Paola Lavini: “Sono un vulcano che ha cuore ed entusiasmo”


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È un’attrice determinata e testarda. La sua caratteristica è la versatilità. Ha preso parte a vari lavori  cinematografici e televisivi. Si è formata all’Accademia D’Arte Drammatica della Calabria e alla Scuola Americana di Musical BSMT di Bologna. È anche una brava cantante.

di Simone Mori

Innanzitutto vogliamo sapere qualcosa di te, chi é Paola Lavini donna e Paola Lavini attrice.

“La donna… non racconto pubblicamente molto di me ma ora ne ho voglia. Sono una donna dolcemente complicata, donna molto presto nella vita e quindi forte per necessità, necessità di andare via, essere indipendente anche dalla mia famiglia e fare le mie scelte autonomamente molto presto. Ho origini contadine, quindi amo davvero le cose semplici, i rapporti semplici, sono felice con poco, ma quel poco ci deve essere, soprattutto lo stare insieme, vedere gli amici, prendere un caffè, ‘toccare’, non mi accontento del virtuale in generale. Sono sincera, a volte anche cruda, ma vera, questo sì. Affronto tutto! Dei contadini ho l’orgoglio del ‘potercela fare’, con fatica ma con molta dignità. A testa alta. Sono una donna che ha ancora molta voglia di giocare, di stupirsi e di stupire, un vulcano, che ha ancora molta gioia nel cuore ed entusiasmo. Credo nella vita e mi accorgo degli altri. Mi interessa e preme il sociale, la società. Piango, molto… da sempre. Fragilità, ma credo anche che sia una forza. Vivo i sentimenti fino in fondo. Paola Lavini attrice racchiude le caratteristiche di cui sopra, le usa per dare una verità a tutto quello che fa. Oltre allo studio che ovviamente applico, compresi i dialetti a me così consoni, le lingue straniere, attingo sempre alla mia storia, alla mia sofferenza o alla mia gioia, ai miei lutti, a tutto ciò che ho vissuto per essere credibile. Mi diverto quando sono sui set o in teatro. Sto bene con i colleghi. Mi dicono che ‘non sembro’ un’attrice. Credo sia un complimento. La vivo molto bene. Sono così come sono anche lì. Non mento nemmeno sui red carpet”.

Tu hai un bagaglio di lavoro veramente corposo ed invidiabile. Qual è l’ambiente dove ti trovi meglio? Io credo il teatro.

“Ovunque. Giuro. Mi piace tutto quello che faccio in tutte le sue forme. Mi sento a mio agio ora”.

Ad oggi, la soddisfazione più bella dove l’hai ottenuta?

“Deve ancora venire lo so, lo sento. Ma vincere un qualsiasi provino è stupendo. Ogni avventura per me è soddisfacente”.

Una delle tue caratteristiche principali è la tua versatilità. Sei capace di calarti in ruoli diametralmente opposti tra loro. Sei cosciente che non siete in tante ad essere così brave?

“Ti ringrazio. Sì oggi con il sorriso, non con superbia, ammetto di sì. Me lo ha appena detto anche una regista americana. Ho tanti talenti ma che ho la capacità e la volontà di coltivare, scoprire, migliorare sempre di più. Sono una lavoratrice e curiosa, ancora molto. Ancora non lo sa il mondo intero però! Anzi, forse solo una piccola fetta. Per questo urge in me la voglia di dimostrare tutto quello che c’è in me. Vorrei fare tutto. Mettermi alla prova. Ma con la naturalezza. Oggi queste ‘forme’ diverse mi vengono naturali. Lo urliamo a tutti?”.

La musica, il canto fanno parte integrante di te. Quali generi segui e fare un disco ti piacerebbe?

“Ho sempre cantato anche con i miei fratelli, fin dalla parrocchia, un po’ come Whitney Houston che nasce nel Gospel. Infatti lei è la prima che ho ‘imitato’, l’ho adorata, tanto da piangere quando ci ha lasciati. Amo Mina, Barbra Streisand. Ecco lei è un connubio tra attrice, cantante, naso e bellezza conquistata in cui mi ritrovo molto. Ma amo anche la musica latino-americana, la ballo, la musica etnica  che canto anche, la musica africana che mi riporta al contatto primordiale con la natura. Nel panorama italiano odierno Malika Ayane, nella Pausini amo la sua sincerità di paese. Adoro Damien Rice. Elton John non mi delude mai”.

