immagine il messaggio dell’utilità e del dovere di indossarle in questo momento particolare e difficile per il mondo intero”.
L’emergenza sanitaria che abbiamo dovuto affrontare ha frenato qualcosa in essere?
“Il periodo di chiusura e di stasi dovuto al virus ha fatto slittare di alcuni mesi i programmi dei miei progetti così come è stato per tutti, ma non sono comunque rimasto con le mani in mano; ho continuato a lavorare all’organizzazione del tutto con i mezzi possibili benché a distanza e a sviluppare nuove idee con tutto il mio gruppo di lavoro fantastico che desidero ringraziare per il sostegno (Isotta, Maria, Monica, Adriana)”.

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Leandro Conti Celest
Corine Corsanici: Un

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