11/29/2022
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Paolo Conticini: “La prima volta”

di Alessio Certosa –

Una gioventù fatta di tanti mestieri, un presente da attore e da personaggio televisivo tra i più apprezzati nel nostro Paese. Ha saputo costruirsi la sua professionalità da zero, giorno dopo giorno, imparando dagli attori più navigati. Lui è Paolo Conticini, reduce dal tour del suo spettacolo teatrale “La prima volta”, prodotto da Nicola Canonico e diretto da Luigi Russo. Uno spettacolo apprezzatissimo dal pubblico, che lo ha applaudito in ogni sua performance. Lo abbiamo incontrato proprio in occasione di una data del suo spettacolo, al Teatro Imperiale di Guidonia Montecelio alle porte della Capitale.

Paolo, sei in un certo senso un’icona nel mondo dello spettacolo: teatro, cinema, televisione, Ballando con le Stelle e vincitore dell’ultima edizione del Cantante Mascherato.

“Wow! Che presentazione, addirittura un’icona!”. (ride)

Come è scoccata la scintilla che ti ha consentito di iniziare questo lavoro?

“ Per caso. Come tutte le cose che ho fatto quando ero giovane. Ho fatto un sacco di cose perché volevo essere indipendente economicamente dalla mia famiglia. Facevo quello che mi capitava, ciò che mi offriva il destino. Poi, a causa di alcune coincidenze, sono entrato a far parte di questo mondo, che è diventato il mio lavoro”.

Ricordi il tuo primo lavoro dove hai guadagnato?

“Ho iniziato a 5 anni vendendo dei giocattolini, le figurine e le biglie di vetro. Avevo un banchetto e mi mettevo vicino casa su via Cattaneo. Ogni tanto passava qualche signore e qualche signora e mi davano 10, 50 lire. E tornavo a casa felice di aver guadagnato”.

Quanto è stato importante, in un momento come quello che abbiamo vissuto, portare a teatro “La prima volta” e ricominciare?

“Questo spettacolo è nato per gioco forza in quanto non si potevano portare a teatro gli spettacoli più grandi, con più protagonisti. Quando è scoppiata la pandemia stavo facendo ‘Full Monty’, che è stato sospeso durante le repliche al Sistina. E così, io e Luigi Russo, il regista, ci siamo guardati e, sull’onda del mio libro, abbiamo pensato di estrapolare alcuni passaggi e farci uno spettacolo teatrale ed è nato ‘La prima volta’. E’ stato importante ricominciare a lavorare. A parte me, che sto sul palcoscenico, dietro ci sono tante figure che lavorano per mandare avanti la propria vita”.

Quali sono state le prime volte che hanno dato una svolta importante alla tua vita, specialmente quella artistica?

“Tutte. Grazie a queste sono riuscito, mattone dopo mattone, a costruire qualcosa ed arrivare fin dove sono adesso, non so se è tanto o se è poco”.

Hai qualche aneddoto in particolare da raccontare?

“Ricordo quando andò in onda la prima puntata di ‘Provaci ancora prof’, la vedemmo tutti insieme noi del cast e il giorno dopo ci telefonammo a vicenda dopo che erano usciti gli ottimi dati dell’audience. Da lì ho capito che questa era la strada giusta”.

Cosa consiglieresti ai giovani che vorrebbero intraprendere questo lavoro?

“Anzitutto di proseguire la strada degli studi scolastici. Poi se c’è questo fuoco che brucia dentro di iscriversi in qualche scuola di recitazione, quella che io non ho fatto. Ho avuto la fortuna di lavorare subito e di imparare sul campo dagli attori più bravi. Comunque questo è un mestiere difficilissimo fatto di incontri e coincidenze. Ci sono tante persone che hanno talento ma che non riescono a sfondare, perché forse non è passato per loro il treno giusto. Oltre a saper coltivare il proprio talento, la fortuna incide per il 70-80 per cento”.

Hai lavorato a fianco di tantissimi artisti. Cosa ci racconti a tal proposito?

“Tutti i momenti vissuti in questi 26 anni di carriera. Posso raccontare che quando abbiamo fatto tutti i film di Natale, insieme agli altri abbiamo vissuto momenti indimenticabili, questo perché ho sempre lavorato con persone che avevano voglia di divertirsi”.

Progetti futuri?

“Ci sono diverse cose in ballo. Sicuramente continuerò a portare in giro questo spettacolo, che mi piace molto”.

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