Piermaria Cecchini: Un attore con i baffi


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di Mara Fux

Che dire di lui. E’ un volto conosciuto al pubblico della tv e agli amanti del teatro. E’ un personaggio mai banale e assai divertente. Lui è Piermaria Cecchini. I suoi inizi non sono affatto male. Nato a Roma ma cresciuto a Viterbo, studia nella scuola teatrale di Luigi Squarzina, e dopo una lunga gavetta teatrale debutta in un piccolo ruolo nel film I miei primi quarant’anni, al fianco di Massimo Venturiello dove recitava anche Carol Alt. Da lì, tanto teatro, tanta televisione e tanto cinema. E, soprattutto, tanti applausi.

Detta senza preamboli, ma come funziona? Voglio dire: uno studia recitazione per anni, perde il sonno scrivendo commedie, inventa tormentoni da propinare in tutte le salse agli spettatori e poi ti arriva bel bello uno spot pubblicitario che ti catapulta dentro le case rendendolo improvvisamente l’amico di tutti gli italiani?

“Le strategie del destino sono  spesso sorprendenti e a noi sconosciute per cui capita che dopo anni  di sacrificio a studiare teatro, cinema, regia e scrittura  drammaturgica si  diventi conosciuti per l’interpretazione di ruoli estremamente comici in film natalizi degli anni 90.Tutto questo fa parte del mestiere dell’attore ma non mi ha impedito di cimentarmi  anche in ruoli altri, dalla tragedia alla commedia brillante..senza mai perdere l’entusiasmo per il mio lavoro, entusiasmo che ho avuto accogliendo oggi il personaggio del Baffo nazionale che mi ha catapultato per citare un tuo termine nelle case degli italiani. Un bellissimo attestato di stima che mi sollecita a fare sempre meglio”.

La tua voce ti rende inconfondibile, ciò nonostante non ti sei mai addentrato seriamente nel mondo del doppiaggio. Come mai?

“Quello del doppiaggio è un settore molto interessante e agli albori della mia carriera ho  frequentato per diverso tempo le sale divertendomi molto ma poi la passione per il teatro mi  ha portato in giro per il mondo allontanandomi inesorabilmente da quell’ambiente. Oggi però che sono molto più stanziale mi piacerebbe dare la voce a qualche attore americano o a un personaggio  dei cartoni  animati”.

Qual è il ruolo che ti ha reso più popolare e quale, invece, quello cui tu sei più affezionato?

“Nel passato sicuramente il ruolo di Marcellino nel film ‘Abbronzatissimi’  del 1991, film che viene  replicato in tv almeno 20 volte l’anno, mentre per il presente il Baffo Moretti della pubblicità e  l’enigmatico Gigi Del Colle di ‘Un Posto al Sole’. Il ruolo a cui sono più affezionato è un ruolo che stride col passato perché ancora devo interpretarlo ma per il fatto stesso di immaginarlo come vero e realizzabile lo rende  a me caro”.

Mai pentito di rifiutare un copione?

“La possibilità di poter accettare o rifiutare un copione è la massima espressione di libertà professionale, per cui la mia risposta è mai”.

A differenza di molti tuoi colleghi che si esprimono nell’ambito della comicità e per ciò vengono catalogati come comici, tu vieni individuato subito come attore. A che ruoli drammatici lo devi? 

“Credo che questo sia dovuto al fatto che io nasco come attore drammatico ed ho studiato per diventare questo. Inoltre io sono un attore che sa essere anche un attore comico e magari riesce pure  a far ridere il pubblico ma con quei modi  e quelle forme che appartengono al teatro e non al cabaret, dal  quale però ho imparato molto sotto il profilo comunicativo con il pubblico”.

Sei da poco ritornato in pianta stabile a Roma: cerchi nuovi spazi nella Capitale?

“Mi piacerebbe poter avere uno spazio mio dove realizzare tutti i progetti che ho nel cassetto, magari un teatro dove presentare un mio cartellone e avviare diversi laboratori”.

Nell’intricato groviglio delle scuole ed accademie di recitazione, senza clamore hai fatto capolino al Teatro Porta Portese con un tuo corso intitolato “Il Teatro dell’Allegria”. Cosa prospetti a chi è interessato?

“Il Teatro dell’Allegria” è qualcosa di più di un corso teatrale. E’ un laboratorio permanente di arti sceniche  fondato con la collaborazione della coreografa  ed attrice Manuela Galvagno che ha come finalità quella di offrire a tutti la possibilità di approcciarsi al  mondo del teatro in modo nuovo, con quella sana e seria allegria che ci permette di superare gli ostacoli della timidezza, di liberarci delle nostre paure e di affrontare il palcoscenico con serenità e ribadisco allegria divertendo, divertendosi”.

Perché un bancario, una casalinga, un universitario, una qualsiasi infermiera dovrebbero essere interessate a frequentare un corso di Teatro dell’Allegria?

“Per una serie di motivi; il primo per il piacere di farlo; il secondo per imparare nuovi linguaggi  espressivi; il terzo per acquisire nuove certezze e consapevolezze di se stessi; il quarto per condividere questa esperienza con altri  arricchendo così anche il proprio bagaglio di conoscenze; il quinto per ritornare a fine lezione a casa contento  e soddisfatto; il  sesto  per avere la soddisfazione di salire su  un palco  adeguatamente preparato. Ed infine perché ci sarò sempre io a  seguirvi e ad accompagnarvi in questo fantastico viaggio”.

“Donkisciotte” e “Ognuno tira l’arpa al suo violino” sono i due lavori che stai allestendo: cosa dobbiamo aspettarci?

“Sono due lavori a cui tengo molto e di cui sentirete parlare molto presto. Aspettatevi due spettacoli  che, seppur diversi nel genere e nei contenuti, hanno in comune l’intento di farvi sognare e strapparvi un sorriso. Il primo è una commedia musicale scritta da Piero Castellacci e sarà in scena da luglio 2018. Il secondo è uno spettacolo autobiografico semiserio con musicisti dal vivo e la partecipazione di Manuela Galvagno e sarà in scena da dicembre di questo anno”.

Hai raggiunto una bella soglia di esperienza e grazie un poco a “Un posto al sole”, un poco al “Baffo Moretti”, forse è il momento di mettersi in gioco anche aprendo il cassetto dei sogni. Quale sarà il primo a saltar fuori?

“Spero sia il film al quale sto lavorando da circa due anni e nel quale credo molto anche perché è un inno  a non rinunciare ai propri sogni, a qualunque età e in qualsiasi luogo”.


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