Riccardo Rossi


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“Sognavo di lavorare con Alberto Sordi”

Dal 2 al 20 novembre, Riccardo Rossi, uno degli attori più in gamba della scena comica italiana, è di nuovo in scena al Teatro Golden di via Taranto a Roma con lo spettacolo di successo “Di nuovo a casa Rossi”, di Rossi-Di Iorio, dove è affiancato da grandi ospiti che gli fanno da spalla. La regia è affidata a Furio Andreotti. “Andare a teatro è sempre una bellissima esperienza, perché in questo luogo si può ancora assaporare il significato del mestiere di attore”

di Silvia Giansanti

E’ l’unico comico italiano che riesce a far ridere Fiorello e questa cosa non può che rendere felice un personaggio che è stato completamente autodidatta e che è partito in un’epoca in cui esisteva la vera gavetta. Riccardo Rossi (Roma, 24 ottobre 1962) è innamorato del teatro, della sua città e anche del buon cibo, visto che lo ritroviamo anche nella nuova serie di “Cuochi e Fiamme”, attualmente in onda su La 7d. In questo periodo è anche volto del nuovo spot dell’Enel accanto a Federica Pellegrini.

Riccardo, sei un romano doc. Quanto sei attaccato alla tua città?

“Tantissimo. Sono nato e cresciuto nella Capitale, la conosco anche bene, amo i suoi monumenti, le chiese e conosco un po’ di aneddoti”.

La tua carriera è costellata da molti successi e lavori importanti. Se qualcuno ti associasse ancora al volto dello spot dell’acqua Ferrarelle, la cosa ti infastidirebbe?

“E’ una pubblicità di vent’anni fa che ha avuto il pregio di regalarmi molta popolarità, quindi non mi darebbe assolutamente fastidio, anche se ho fatto tanti lavori più importanti”.

Tra telefilm e fiction tv nel passato hai preso parte ai “Ragazzi della III C” e a “Notte prima degli esami”. Ecco, ne approfitto per chiederti, com’è stato il tuo curriculum scolastico?

“Ero il classico tipo che aveva le capacità ma che non le applicava. Ero amato molto dai professori, ma i voti non erano eccelsi. Ero pigro con lo studio, anche se poi ho scoperto con gli anni che mi sarebbe piaciuto approfondire di più certe cose. Sono uno studente pentito”.

Secondo te perché saresti l’unico comico che fa ridere Fiorello?

“Bisognerebbe chiederlo a Rosario. Per me è un complimento straordinario! Credo che lui si sia appassionato al fatto che riesco a costruire una situazione intorno ad una cosa molto piccola che ho notato. Credo che sia appassionato molto a questo mio aspetto”.

Ti manca “Viva Radio2”?

“Ogni tanto sono stato ospite di quella fortunata trasmissione che mi manca da morire come ascoltatore. Stare a sentire l’intrattenimento di Fiorello alla radio è una panacea. Mi manca, come a tutti del resto”.

Quant’è importante la comicità nella vita di un individuo?

“E’ l’unico modo per andar avanti soprattutto quando la vita ti presenta il conto. La vita vale la pena di essere vissuta, se non fosse per il fatto di farsi quattro risate”.

Qual è l’elemento su cui punti maggiormente per la riuscita del tuo mestiere?

“Parliamo ad esempio di uno spettacolo teatrale perché ho il controllo maggiore. Sono meticoloso nella scelta delle musiche, ecc. Lavoro molto di pietra pomice, mettiamola così”.

Sei in onda su La 7d con la nuova serie di “Cuochi e Fiamme”. Come te la cavi ai fornelli?

“Direi piuttosto bene. Amo la cucina tradizionale, mi piace il cibo rustico e la qualità dei prodotti. La sera adoro l’idea di cucinare qualcosa e fare due chiacchiere con un amico davanti ad un piatto”.

Dal 2 novembre, sei in scena presso il teatro Golden con “Di nuovo a casa Rossi”. Parliamone.

“E’ uno spettacolo che mi vede tornare al teatro Golden di Roma, poiché lo scorso anno ho fatto ben quattro spettacoli in questo spazio nuovo dove non c’è il palcoscenico. Per cui abbiamo pensato di metterci un divano, un pianoforte, un angolo bar e di ospitare ogni sera un personaggio diverso al quale raccontare il meglio dei miei spettacoli precedenti. L’idea è piaciuta al pubblico, tanto che mi hanno riproposto di rifare lo spettacolo con testi nuovi. Così mi sono messo a tavolino per tirare fuori cose nuove da proporre con ospiti diversi”.

Com’è la situazione attuale del teatro attraverso i tuoi occhi?

“Andavo molto a teatro negli anni ’80 e negli anni ’90. Secondo me, ancora oggi a teatro si possono trovare bravissimi attori italiani. Andarci è sempre una bellissima esperienza perché in questo luogo si può ancora assaporare il significato del mestiere di attore, ovvero fare qualcosa di fronte a qualcuno. Consiglio a tutti di andarci, il teatro è qualcosa di straordinario soprattutto quando si sentono quei testi scritti così bene, difficili da trovare altrove”.

Il nome di un attore italiano con il quale vorresti lavorare?

“Mi sarebbe piaciuto molto lavorare con Alberto Sordi. Oggi invece mi piacerebbe lavorare con tutti gli attori che vado a vedere al cinema come: Elio Germano, Pierfrancesco Favino, Stefano Accorsi e altri nomi della nuova generazione che apprezzo molto. Sono bravi e preparati”.

Un attore come te che ha avuto un percorso artistico tradizionale, è contrario ai reality e ai talent show?

“Sì, ma comunque dobbiamo riconoscere che i reality qualche persona in gamba, come Luca Argentero per esempio, l’hanno tirata fuori. Chi pensa di arrivare fuori dal reality a fare qualcosa di straordinario, deve capire che è un terno al lotto”.

Se tu ti fossi trovato adesso ad iniziare, cosa avresti fatto?

“Sarei andato all’Accademia di Arte Drammatica. Sono stato un autodidatta, ma se dovessi consigliare un ragazzo che ambisce al mestiere di attore, lo indirizzerei all’Accademia appunto o all’Istituto Sperimentale di Cinematografia”.

Riccardo Rossi è anche il nome di un politico svizzero. Che rapporto hai con la politica in generale? Credi ancora in qualcosa o hai perso le speranze?

“La politica è un argomento troppo grosso per me. Credo che i politici debbano essere grandi appassionati della materia, quasi dei missionari per raggiungere certi obiettivi del Paese”.

 

 


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