09/23/2020
HomeTelevisionePietro Genuardi: “Amo recitare ma ancora di più cucinare. Non posso vivere senza ragù”

Pietro Genuardi: “Amo recitare ma ancora di più cucinare. Non posso vivere senza ragù”

Confessa di amare il cibo. E c’è da credergli considerando la voracità con cui divora i panini che la produzione ha messo a disposizione della stampa. Stiamo parlando del simpatico attore Pietro Genuardi, new entry della soap pomeridiana di Raiuno “Il Paradiso delle signore”.

di Giulia Bertollini

Il suo personaggio, Armando Ferraris, è rimasto vedovo in seguito alla morte della compagna ma il suo vissuto l’ha temprato rendendolo un uomo migliore. In questa intervista, oltre a raccontarci qualcosa in più su questa nuova esperienza professionale, Pietro ci ha parlato del suo rapporto con la cucina e dei suoi ricordi di gioventù.

Pietro, sei una new entry de “Il paradiso delle signore”. Come ti sei trovato?

“Molto bene. Nella soap interagisco soprattutto con Antonella Attili che interpreta Agnese Amato e con Giancarlo Comare. Quest’ultimo ragazzo è stata una grande scoperta perché oltre a essere anagraficamente più giovane di me e quindi più fico è veramente bravo. E’ un piacere lavorare con lui”.

Dopo l’avventura di “Centovetrine” sei tornato alla lunga serialità.

“Sono convinto che la lunga serialità sia una palestra straordinaria. Quando ero a ‘Centovetrine’ per un periodo il mio personaggio finì sulla sedia a rotelle. Per 9 mesi girai in queste condizioni e mi arrabbiai moltissimo quando gli scenografi decisero di alzare i tavoli per permettermi di muovermi con più facilità. Mi opposi perché volevo mostrare le difficoltà che poteva incontrare un disabile nella vita di tutti i giorni. E’ una presa di coscienza profonda di quello che viene raccontato”.

Ci racconti qualcosa sul tuo personaggio?

“Armando Ferraris è il nuovo capo magazziniere. La produzione ha deciso di ripristinare il luogo scenico del magazzino che nella precedente stagione era scomparso. I giovani verranno ad attingere dalla saggezza di questo ex partigiano, comunista convinto, sindacalista. Ha un background importante. Porta ancora la fede nonostante sia rimasto vedovo. Nella vita invece non mi sono mai sposato”.

Cosa ti ricordi degli anni 60?

“Io sono nato in Via Paolo Sarpi a Milano. Era considerata ai miei tempi la zona degli Armando Ferraris. Avevano i miei stessi pantaloni e mettevano una molletta per evitare che la stoffa si impigliasse nella catena della bicicletta. E’ incredibile come io riesca a riportare alla memoria dei momenti che erano sedati da anni. Questa soap racconta narrativamente un periodo senza essere documentaristica. Gli sceneggiatori stanno facendo un lavoro meticoloso e molto attento”.

Come te la cavi ai fornelli?

“Cucino molto bene. I miei piatti di battaglia sono i calamari ripieni ai funghi porcini e le lasagne al ragù. Mio padre è palermitano mentre mia mamma era cremonese. Non parteciperei mai però ad un talent di cucina. La capacità di cucinare bene e di reinventare i piatti è un’altra cosa rispetto al consultare una ricetta e seguire passo passo. Per esempio io nel ragù uso la noce moscata. Per altri è un sacrilegio”.

Sei andato a trovare Roberto Farnesi al suo ristorante?

“Ancora non sono stato però a giudicare da quello che ordina durante le scene credo che si mangi molto bene. Lo andrò a trovare presto”.

Prossimi progetti?

“Insieme a Roberto Baeli, un giovane regista molto bravo, ho scritto e realizzato un teaser di sette minuti per Ronn Moss dal titolo ‘Surprise Trip’ e ad aprile dovrebbero partire le riprese del lungometraggio, prodotto da Bros Group e DevRon Enterpris, che vede nel cast Paolo Sassanelli, Fabio Giacobbe, che è anche il cosceneggiatore, e naturalmente Ronn Moss che è il protagonista. Poi riprenderò la tournée con lo spettacolo teatrale ‘Call center 3.0’ con la regia di Roberto D’Alessandro”.

 

(L’intervista è stata realizzata prima che esplodesse l’emergenza coronavirus)

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Federica De Beneditt
Annalisa Favetti: La

redazione@gpmagazine.it

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