Cosa dovrebbe cambiare e cosa invece no nel mondo del cinema e della TV italiana?

“Mi piacerebbe ci fosse più coraggio. Rischio d’impresa. Non sono produttrice ancora. Ma mi piacerebbe che laddove si guadagna in storie o programmi ‘mediocri’, lo stesso produttore potesse e volesse investire poi in storie o programmi meno mediocri, con il rischio di fare meno ‘share’ ovviamente ma con il rischio anche di essere più ‘grandi’. Da una parte si guadagna, dall’altra si perde, questo è il vero produttore/imprenditore. Pensare solo al soldo subito ed immediato non mi sembra una buona capacità imprenditoriale. Ecco mi auspico un ritorno alla vera imprenditoria. Più competenza. Meno improvvisazione. Se poi ci fosse più meritocrazia e più chiarezza chiederei troppo? Mi piace il nostro cinema, lo vado a vedere tutto, sono filoitaliana. Ci sono autori straordinari ma che non possono soffrire sempre così tanto con budget risicati. Questo vale anche per molti attori. Intendo quelli veri. Soffrono troppo. Ma ce ne sono alcuni che sono straordinari. Il mondo fuori dall’Italia ci stima. La televisione credo stia diventando un mega reality di tutto e su tutto, addirittura doppiamo reality stranieri. Questo no, non mi piace. Crea molti mostri che in nome della notorietà farebbero di tutto. Il trash non lo amo. Neppure certi programmi che vivono in maniera spasmodica di cronaca nera fatta gossip, li trovo volgari ed è sciacallaggio. Ci sono però show e conduttori elegantissimi. Penso a Carlo Conti, a Milly Carlucci… la loro televisione ha un decoro, un’etica, che funzionano: amo il varietà. Nel cuore Pippo Baudo. Anche la De Filippi in alcuni suoi programmi riesce a fare un buon varietà. Raffaella Carrà e Mina sono state le mie  soubrette adorate, che facevano tutto ed erano all’avanguardia ed io le imitavo davanti allo specchio da piccola”.

Quali sogni vuole realizzare Paola?

“L’amore, un film con Almodovar ed uno con Clint Eastwood, produrre, un disco, un mondo senza diversità, libero e aiutare i poveri. E poi impersonare la Callas ed Evita Peron”.

Progetti e novità per questo 2016?

“Escono due film a cui ho preso parte, ‘All roads lead to Rome’ con Sarah Jessica Parker, e ‘The young Messiah’, che è un film americano. C’è un progetto sempre internazionale in corso. Sono Tiziana nella fiction ‘Non uccidere’ di Giuseppe Gagliardi”.

Adesso facciamo un gioco: devi scegliere tra questi attori. Gassman o Sordi? Magnani o Loren? Audrey o Bette Davis?

“Gioco diabolico, essendo io affezionata a tutti quelli citati! Ed essendo una che ‘fa tutto’. Diciamo che non ho ancora fatto ruoli da ‘bella’ e lo vorrei molto, mettermi alla prova anche lì, anche con più leggerezza ed allora Loren e Audrey. Ma dentro forti in me sono scolpite la Magnani e Bette Davis: che rughe, che caratteri, che facce, che nasi!”.

Infine, un messaggio per tutti i giovani che vogliono provare la carriera cinematografica?

“Studiate e siate curiosi. Non mentite. Siate sicuri che sia il vostro mestiere. Non pensate di fare i soldi con questo lavoro, pensate prima alla passione: ce ne vuole tanta insieme alla tenacia perché non è affatto il mestiere in cui tutti non facciamo niente, guadagniamo tanto e viviamo sempre felici. Siate forti, anche fisicamente e psicologicamente. E’ un mestiere duro”.


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