Pamela Villoresi: “Il teatro è il mio mondo. Al cinema sono in prestito”


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Conosciamo una bravissima attrice di teatro che ha fatto ottime cose anche al cinema

di Paolo Paolacci

Ha cominciato il teatro a Prato quando aveva 13 anni. Debuttò come protagonista in uno spettacolo per bambini nel gennaio del 1972, ‘Una favola vera’, tratta da ‘Il re nudo’ di Schwarz. Da allora non ha mai smesso di lavorare. Lei è Pamela Villoresi, una persona che incanta con semplicità e passione, da vera artista.
Pamela, come è nata questa passione? Per caso o per volontà?
“Non ho mai pensato di fare un altro mestiere, anche se quando feci la prima comunione ero indecisa: o la suora missionaria o l’attrice di teatro. Prevalse questa seconda ipotesi. Con me, dalla scuola di ragioneria dove ci avevano spedito per vedere se ‘ci passava’, c’era Roberto Benigni. Meno male che non riuscirono a dissuaderci. Appena arrivai alla sala del ridotto capii che lì cominciava la mia vera vita”.
Cosa ti fa sentire davvero un’attrice, una persona che sa di comunicare emozioni senza risparmiarsi?
“Quando ‘comprendo (o così mi pare) i testi scritti, quando riesco a comunicarli, a farli vivere, a divenire un tramite. Quando porto la cultura nei posti più decentrati e la faccio amare anche dai più reticenti”.
Cosa pensi della cultura italiana, del teatro e quale la tua proposta, la tua direzione?
“Penso che un Paese che può vivere di cultura non la può ignorare. Considerato che possediamo più della metà dei beni archeologici ed artistici del mondo, è veramente una follia scandalosa.
Ma soprattutto la cultura è il nutrimento dell’anima e dell’intelletto, persone ben coltivate sanno dare risposte più adeguate ai problemi della vita e della storia. Ecco perché non possiamo più permetterci di non investire nell’unico campo in cui non abbiamo rivali”.
Chi è stato il poeta Mario Luzi a livello umano e culturale? Dio, maternamente è quasi insuperabile?
“Mario è stato uno dei più grandi poeti del secolo scorso. Di grande animo, di profonda arguzia e intelligenza. La sua poesia è concetto sublime, è riflessione profonda, è musica. Quasi tutta la sua opera è irraggiungibile. Era un uomo mite e determinato, umile e affascinante… se avesse avuto una quarantina d’anni di meno lo avrei corteggiato fino allo sfinimento. Ma è stato già abbastanza e un onore essergli stata amica”.
Fai una breve storia della tua vita famigliare e quanto è importante per te.
“Ho conosciuto Cristiano Pogany, bravissimo direttore della fotografia, nel luglio del 1978. Abbiamo deciso di vivere insieme dopo una settimana, di sposarci e dopo altri due mesi di avere un figlio e nacque Eva il 3 settembre del 1979. Poi nacque Tommaso il 14 settembre del 1981. Nel 1985 cominciammo a parlare di adozione e nel giugno del 1986 arrivò dall’India, Isabel, aveva un anno e mezzo. Mio marito ed io ci siamo alternati a casa e nel lavoro, abbiamo girato il mondo. Cristiano si è ammalato nel 1996 di cancro ed è morto a febbraio del 1999”.
Qual è lo spettacolo con cui stai girando per l’Italia? Quando sarà a Roma?
“Questa stagione ho portato per tre mesi in tournée, anche a Roma, ‘Eva contro Eva’, con un bellissimo successo. Recentemente sono stata in giro con uno spettacolo dedicato ad un grande dello sport: Fausto Coppi. ‘Il mio Coppi’ che gira già da due anni e che piace agli intenditori del teatro ma anche a chi non c’è mai stato. Riprenderò ad aprile del prossimo anno ‘Memorie di una schiava’ e a maggio ho debuttato a Roma, al Manzoni, con un nuovo spettacolo: ‘Partita a due’ ”.
Quanti altri film hai girato e in quale mondo artistico ti trovi meglio, quello teatrale o quello cinematografico? Oppure entrambe necessari come le mani, anche se poi si è destrimani o mancini…
“La mia carriera teatrale è una carriera ricca e piena di soddisfazioni, ho avuto sempre proposte irrinunciabili. All’inizio con il cinema non è stato così. Quindi pian piano il mio prestigio nel teatro cresceva e gli impegni cinematografici erano sempre più sporadici. Ho fatto belle cose al cinema, come l’ultima con la regia di Paolo Sorrentino ‘La grande bellezza’, ma ormai mi ci sento un po’ ‘a prestito’. Il mio mondo è senz’altro il teatro”.
Qual è il segreto della tua longevità e della tua naturalezza ? E secondo te siamo nell’Inferno o nel Purgatorio dantesco? E qual è per te il Paradiso?
“Non credo di potermi ritenere longeva a soli 56 anni. Se nella vita sono naturale è probabilmente perché fingo a pagamento e nella vita mi toccherebbe farlo gratis. A parte gli scherzi, credo che fingere sia faticoso e soprattutto serve a ingannare solo se stessi. Penso che tutto sommato siamo ancora al fondo di un purgatorio… L’inferno la storia lo ha espresso meglio con i grandi dittatori, le stragi, i campi di concentramento, gli eccidi, la fame delle carestie. Il paradiso è quel posto dove gli uomini sanno vivere insieme e rispettarsi e lavorare per il bene comune”.


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