09/24/2021
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Paolo Boncompagni: Professione Art Director

di Antonio Desiderio –

Direttore Generale del Concorso Internazionale Città di Spoleto, ha incontrato la danza in modo fortuito. Oggi vive per lei e ha ottenuto grandi risultati e meravigliose soddisfazioni come “anima e cuore” di questo grande evento mondiale.

Personaggi come lui sono l’esempio che la professionalità e la serietà sono i due ingredienti principali per riuscire in ogni ambito. E interviste come queste rappresentano una sorta di preziosa lezione. 
Caro Paolo un grande piacere trovarti ed intervistarti. Cominciamo a far conoscere meglio la tua persona ai nostri lettori. I tuoi approcci al mondo dello spettacolo?
“L’approccio con la danza è stato fortuito. Ero Art Director presso una agenzia pubblicitaria di Rieti e curavo soprattutto gli aspetti organizzativi di eventi culturali. Vennero nel mio studio Alessandro Braconcini e Alfonso Paganini, due ballerini del teatro dell’opera di Roma e mi chiesero di organizzare un concorso di danza nazionale. In quella occasione nacque l’idea della Settimana Internazionale della danza che inizio il suo percorso nel 1992 a Rieti con l’apporto del compianto Maestro Alberto Testa che stilò il regolamento di partecipazione. Nel 1997 ci trasferimmo a Perugia e poi nel 2003 a Spoleto”.
Quando ti sei avvicinato alla Danza?
“Tutto è cominciato come dicevo prima nel 1992 e ora abbiamo concluso la 29esima edizione. Tanta storia alle mie spalla e spero ancora tanta da vivere”.
Sei Direttore Generale di uno dei più grandi e prestigiosi concorsi di danza internazionali, Città di Spoleto, da oltre trent’anni. Cosa ricordi di questo tuo percorso?
“Sicuramente le difficoltà dell’inizio, non tanto nell’organizzazione in quanto avevo fatto le mie esperienze organizzative alla Se.Ge.Co. agenzia pubblicitaria di Rieti, quanto riuscire a capire questo fantastico mondo, che io non conoscevo affatto”.
Il concorso, oggi diretto da Irina Kashkova, nacque con il grande Professor Alberto Testa. Ricordi di lui…
“Tantissimi e bellissimi ricordi, è stato un maestro con il quale ho percorso la strada che ha portato il concorso ad essere tra i più importanti al mondo. Abbiamo anche bisticciato in alcuni frangenti ma il tutto si è sempre risolto con un sorriso. Una curiosità: nonostante io abbia lavorato al suo fianco per più di venticinque anni non sono mai riuscito a chiamarlo per nome, come lui desiderava. Per è e sempre sarà il professor Testa”.
Il concorso Città di Spoleto conclusosi da poco è stato trampolino di lancio di tanti nomi della danza oggi molto affermati.
“A cominciare da Giuseppe Picone sino ad arrivare a Gabriele Fornaciari, l’ultimo vincitore del Grand Prix Fondazione carispo, tanti sono i nomi illustri de nostri vincitori: Alessandro Riga, Claudio Coviello, Claudio Cocino, Salvatore Manzo, Ambra Vallo, Evelina Godunova, e tanti altri fino a finire al grande Timofeijs Andrjiasenko”.
Come avete affrontato la pandemia nell’organizzazione del concorso?
“E’ stato difficile, nonostante l’esperienza maturata in questi ventinove anni. E’ stato difficile ricreare quell’atmosfera che ci contraddistingueva e ci ha reso famosi tanto da essere l’unico concorso italiano a far parte dell’International Federation Ballet Competition.Convincere i ragazzi a tornare a ballare dal vivo era il nostro punto importante. Non abbiamo voluto farlo online perché la danza dal vivo è un’altra cosa e la differenza tra video e realtà e lapalissiana e non ammette errori”.
Quali cambiamenti hai notato negli anni attraverso questo tuo concorso?
“I giovani son sempre la migliore medicina per tutti i mali ed è sui giovani che bisogna puntare. I giovani sono sempre gli stessi: interessati, curiosi, vogliosi di apprendere e di avere un progetto in cui credere. Io credo di averglielo dato”.
Un tuo progetto che vorresti presto realizzare?
“Una fattiva e vera collaborazione con altri concorsi italiani ed esteri”.

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