Roberta Ferrari: Una psicologa prestata al giornalismo


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E’ in onda su Rai Uno con la trasmissione sportiva “Campioni di cuore”, dove intervista i grandi personaggi facendo emergere molto bene il loro aspetto umano. Ha già pubblicato un libro e un altro è di prossima uscita…

di Simone Mori

E’ una conduttrice e giornalista televisiva. Coniuga bravura, competenza e bellezza. Un mix vincente che l’ha portata ad essere particolarmente apprezzata dal pubblico. Lo sport è la sua passione e all’attivo ha tante interviste a personaggi sportivi famosi e di successo.
Conosciamola meglio attraverso questa intervista che ci ha gentilmente concesso.
Roberta, puoi raccontarci come hai iniziato la tua carriera di giornalista?
“Ho iniziato a Telelombardia, durante l’università, con la trasmissione ‘Milano 90′ con Mino Taveri, trasmissione sui Mondiali. Da lì ho continuato a occuparmi di trasmissioni sportive, per poi passare ad Antennatre, sulla piattaforma Sky, con la mia trasmissione ‘Marcati Stretti’, da me ideata e condotta con Stefania Sorrenti, che mi ha poi aperto le porte della Rai”.
Hai avuto molteplici esperienze televisive. Quali sono quelle che ricordi con maggiore gioia?
“Senz’altro le interviste pre e dopo partita in diretta tutte la domeniche da San Siro perché sono una gavetta formativa e ti permettono di conoscere e creare un buon rapporto con dirigenti, addetti ai lavori, giocatori e loro familiari. ‘Marcati Stretti’ perché è stata la creatura mia e di Stefania, una trasmissione allora all’avanguardia, che univa competenza e ironia nello sport. Poi la mia attuale ‘Campioni di cuore’, in onda la domenica mattina su Rai Uno, perché mi permette di unire i miei due amori professionali: le interviste sportive e la psicologia (mia laurea), parlando degli sportivi dal punto di vista umano e privato”.
Attualmente ti occupi di interviste a personaggi sportivi più o meno famosi. Come è nata l’idea?
“Devo correggerti perché i personaggi sono solo ed esclusivamente famosi: o campioni del mondo o oro alle olimpiadi o giocatori attuali di serie A, dietro specifica richiesta degli autori del programma. E’ nata da un’idea del nostro capo-autore Giovanni Taglialavoro, che ha saputo coniugare la mia esperienza di giornalista professionista e la mia passione per la psicologia e per l’aspetto più introspettivo delle persone”.
Quali sono le interviste alle quali sei più legata?
“Ognuna ha una storia a sé emozionante e personale, sta alla bravura di chi intervista tirarne fuori gli aspetti più intimi, sempre con rispetto e tatto. Senz’altro quelle che maggiormente mi hanno coinvolta sono quelle legate a personaggi umanamente coinvolgenti, che hanno avuto gravi sofferenze nella vita e sono diventati esempi di ottimismo e messaggi di positività: Alex Zanardi, Giusy Versace, Federica Bovolenta”.
Cosa vorresti fare in futuro? Una trasmissione tutta tua?
“Il mio sogno è quello di condurre un contenitore di taglio giornalistico e di attualità, proprio come ‘Unomattina’. E’ nelle mie corde perché vario e mi calza a pennello, sia per la mia esperienza professionale che per la mia preparazione. Non ambisco a prime serate, amo il pubblico del mattino”.
Il mondo del giornalismo vive una crisi nera per vari motivi. La crisi della carta stampata e la piaga delle raccomandazioni. Il tuo punto di vista?
“Questa piaga purtroppo è presente da sempre, specialmente nel nostro Paese. Se ti dicessi che non c’è sarei una bugiarda. Non è facile fare anni di gavetta e aspettare sempre la giusta occasione, nonostante gli ascolti e la professionalità siano dalla tua parte. Piangersi addosso non serve a nulla, ciò che conta è lavorare con serietà e amando il proprio mestiere, con la consapevolezza che il pubblico riconosce chi vale”.
Quali sono i tuoi hobby?
“Conduco una vita molto semplice anche perché, girando l’Italia tutta la settimana per lavoro, mi piace rilassarmi. I miei hobby sono la lettura, lo sport, il cinema, gli amici e stare con i miei affetti e il mio cane”.
Hai delle icone alle quali fai riferimento?
“Sinceramente no, non perché abbia la presunzione di essere meglio di altre, ma semplicemente perché penso che ognuno debba avere la propria personalità e le proprie caratteristiche ed è giusto non omologarsi. Mi piace molto la collega Alessandra Borgia perché coniuga bellezza, eleganza e professionalità”.
Secondo te, alla televisione di oggi cosa manca?
“Penso che in un mondo dove siamo tutti di fretta e stressati sia fondamentale offrire al pubblico momenti di evasione e di leggerezza anche quando si raccontano i fatti della vita: sono per la semplicità, la spontaneità, con alle spalle una forte preparazione, e il ritmo veloce ed essenziale. Forse quest’ultimo manca ancora troppo nella tv attuale. Non sono per l’ostentare tragedie né per far vedere a tutti i costi pianti in diretta”.
Hai già pubblicato un libro. Qualcos’altro dietro l’angolo?
“Sto lavorando al mio secondo libro. Avrà il titolo dall’omonima rubrica ‘Campioni di cuore’, ideata dal capo autori di Unomattina in famiglia Giovanni Taglialavoro, che firmerà anch’egli il libro con Cinzia De Filippis e la sottoscritta. Saranno 10 interviste a 10 grandi calciatori attuali ed ex della storia del nostro calcio, accompagnate da altrettante foto ciascuno, da loro raccontate. Si tratta di una Campagna Nazionale e verrà devoluto parte del ricavato all’Onlus Castelli a favore dei defibrillatori in campi non professionisti”.
Sei molto attiva nei social, specie su Twitter. Cosa ti piace e cosa no di questo mondo?
“Trovo che al giorno d’oggi, specie per chi lavora nel mondo della comunicazione, sia fondamentale esserne partecipi. Sia Twitter che Facebook e Instagram fanno parte della mia quotidianità e del mio lavoro. Mi permettono di essere in diretto contatto col mio pubblico e i miei fans. Non riesco a capire i personaggi che interagiscono soltanto tra loro, io m’impegno a rispondere sempre a tutti, fa parte della mia educazione e poi non dobbiamo mai dimenticare che è anche un dovere essere cortesi verso chi ci segue con tanto affetto. Non c’è nulla che non ami di questo mondo virtuale perché tutto sta nell’usarlo nel modo corretto e nel dosarlo, con il giusto distacco e senza esserne dipendente”.


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