Sarah Maestri: “Sono un’anima fragile”


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Attrice e produttrice del film “Il Pretore”. Ha un curriculum di tutto rispetto. Ha lavorato con Alberto Lattuada, Fausto Brizzi, Pupi Avati, Cinzia Th Torrini e altri

di Paolo Paolacci

La sua poliedricità coinvolgente iniziata dall’età di sei anni fino a raggiungere il successo mantenendo intatta la naturalezza e intensità della propria terra natia. La incontriamo per sapere di lei e del suo film da poco uscito “Il Pretore”.
Come nasce l’idea di produrre e interpretare “Il Pretore”?
“Nasce dalla voglia di celebrare il centenario di Piero Chiara, mio illustre concittadino. Quando ero piccola e sognavo di diventare attrice, al mio paese Luino non c’era nemmeno una sala cinematografica. Crescendo ebbi la fortuna di vedere e ammirare fantastici film tratti dai suoi romanzi: ‘Venga a prendere il caffè da noi’ (1970) di Alberto Lattuada con Ugo Tognazzi, ‘La stanza del Vescovo’ di Dino Risi (vincitore del David di Donatello nel 1978) e ‘Il piatto piange’ (1974) con Agostina Belli ed Elisa Mainardi (attrice di Fellini). Sono tutti film ambientati proprio a Luino. Da lì, la voglia e il sogno di riportare il cinema nella mia terra”.
Questa importante filmografia tratta dai romanzi di Chiara e che precede il tuo film, ti ha messo ansia o ti ha dato sicurezza?
“Se penso a quei capolavori mi tremano le gambe. Nel nostro piccolo abbiamo voluto provare a  rendere omaggio a Piero Chiara, festeggiandolo con tutta la sua cittadinanza che in vari modi ha preso parte alle riprese del film: chi come comparsa, chi come sarta aggiunta, o semplicemente prestandoci un’ auto o una bicicletta d’epoca”.
Chi è stato per te e forse lo è ancora, Piero Chiara?
“L’autore che con la sua magistrale penna ha reso celebre la mia terra natia. Gli sono immensamente grata, leggerlo per me è gioia piena”.
Quanto ti aspetti da questo film come produttrice e come attrice?
“Dopo essermi impegnata come produttrice, ho ceduto le quote della produzione per dedicarmi al ruolo di protagonista. Come attrice è stata un’esperienza unica, perché ho recitato nella mia città insieme alle persone che mi hanno visto crescere”.
Come ti sei trovata a lavorare con Francesco Pannofino, protagonista maschile de “Il Pretore”, e il regista Giulio Base?
“Giulio è stato straordinario, ha instaurato un rapporto con tutti, dall’attore protagonista all’ultima delle comparse. Francesco è esilarante, grazie a lui potevo iniziare la giornata con il sorriso”.
Qual è la storia del film e qual è la parte che interpreti tu?
“La storia è tratta dal romanzo di Chiara appunto, ‘Il Pretore di Cuvio’, ed è una storia di sesso e potere scritto nel ’73 e ambientata negli anni ’30, ancora molto attuale. Il mio ruolo è quello di Evelina, giovane moglie del Pretore (Pannofino), vittima all’inizio di questo marito padrone che la tradisce ripetutamente. La ragazza avrà poi una grande rivalsa”.
Sarah Maestri eclettica e bellissima, ha un’anima fragile o  forte?
“Ho un’anima fragile, troppo sensibile che ahimè soffre per ogni cosa. Mio padre però mi chiama da sempre ‘Ercolino sempre in piedi’, come il pupazzo che aveva lui da piccolo, che nonostante i colpi si rialzava sempre”.
Hai iniziato la carriera artistica a sei anni. Sei stata nel cast di “Notte prima degli esami” di Fausto Brizzi, hai lavorato con Pupi Avati, Cinzia Th Torrini, solo per citarne alcuni… Ti senti promossa?
“Per una che di cognome si chiama Maestri, sentirsi promossa fa sorridere. Per continuare con le metafore, sono pienamente cosciente che gli esami non finiscano mai”.
Grande esperta di calcio, sei stata riconfermata per la stagione 2013/2014 a “Cielo che Gol!” di Cielo TV (Sky) con Teo Teocoli; fai sporti per mantenerti atletica o per passione?
“Sono una tifosa accanita nonché madrina del Varese 1910. Da piccola non perdevo una puntata di ‘Holly e Bengi’. Diciamo che il calcio ‘ da sempre parte di me”.
Ti dedichi anche al sociale: questa attività quanto ti aiuta?
“Ho avuto la fortuna del dono della Fede, questo è il più grande aiuto che potessi ricevere. Una gioia grande e unica che è meraviglioso poter condividere nel sociale, amando il prossimo tuo come te stesso”.
Sei la prima intervistata in questo nuovo spazio dedicato alla cultura e alle idee. Per concludere, la guerra e la preghiera fanno parte della storia umana: resteranno in contrasto perenne?
“Sono convinta che il bene trionfi e trionferà sempre. La preghiera vera aiuta a dissipare i conflitti di ogni tipo”.


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