Piero Mazzocchetti


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Il grande pubblico lo ha conosciuto nel 2007, anno in cui è arrivato terzo al Festival di Sanremo ma all’estero la sua musica è molto apprezzata da tanto tempo.“Istanti” è il suo  ultimo album, realizzato anche con la collaborazione del maestro Peppe Vessicchio.

di Mirella Dosi

E’ disponibile in tutti i negozi e sulle piattaforme digitali “Istanti”, il nuovo album di Piero Mazzocchetti (Italiana Dischi).  Sette brani inediti e cinque cover che abbracciano variegati stili musicali che lo rendono un disco importante con collaborazioni straordinarie. Dallo swing, alla musica leggera, passando per la lirica. Perché la musica è musica sempre. E da sempre Mazzocchetti si appassiona a tutte le occasioni che la vita gli offre per onorare il talento che gli è stato donato. I brani inediti portano le firme di Maurizio Fabrizio, Beppe Vessicchio, Enzo Campagnoli. Alla tromba Fabrizio Bosso, al flauto Andrea Griminelli. Gli arrangiamenti sono del Maestro Peppe Vessicchio.

“Istanti è il frutto di una grandissima maturazione artistica e umana che mi ha dato la possibilità di affrontare momenti musicali completamente diversi”, spiega Mazzocchetti. “Abbiamo voluto ricreare un salotto artistico semplice e raffinato, dove ci si può sedere e ascoltare un’ora di musica in totale spensieratezza e tranquillità”.

Come è nata la collaborazione con Peppe Vessicchio?

“E’ venuto nella mia accademia in Abruzzo, la Crossover Academy, per fare una Masterclass. Ci conoscevamo da Sanremo, ma non avevamo mai collaborato. E’ rimasto colpito dalla mia struttura e dal livello di preparazione dei miei allievi. E così ci siamo reciprocamente chiesti quali sarebbero stati i nostri progetti. Molto semplicemente ci siamo messi a lavorare ed è nato Istanti che, a mio avviso, è un album straordinario nella sua completezza”.

La definiscono un artista crossover. Ci spiega esattamente cosa vuol dire?

“Un artista crossover ha una concezione musicale più ampia rispetto ad un tenore o ad un cantante di musica leggera che fa solo pop o jazz. Sono delle contaminazioni musicali diverse nei loro stili che si fondono. Quindi, nel mio caso, una vocalità lirica e una pop che si fondono insieme per dare vita ad uno stile di canto diverso. Questo è per dare una trasversalità ad un pubblico melomane che di solito non ascolterebbe un genere più commerciale. Io rientro perfettamente nella definizione crossover perché ho una voce lirica, ma anche leggera.  Per età e gusto personale infatti vengo da una cultura pop e il pianobar da ragazzino mi ha forgiato in questo repertorio più leggero”.

L’Italia l’ha “scoperta” solo nel 2007 quando arrivò terzo al Festival di Sanremo. Ma nel resto del mondo lei è una star acclamata da anni. Si sarebbe aspettato tutto questo?

“Nella vita non mi sono mai aspettato nulla a livello artistico. Vivo alla giornata costruendo su me stesso. Ho sempre avuto un obiettivo: quello di essere preparato e di avere le carte in tavola qualora fosse arrivata un’opportunità. Sono convinto che una chance, prima o poi, arriva per tutti. Ma bisogna prepararsi per non farsi trovare impreparati e dover così rinunciare ad un treno che magari non ripasserà. Oggi a 38 anni sono un privilegiato perché vivo di musica. Riesco a vivere bene e creo lavoro per le persone intorno a me. E questo mi fa molto felice. Ringrazio Dio per avermi dato un talento e di aver avuto la possibilità di scoprirlo”.

Ha nominato Dio. Che ruolo ha nella sua vita?

“La Fede è importante anche se è una consapevolezza molto intima. Non la proclamo pubblicamente. La vivo in modo sereno. Cercando di rispettare le persone e di avere Gesù nel mio cuore”.

Forse anche per questo è stato scelto per cantare durante il Concerto di Natale in Vaticano. Ultimamente ad Assisi e a Pietralcina, luoghi simbolo della fede. 

“Partecipare al concerto di Natale è stato molto bello. Ma la cosa più importante è stata poter abbracciare e salutare Papa Francesco il giorno prima. E’ una persona che ti guarda negli occhi e ti legge dentro l’anima. E’ stata un’emozione fortissima. Mi ha stretto la mano e mi ha ringraziato per la mia musica. Mi sono sentito avvolto da una coperta di cachemire e quando sono nervoso riguardo quella foto per ritrovare quella serenità. Ringrazierò sempre la musica per questo”.

Anche sua moglie Rosalinda è una cantante. Che ruolo ha la musica nella vostra famiglia?

“La nostra è una famiglia a sette note. Mia moglie l’ho conosciuta nella mia accademia sei anni fa. Ha una bellissima voce leggera infatti ha duettato con me nella terza traccia del cd, ‘Vorrei soltanto che ritorni’. Ed è straordinario vedere che nostro figlio Francesco, a nemmeno tre anni, ha una capacità di riprodurre suoni in maniera perfetta. Di riprodurre un ritmo senza sbagliare una battuta. Anche Vessicchio ha notato questa cosa. Se dovesse essere un talento in futuro farà la sua strada e io ne sarò felice. La musica ci unisce ogni giorno e ci ha regalato la possibilità di creare una famiglia molto bella”.

Quali sono i suoi progetti per il futuro?

“Pubblicherò ‘Istanti’ in Germania, una nazione che mi ama da sempre, e tornerò in Canada. Ma, soprattutto, partirà l’Amara Terra Mia tour che mi porterà in giro per tutta l’Italia. A casa ho sempre la valigia pronta. E’ anche questo il bello del mio mestiere”.


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