Ramona Gargano: Puro fascino mediterraneo


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È una brava e bella attrice emergente. Viene dalla Calabria, terra orgogliosa che regala determinazione a chi vi è nato, e si sta facendo apprezzare nei teatri di tutta Italia. Minuta, bruna, sorridente, dotata di uno sguardo sempre attento, curioso e vivace, ha cominciato a recitare sin dagli anni della scuola.

di Mara Fux

Quando inizia il tuo sogno di diventare attrice? 

“Inizia al liceo quando avevo circa 15 anni, anche se, a dire il vero, io ho chiarissima memoria di me a 5 o 6 anni, in piedi sulla sedia di fronte allo specchio del bagno, intenta a truccarmi con il rossetto e le matite di mia madre; fatto sta che tra le attività scolastiche proponevano anche il teatro e io avevo Silvia, la più cara amica di allora e di oggi, che lo faceva e quindi mi spinse ad iscrivermi, cosa che a me sembrava pazzesca perché ero timidissima, provavo vergogna per tutto, non riuscivo nemmeno a fare per telefono la prenotazione ad un ristorante”.

Però ti sei iscritta…

“Alla fine sì, ma ti confesso che pensai subito di aver fatto il più grande errore della mia vita; il corso era frequentato da un gruppo formatosi negli anni precedenti che io non conoscevo per cui quando mi trovai a salire sul palco per fare l’usuale presentazione di me stessa, riuscii solo a stare davanti a loro impalata a torturarmi il lobo dell’orecchio dicendo a me stessa che proprio non faceva per me. E per tutto l’anno sono rimasta un pesce fuor d’acqua”.

E poi? 

“Poi successe che il gruppo compatto se ne andò con l’esame maturità mentre io, che ero più piccola, rimasi a frequentare il corso innamorandomi sempre più di quello che facevo tanto che pur di fare il saggio finale, l’Antigone, accettai di fare il ruolo di una delle guardie; ricordo ancora che all’apertura del sipario, vedendomi davanti le 1.300 persone che riempivano quel giorno il Teatro Rendano, da un lato pensai Oddio, chi me lo ha fatto fare! Ma dall’altro mi resi conto che avrei voluto fare quello e solo quello per lavoro”.

Dopo il liceo che studi hai intrapreso? 

“La mia città, Cosenza, da un punto di vista professionale mi ha sostenuta tra un corso di recitazione e l’altro per un paio di anni dopodiché, anche se i miei genitori non facevano proprio i salti di gioia, sono riuscita a trasferirmi a Roma mantenendomi come commessa in un negozio e al contempo frequentando l’accademia ‘Il Cantiere’, allora diretto da Paola Tiziana Cruciani, dove mi sono diplomata nel 2012”.

Quando sono iniziate le prime esperienze lavorative? 

“Durante ‘Il Cantiere’, piccole esperienze ovviamente ma importantissime perché ti portavano a salire sul palco per esibirti e metterti alla prova con il pubblico. Oggi dico grazie anche a quelle meno prettamente professionali che mi hanno comunque dato modo di conoscere il pubblico, aspetto importantissimo nella vita di un attore. Massimo rispetto, quindi, a tutto il mio percorso d’esperienza anche se oggi, che ho imparato a selezionare e scegliere, alcune cose certamente non le rifarei”.

“Uomini targati Eva” è la tua seconda esperienza con il consolidato gruppo Casertano-Avaro-Circosta-Cantore. 

“Sì: ho già interpretato con loro la seconda stagione di ‘Uomini Stregati dalla Luna’, commedia di largo successo rappresentata per la prima volta negli anni ‘90. E’ un testo brillante e divertente che piace molto al pubblico di tutte le età”.

A quali ruoli ti senti più adatta? 

“In realtà nasco come attrice drammatica o almeno così mi hanno sempre portata a credere i registi con cui ho lavorato. Nel 2014 invece Marco Cavallaro mi ha dato la possibilità di interpretare un personaggio brillante, forse un poco svanito, e il lavoro mi è piaciuto moltissimo. Il fatto di saper interpretare sia ruoli comici che più drammatici mi rende felice perché mi fa sentire completa, capace di approcciarmi a più stili”.

A cosa punti: cinema o tv? 

“Il cinema sembra non volermi, almeno per adesso. In tv ho fatto qualche apparizione nella fiction ‘Il Paradiso delle Signore’ e nella ‘Dottoressa Giò’, ma si è trattato di piccoli ruoli. Il teatro mi soddisfa tanto e io credo che, alla fine, sia la vita stessa a decidere i ruoli come i momenti in cui si debbano interpretare per cui penso che per il cinema, evidentemente, non è ancora arrivato il momento. Dicono che di solito arrivi tra i 30 e i 40 per cui, dato che ho appena compiuto i 30, mi considero soddisfatta e con davanti ancora tante opportunità”.

Prossimo appuntamento? 

“Dal 23 maggio al Teatro Manzoni, con’ Uomini targati Eva’. Vi aspetto!”.


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