Michelle Carpente: Da attrice a Wedding Destination Manager


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“Amo molto viaggiare e sono un’inguaribile romantica. Un connubio perfetto per chi come me vuole diventare una Wedding Destination Planner”.

di Giulia Bertollini

Devo confessare che prima di iniziare l’intervista mi sono documentata per evitare di fare figuracce. Infatti, non appena ho letto che oltre ad essere attrice e conduttrice Michelle Carpente era anche una Wedding Destination Planner mi sono messa alla ricerca di informazioni utili che potessero farmi capire meglio in cosa consistesse il suo lavoro. Per me infatti che fino a quel momento avevo solo sentito parlare di Enzo Miccio è stata un’occasione per aumentare il bagaglio di conoscenze. Una passione quella di Michelle che si è trasformata in lavoro grazie al suo amore per i viaggi e alla voglia di scoprire culture diverse. In questa chiacchierata, oltre a svelarci qualche curiosità in più sulla sua attività, Michelle dà anche qualche suggerimento per i futuri sposi in tema di nuove tendenze. La ringraziamo ancora per la sua disponibilità perché ci ha concesso questa intervista nonostante fosse a letto con l’influenza.

Michelle, da attrice e conduttrice a Wedding Destination Manager. Ci spieghi di cosa si tratta? Cosa ti affascina di questa professione?

“Anche se l’ho pubblicizzata solo recentemente, svolgo l’attività di Wedding Destination Planner da 7 anni. E’ nato come hobby e poi si è trasformato in lavoro. Questa passione deriva dalla volontà di proseguire i miei studi considerando che sono laureata in mediazione linguistico culturale. Mi piace andare alla scoperta di culture diverse e amo molto viaggiare. E poi sono un inguaribile romantica. Anche se sono separata i matrimoni mi fanno sognare ed emozionare. Riconosco di essere precisa nel lavoro e questa qualità mi facilita l’organizzazione e la pianificazione. Mi sono formata a Londra seguendo dei corsi di Wedding Destination Styling and Design e ho iniziato per gioco aiutando delle amiche che erano in procinto di sposarsi”.

La laurea quindi ti è stata molto d’aiuto nell’approcciarti a questo mestiere.

“E’ stata molto importante perché conoscendo le lingue ho potuto relazionarmi con persone di culture diverse. Ogni Nazione mantiene la propria tradizione nel matrimonio e a me interessa preservarla in modo da esportarla nel nostro Paese”.

Quali location proponi per un matrimonio da favola? E per le coppie che vogliono sposarsi all’estero, qual è il processo di prenotazione?

“C’è un discorso da fare. Quello che piace a me come italiana non sempre va di pari passo con le aspettative di coppie straniere. Gli inglesi per esempio impazziscono per la campagna toscana. Se fosse per me, in campagna non mi sposerei mai. Devo capire bene chi ho davanti per poter fare una proposta mirata a livello di location. A gusto personale, consiglierei i laghi del Nord come il Lago di Como e il Lago Maggiore. Ci vado cauta nel proporli agli stranieri nel periodo invernale a causa delle rigide temperature. Devi sapere infatti che quando vengono in Italia si aspettano di trovare il sole. Per gli italiani che vogliono sposarsi all’estero consiglio di celebrare il loro matrimonio legalmente in Italia. Dopo, se vogliono celebrare il loro matrimonio alle Maldive o in Provenza o in Marocco possono farlo tranquillamente. In questo modo evitano maggiorazioni nel prezzo. All’estero come in Italia infatti se si vuole sposarsi legalmente bisogna tener conto che le location presentano dei costi più alti. Oltre a questo aspetto, c’è anche un iter burocratico lungo e complesso”.

Quali sono le difficoltà che si incontrano in questo mestiere? E  quali sono le differenze più interessanti da segnalare nel confronto tra le coppie straniere e gli sposi italiani?

“Le difficoltà sono diverse soprattutto nella fase iniziale. Quando il cliente vuole avere delle informazioni è sempre molto complicato riuscire ad ottenere una prima Skype call o comunque un primo avvicinamento. L’importante è fidelizzarlo perché la concorrenza è tanta e si gioca molto al ribasso. I miei punti di forza sono le lingue, l’esperienza e i collaboratori che operano con me all’interno di un’agenzia solida, la If Events Wedding Planner. Un conto è lavorare da freelance e un’altra è disporre di una struttura organizzata. Credo che questo faccia la differenza. E’ molto più stimolante lavorare con gli stranieri perché sono più aperti alle nuove tendenze. Gli italiani sono più legati alle tradizioni e a loro importa che la location sia bella, comune e soprattutto che si mangi bene”.

Il matrimonio più curioso ed originale mai organizzato? 

“Adesso sto organizzando un matrimonio di indiani e si svolgerà in tre giorni. Si sposteranno con una carovana di ospiti quindi oltre a prendermi cura della sposa e dello sposo dovrò occuparmi anche degli invitati. E’ molto divertente perché ho organizzato per loro un Henna Party. Si tratta del nostro addio al nubilato. In questo caso per tradizione la sposa si fa disegnare l’henné sulle mani e deve stare ferma per ore. Ci saranno balli, musica e intrattenimento. Lo sposo arriva invece con una carovana di animali tra cui elefanti e cavalli”.

Il matrimonio della star che ti è piaciuto di più?

“Che carina questa domanda! Mi ha colpito moltissimo il matrimonio di Brad Pitt e Angelina Jolie per come era stato organizzato. Se non sbaglio era stato celebrato a Borgo Egnazia in Puglia e lei aveva un abito disegnato dai suoi figli. Da mamma ho trovato quest’idea commovente e deliziosa”.

Nuove tendenze da segnalare ai futuri sposi?

“Ce ne sono tantissime e anche molto divertenti. Per esempio, vanno di moda per le spose le All Star o comunque delle scarpe da ginnastica. Nessuno però avrà mai il coraggio di osare tanto, soprattutto tra gli italiani”.

Da ottobre sei al timone della conduzione del game show “Ben 10-La sfida”. Cosa ti ha insegnato questa esperienza? 

“Mi ha dato molta consapevolezza. E’ stato il primo programma che ho condotto da sola in uno studio piccolo pieno di bambini da saper gestire assieme ai loro genitori e al pubblico e con un team di spagnoli e americani. A volte mi venivano date informazioni in lingua spagnola, altre volte in inglese. Non puoi capire la confusione! Come vedi, le lingue tornano sempre e anche in questo caso sono state utili”.

Il tuo è un lavoro che ti porta a viaggiare. In che modo riesci a conciliare il lavoro con la maternità? 

“Questo è un lavoro che mi porta a stare spesso anche a casa. E’ vero che sono sempre in viaggio ma quando non lo sono cerco di ritagliarmi degli spazi per stare con mio figlio. Daniele è molto tranquillo perché sa che in ogni caso può telefonarmi. Comunque è abituato perché quando prima lavoravo stava con il papà”.

Nel film “Beyond the edge” ti sei ritrovata a condividere il set con Antonio Banderas. Com’è andata?

“E’ andata molto bene ed è stata un’avventura divertente. Abbiamo girato insieme un paio di giorni. Ti racconto un breve aneddoto. Mentre ero al trucco arriva un giorno il team di lavoro assieme alla produzione intimandoci di restare in silenzio all’arrivo di Banderas e di non infastidirlo chiedendogli foto. Arriva Antonio ed è subito divertimento allo stato puro. Lui stesso si faceva le foto assieme alle comparse preoccupandosi anche che fossero venute bene”.


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