Pino Ammendola: “Tra cinema e teatro il mio maggio di fuoco”


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Impegnatissimo tra il lancio del suo primo film da regista, la tournée di una novità teatrale e la ripresa di uno dei suoi maggiori successi, il popolare attore si racconta ai nostri lettori.

di Mara Fux

Perché A.N.I.M.A.? Come mai un attore e autore brillante come te, sceglie una parola dal significato così serio e profondo per un suo film? 

“Hai ragione, il fatto stesso che le lettere del titolo siano maiuscole e puntate fa intuire che dietro ci sia un significato diverso ed in effetti è così. A.N.I.M.A. è l’acronimo di una malattia terribile ma che non esiste, una malattia che ho inventato io dopo essermi accertato, con amici medici e dottori che conoscevo, che quanto volevo significare non esistesse ma per assurdo fosse verosimile. La malattia si chiama Atassia Neuro Ipofisiaria Monolaterale Acuta ed è quella che coglie il protagonista del mio film, un onorevole che interpreto io stesso”.

E cosa gli accade? 

“Potremmo dire che viene colto da questa malattia quando, di conseguenza ad un terribile incidente, muore o almeno così crede lui; in realtà si trova in un letto d’ospedale caduto in un coma profondissimo durante il quale si imbarca su un aereo che io immagino tale quale quello del film Casablanca; lì dentro degli stuart dopo averlo legato al sedile ed immobilizzato, lo costringono a vedere su dei monitor alcuni momenti della sua vita e le conseguenze di tante decisioni che lui ha preso con troppa leggerezza e superficialità”.

Un incubo! 

“Assolutamente sì, nel quale è costretto a vedere quanto male ha fatto agli altri appoggiando leggi sbagliate o sostenendo progetti di indubbia moralità, badando esclusivamente. Però mi fermo qui nel racconto perché narrarlo è davvero articolato”.

Come mai firmi la regia insieme a Rosario Maria Montesanti? 

“Siamo amici da tantissimi anni e abbiamo lavorato assieme tante volte, a cominciare da Sereno Variabile, trasmissione popolarissima degli anni ’80 di cui lui era regista; poi si sa come va nel nostro settore: le vie spesso si dividono e ci si rincontra ogni tanto per portare avanti progetti artistici di cui si condividono le idee. Noi ci siamo riavvicinati qualche anno fa per scrivere la biografia di Stelvio Cipriani pubblicata da Teke Editori”.

Ed è allora che è nato il progetto A.N.I.M.A.? 

“A dire il vero nasce da un’idea di sua moglie, Emilia Bianchi che però mi presentò una sceneggiatura un poco più etica; diciamo che io leggendola ho voluto darle un tocco più originale, probabilmente anche bislacco ma che credo il pubblico saprà apprezzare”.

Quando è prevista l’uscita nelle sale? 

“Il 9 maggio dopo più di un anno dal termine del montaggio e della lavorazione che sono state davvero impegnativi. Nel film sono stati impiegati 54 interpreti tra attori e doppiatori tutti di gran calibro come Massimo Corvo, Stefano Ambrogi, Maria Letizia Gorga, Annalisa Favetti, Andrea Roncato, Giorgio Gobbi, Augusto Zucchi, Clelia Rondinella e nomino questi solo per citarne una minima parte, perché son veramente tutti seri professionisti”.

Cammei da ricordare? 

“Sicuramente il sostegno de Il Fatto Quotidiano che fa da media partner e la disponibilità della Premiata Forneria Marconi che ci ha permesso di utilizzare come colonna dell’opera la sua Impressioni di Settembre: è la prima volta che concede un proprio brano, quindi mi sento davvero onorato”.

In teatro nessun appuntamento? 

“Altroché! Un debutto nazionale che inaugurerà la sua prima tournée dopo il successo che ha avuto al Teatro Lo Spazio, ‘Monna Lisa Unplagged’, ma tutte le tappe sinceramente non le ricordo; mentre dal 23 maggio al 16 giugno al Teatro Manzoni tornerà in scena dopo tantissimi anni una delle mie commedie di maggior successo, “Uomini targati Eva” che negli anni ’90 fu davvero uno dei più alti incassi di botteghino”.

Come ti è venuto in mente uno spettacolo teatrale su Monna Lisa? 

“A dire il vero si tratta della trasposizione che la giornalista Carla Cucchiarelli, ha voluto facessi del suo libro su questa splendida figura femminile; nella trasposizione mi sono immaginato che il quadro prendesse vita sollecitato dalla  musica di un violino, per raccontarsi nella sua duplice veste di donna e di quadro famoso. Ad interpretarla in maniera magistrale è Maria Letizia Gorga mentre la parte musicale è affidata a Cinzia Pennesi, autrice anche di molti dei brani che verranno esibiti”.

Possiamo dire che i tuoi fans ne avranno per tutti i gusti? 

“Direi proprio di sì: risate a crepapelle con ‘Uomini targati Eva’ per chi ama la commedia leggera; un cammeo di originalità ed eleganza con ‘Monna Lisa Unplugged’ per chi ama approfondire; una trama bislacca anche un poco assurda con A.N.I.M.A. sul grande schermo e non scordiamoci ‘Scarpe Diem’ e ‘Anonimo Cipriani’ i due libri da sfogliare sotto l’ombrellone; direi che ho accontentato tutti, no?”.


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