Prof. Silvio Rossi: Un “numero uno” dell’ortopedia con la passione per le moto


    silvio rossi

Ha studiato a New York ed è appassionato di nuove tecnologie applicate alla medicina, ma continua a seguire i suoi pazienti con la stessa attenzione umiltà nonostante sia diventato tra i più importanti nomi della medicina internazionale. Parliamo oggi con il Dottor Silvio Rossi, ortopedico ed esperto nell’utilizzo di apparecchiature per fisioterapia di alta tecnologia, con la passione per le moto.

di Camilla Rubin

Professor Silvio Rossi, ortopedico di fama internazionale con oltre 3mila interventi al suo attivo e specialista nella riabilitazione e tecnologie innovative applicate alla medicina. Come nasce la sua attività e il suo interesse verso questo tipo di metodica?

“Nel corso dell’evoluzione della mia carriera professionale ho avuto occasione di poter dirigere centri di fisioterapia e questo ha cambiato la mia prospettiva nell’affrontare le problematiche dei pazienti avendo vissuto quanto sia importante il ruolo della fisioterapia prima e dopo un intervento e spesso anche come alternativa efficace ad esso. Nel far questo mi ha molto aiutato la tecnologia che ha messo a mia disposizione presidi innovativi ed altamente efficaci come la Tecar, la Viss, i laser, l’ipertermia, le onde d’urto e tante altre”.

Questi tipi di metodiche tecnologiche sono state utilizzate da lei anche in ambito sportivo?

“Assolutamente sì, sono macchinari che hanno avuto come vetrina proprio i risultati ottenuti nel mondo sportivo. Ho avuto la fortuna di avere esperienze di alto livello con atleti come i nazionali di pallavolo, i calciatori della Lazio e molti altri. Ho anche partecipato alla creazione di protocolli dedicati agli sportivi con applicazioni anche più volte al giorno”.

Se dovessimo ragionare il percentuali che tipo di risultati sono stati ottenuti rispetto alla classica metodica riabilitativa? E perché?

“La percentuale di miglioramento è decisamente diversa tra la fkt tradizionale e quella di alta tecnologia, con tempi di recupero dimezzati in certi tipi di infortuni o patologie, perché la tecnologia fa in modo che sia il nostro stesso organismo a reagire e rispondere alla patologia potenziando i meccanismi naturali di riparazione e biostimolazione”.

Quali sono le metodiche tecnologiche che lei utilizza e che hanno avuto risultati strabilianti e in tempi brevi?

“Certamente: laser yag, viss, tecar, pompa diamagnetica, onde d’urto nelle loro corrette indicazioni sono in grado di fare anche i cosiddetti ‘miracoli’. Si tratta di terapie fisiche di alto livello che, specie sul dolore acuto, sono eccezionali; basta saperle utilizzare nel modo giusto”.

Se lei dovesse spiegare in poche parole cos’è la Tecar terapia  e qual è l’utilizzo che se ne fa, cosa potrebbe dirci?

“L’acronimo ‘Tecar’ sta per ‘trasferimento energetico capacitivo resistito’. Si tratta di un condensatore che, attraverso la creazione di un campo elettro magnetico, è in grado di creare una temperatura compresa tra i 41 ed i 45 gradi nel distretto da trattare, questo attiva la massima risposta antinfiammatoria da parte del nostro organismo che diventa così protagonista assoluto del processo di guarigione”.

Quindi una piccola rivoluzione nella patologia traumatologica non chirurgica e nella patologia osteoarticolare e dei tessuti molli?

“Assolutamente sì, tanto che grazie a questi meccanismi i tempi di guarigione si dimezzano in molti casi e la soddisfazione di vedere atleti professionisti e non felici per la rapida ripresa non ha prezzo”.

Parlando di cose un pochino frivole sappiamo che lei è stato premiato con il Tapiro d’oro, per meriti sul suo lavoro come miglior medico addirittura dal programma di Canale 5 “Striscia la Notizia”.

“Effettivamente si tratta, ad oggi, dell’unico Tapiro consegnato per meriti avendo ottenuto, proprio con la Tecar, un fantastico risultato sul loro inviato Jimmy Ghione”.

Insomma sappiamo della sua bravura in campo medico ma sappiamo anche che lei è molto amato dai personaggi dello spettacolo e dello sport.

“Ho avuto negli anni la fortuna e l’opportunità di conoscerne e trattarne molti da Jimmy Ghione a Bruno Giordano, da Carolina Morace a Demetra Hampton che mi ha definito il suo angelo, a tanti calciatori come Manfredini, Del Nero, Piccolo, Ledesma, Dabo, da Mastrangelo, Savani, Montano a Renzo Arbore, con cui ho anche avuto il piacere di un’intervista radiofonica, al maestro Pino Daniele e ad altri ancora. La mia fortuna è stata senz’altro quella di essere stato in grado di aiutarli risolvere i loro problemi clinici”.

Se possiamo dirlo: qual è il personaggio sportivo con il quale le piacerebbe un giorno poter lavorare?

“In realtà mi piacerebbe conoscere meglio il mondo del basket americano col quale ho avuto solo contatti da spettatore”.

Sappiamo che lei è sempre molto impegnato in diverse città italiane ma come fa ad ottimizzare il suo tempo in una città trafficata come Roma?

“Mi aiuto con la moto, senza la quale davvero non saprei più come fare per essere in pochi minuti da un capo all’altro della città”.

Insomma oltre ad essere un medico innovativo, amato da vip e sportivi è anche un accanito motociclista? Come nasce questa passione?

“Nasce da piccolo, ma fu frustrata da un incidente in motorino a 14 anni che mi ha spaventato, ma dai 37 anni in su ho fatto una escalation pazzesca passando da un motorino 50 alla attuale Bmw 1300”.

Da motociclista se dovesse esprimere un desiderio quale potrebbe essere? Magari un giro in pista con Valentino Rossi?

“Magari!”.

www.silviorossi.com – silviorossi@aotsrl.com


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