08/11/2020
HomeSpettacoloRoberto Farnesi: “Ai fornelli sono una tragedia. Per questo ho deciso di aprirmi un ristorante”

Roberto Farnesi: “Ai fornelli sono una tragedia. Per questo ho deciso di aprirmi un ristorante”

Si divide tra il set e la ristorazione. Stiamo parlando di uno degli attori più amati della tv, Roberto Farnesi, che ritroviamo anche in questa nuova stagione della soap “Il paradiso delle signore” nei panni dell’imprenditore Umberto Guarnieri. Un uomo cinico e spietato che cercherà di riscattarsi dal passato nonostante le difficoltà siano dietro l’angolo.

di Giulia Bertollini

In questa divertente chiacchierata, oltre ad anticiparci qualcosa sul suo personaggio, Roberto ci ha parlato del suo rapporto con la cucina e con l’alimentazione.

Roberto, non deve essere stato facile quando ti hanno comunicato che la soap sarebbe stata chiusa.

“Ho abbracciato questo progetto con grande entusiasmo. Quando la notizia della chiusura era nell’aria l’ho vissuta con amarezza avvertendo anche un senso di ingiustizia perché non si è tenuto conto del riscontro del pubblico. Totalizzare il 17% di share in quella fascia pomeridiana non era facile. Sono saltato sulla sedia invece quando ho saputo che la serie era salva. Dalla delusione sono passato ad un’immensa felicità”.

Come evolve in questa stagione il tuo personaggio?

“Umberto è stato sempre dipinto come un personaggio cinico e spietato. Alla fine della prima stagione però è riuscito a riscattarsi dopo aver scoperto che era stato il suocero a vedere ai nazisti la famiglia di Spinelli. In questa nuova edizione, Umberto sarà in difficoltà finanziarie visto che il patrimonio è stato ceduto dalla contessa Adelaide nelle mani di Riccardo. Da questo punto, si creerà uno scontro interessante con il figlio. E poi per lui ci sarà una svolta in campo sentimentale”.

Hai ripreso la vita da pendolare.

“Non ho mai avuto casa a Roma e ho sempre dormito in alberghi o residence. Sono pendolare da una vita ma la mia casa è in Toscana. In Italia si parla da una vita di pendolarismo e di precariato. Io ormai sono vaccinato”. (ride)

In Toscana gestisci un ristorante.

“E’ una realtà parallela che mi regala grandi soddisfazioni e che mi permette di avere un riscontro dal mio operato. Ho 19 dipendenti, tutti giovani con voglia di fare e di  mettersi in gioco. Ci vogliono anni per avere un buon riscontro ma dopo 7 anni già si vedono i risultati. Faccio molta pubblicità sui social nonostante non sia un tipo tecnologico. Lo faccio per dovere ma anche per divertimento”.

Di recente i ristoratori italiani hanno lamentato di non trovare lavapiatti. Anche nel tuo ristorante hai riscontrato le stesse difficoltà?

“Sì, tanto che ho assunto un lavapiatti non italiano. In Italia purtroppo molti giovani non vogliono lavorare. Fare il lavapiatti non è facile. E’ un lavoro duro e usurante ma se c’è fame di lavoro bisogna approfittarne. C’è anche chi mi ha fatto problemi per servire ai tavoli fino all’1 di notte di sabato sera. Non è facile trovare gente che abbia voglia di lavorare senza guardare l’orologio”.

Se ti trovassi in un momento di difficoltà economica accetteresti di fare il lavapiatti?

“Assolutamente sì. Se non hai da mangiare fai qualunque cosa. Alcuni ex colleghi, che erano anche molto bravi come attori, hanno dovuto cambiare mestiere per poter vivere”.

In cucina come te la cavi?

“E’ una vera tragedia. Per questo mi sono aperto un ristorante. La retribuzione è il cibo. (ride) I ragazzi che lavorano con me mi hanno anche dedicato un dolce. Si chiama ‘Lo Schianto’”.

Tra la vita di attore e quella di imprenditore ci sono dei punti di contatto?

“Il lavoro di attore ti porta spesso in giro per l’Italia e a mangiare fuori. Aprire un ristorante era un’ambizione che avevo e che poi ho realizzato grazie anche ad un socio che è molto competente. Inevitabilmente nella vita di un attore ci sono anche momenti di pausa. In quel caso è importante potersi trovare una realtà parallela o trasformare il proprio hobby in qualcosa di redditizio”.

Al tuo ristorante sono venuti a mangiare anche chef famosi?

“Sono venuti a mangiare Cannavacciuolo, Barbieri, Bastianich e Locatelli. Mi sono fatto con loro tremila foto e ci ho tappezzato il locale. Hanno ordinato una bella chianina”.

Qual è il tuo rapporto con il cibo?

“Mangio molto e sono un carnivoro. Non sono un goloso di dolci e tendo ad evitare il pane e la pasta. Ho perso 8 chili. Faccio anche sport perché vado a correre. Riconosco però di essere molto pigro. Infatti, appena entro a casa mi butto sul divano”.

La tua compagnia Lucia ti aiuta al ristorante?

“E’ laureata in lingue e ha trovato lavoro in un’importante azienda. Quando non ci sono dà un occhio e questo mi fa stare più tranquillo. Ormai stiamo insieme da cinque anni e conviviamo da due”.

E’ giunto allora il momento di sposarti.

“Il matrimonio e i figli li vivo nella realtà virtuale del set. Nella realtà sarebbe molto più complicato. Mia mamma ormai si è rassegnata”. (ride)

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