Paola Cortellesi: “La befana? Siamo tutte noi”


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È considerata una delle attrici più brillanti del cinema italiano. Ha portato sul grande schermo la “vecchina” più amata dai bambini. L’ha fatto con tutta la sua ironia e bravura. Divertente la sua battuta contro il maschilismo che privilegia Babbo Natale

di Giulia Bertollini

Ci voleva l’ironia e il coraggio di Paola Cortellesi per portare sul grande schermo la vecchina più amata di tutti i tempi nel film “La befana vien di notte”. Una sfida elettrizzante che l’ha costretta a sottoporsi a lunghe sedute di trucco e ad affrontare un’intensa preparazione fisica. Solo per questo, la sua streghetta meriterebbe un trattamento di favore rispetto al troppo spesso privilegiato Babbo Natale, come da lei stesso dichiarato. In questa chiacchierata, Paola apre i cassetti dei ricordi rivelandoci aneddoti e curiosità legate alle festività natalizie.

Paola, ti senti come la Befana una supereroina?

“Tutte le donne sono delle supereroine per le cose che devono affrontare. Inoltre questa insegnante ha una missione importante: far capire ai suoi studenti la necessità di stare in gruppo, di far squadra perché da soli non ci si fa. La battuta contro il maschilismo che privilegia Babbo Natale l’ho scritta io. Lo sceneggiatore mi ha chiesto di dire la mia e io ho voluto offrire questa Befana femminista che ce l’ha con Babbo Natale che raccoglie solo glorie, è testimonial della bibita gassata più famosa al mondo mentre alla Befana non hanno offerto neppure la pubblicità del lassativo ed è sempre stata lasciata un passo indietro perché femmina”.

E’ stato difficile entrare in questo personaggio?

“Non ho studiato molto perché ce l’ho dentro. La fatica più grande è stata però quella di trascorrere cinque ore al trucco. Devo ammettere che la maschera è bellissima perché asseconda tutte le espressioni del viso senza alterare eccessivamente la fisionomia. Ho sempre amato le trasformazioni e ne ho fatto il mio marchio di riconoscimento molto spesso”.

Sei contenta di essere in sala con Mary Poppins?

“Non ho stappato lo champagne quando ho saputo che uscivo al cinema nella stessa settimana di Mary Poppins, un’altra grande icona dei bambini. Ma lei ha avuto tutte le glorie possibili, mentre noi mettiamo in scena un’eroina nazionale. E poi la befana esiste a differenza di Mary Poppins”. (ride)

Come la metti adesso con tua figlia? Crede davvero che sia la Befana?

“Mia figlia è stata sul set, ha seguito la lavorazione anche se quando mi vedeva col trucco da Befana faceva un po’ fatica ad avvicinarsi, ma lei sa che faccio l’attrice e che questa volta ho dovuto interpretare un personaggio reale. Mi ha fatto una sola domanda: la Befana ha visto il film?”. (ride)

Che ricordi hai di Piazza Navona il giorno dell’Epifania?

“Quando ero piccola Piazza Navona era sempre piena di gente. Quanto mi piaceva mangiare la mela stregata ricoperta di cioccolata!”.

Quando eri bambina, ricevevi più dolci o carbone?

“La Befana mi portava anche il carbone a conferma del fatto che gli errori dei bambini vanno sottolineati. Anche attraverso il gioco si possono insegnare piccole verità. Anche a mia figlia ho regalato un po’ di carbone. Allo zucchero però, altrimenti avrebbe sporcato casa”. (ride)

Qual è il tuo film di Natale preferito?

“Sicuramente ‘E.T.’ di Spielberg e Frankenstein Junior. Adoro anche Mary Poppins anche se spero che quest’anno lasci spazio a noi”.

Cosa hai trovato nella calza?

“Sono contenta già così come sono. In questo momento sembra brutto dirlo ma non mi aspetto nulla neanche dal 2019. Le aspettative non vanno mai bene quindi preferisco fare il mio lavoro cercando di dare il massimo”.

Progetti futuri?

“Sto lavorando al film “Tutti sanno tutto” scritto da me, mio marito Riccardo Milani, Furio Andreotti e Giulia Calenda. Uscirà in questo 2019 ma al momento non posso rivelare di più”.


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