Serena Rossi


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Pronta a spiccare il volo.

Per anni è stata una delle attrici più apprezzate in “Un posto al Sole”. Adesso si sta dedicando ad altri importanti lavori televisivi come “Caruso” e “Il clan dei camorristi”, che si annuncia come una delle fiction più attese del 2012 e che sta finendo di girare. Ottima la sua performance nelle puntate di “Che Dio ci aiuti”, andate in onda di recente

di Silvia Giansanti

Serena è una ragazza puntigliosa, decisa, molto seria nel suo lavoro e piena di valori che la sua famiglia napoletana le ha trasmesso, in particolare il nonno, un gran lavoratore della terra. Non ha grilli per la testa e conserva quella parte eclettica tipica degli artisti. Siamo in una giornata di fine novembre, c’è un elevato tasso di umidità nell’aria di Roma, oltre al solito smog. Lei mi viene incontro tranquillamente con i capelli raccolti, guanti viola, scooter e tanto di casco per condurmi in un locale in zona Piramide, senza conoscere però la mia avversione alle due ruote. Per lei tutti i giornalisti sono dotati di scooter. Ma il giro fortunatamente termina dopo un paio di minuti. Forse è l’elemento che l’ha colpita più di me, oltre al fatto di aver scoperto che lavoro, oltre che per GP magazine, nella sua radio preferita. Mi trovo davanti ad una ragazza seria, pimpante e loquace, felice del momento che sta attraversando e molto fiera della sua città natale.

Serena, quando hai deciso di intraprendere questo difficile mestiere, hai avuto paura del classico salto nel buio?

“Il fatto è che non ho scelto io di fare questo mestiere ma è il lavoro che ha scelto me. La cosa è avvenuta in modo abbastanza naturale, visto che provengo da una famiglia in cui si canta, si suona, si dipinge e si recita e fin da piccola ho iniziato a prendere parte agli spettacoli della scuola e della parrocchia. Facevo piano bar nei locali dove cantavo con mio padre, poi ho debuttato a sedici anni con uno spettacolo in teatro. Ecco, la paura mi è venuta quando Gianfranco Albano, un regista che cercava una protagonista per un film in tv, dopo avermi vista all’azione in teatro, mi ha fatto fare dei provini e mi ha scelta. Ricordo che, mentre mio padre mi accompagnava, non ci volevo più andare perché non mi sentivo pronta e perché nella vita volevo cantare o fare l’animatrice turistica”.

Un approccio casuale quindi.

“Ma anche violento perché ero una liceale e mi sono trovata a cambiar vita all’improvviso. Mi sono innamorata di questo mestiere, però oggi mi rendo conto che avendo debuttato giovanissima, non ho avuto il tempo di vivere molte cose che adesso vorrei recuperare, ma è un po’ tardi!”.

Hai fatto molti lavori per la tv e per molto tempo sei stata nel cast di un “Posto al Sole”. Poi hai detto stop?

“Sì, mi sono messa alle spalle un ambiente molto casalingo per compiere un altro salto nel buio, lasciando Napoli e trasferirmi a Roma. Interpretare lo stesso personaggio, tutti i giorni per sei anni, diventa pesante. Ad un certo punto si sente la necessità di crescere e di misurarsi con altre situazioni, trovando mentalmente energia e stimoli nuovi. Così mi sono buttata forte del fatto che non avevo un mutuo da pagare e una famiglia da mantenere. La mia determinazione è stata premiata e da allora non mi sono più fermata con le produzioni”.

Hai preso parte anche in “Ma dove la trovi una come me?”. Ecco, l’hai mai detto a qualcuno?

Ride “Ma certo! Lo dico spesso al mio fidanzato, visto che lamenta la mia precisione tipica del segno della Vergine”.

Ti sei trovata a tuo agio nei panni del personaggio interpretato nella fiction “Che Dio ci aiuti”?

“E’ stato un po’ difficile, perché per la prima volta mi è stato richiesto di non avere un accento partenopeo. Ho sempre lavorato nella mia lingua e, invece, dover impostare un lavoro sulla dizione e sulla ‘pulizia’, rischia di farti perdere un po’ di spontaneità. Il personaggio interpretato è bellissimo, si tratta di Giulia che ha una figlia di otto anni di nome Cecilia e per crescerla ha rinunciato a tutto. Il padre l’aveva mollata all’epoca della loro storia e quindi lei non ha creduto più nell’amore. Giulia è un personaggio diverso a quelli fatti finora in cui mi è stata richiesta la femminilità. Qui non ho dovuto mostrare il mio corpo, non ho dovuto sculettare e ho dovuto cambiare look tagliando i capelli”.

Com’è stato lavorare accanto a Elena Sofia Ricci?

“Lei è stupenda. E’ diventata una specie di zia, ha avuto la capacità di mettere a proprio agio le attrici più giovani. Ha creato un bel gruppo con l’obiettivo di fare un bel lavoro. E’ molto affettuosa. Una volta sono andata a trovarla sul set de ‘I Cesaroni’ e Claudio Amendola mi ha detto che Elena non faceva altro che parlargli di me”.

Stai girando un’altra fiction per Canale 5 intitolata “Il clan dei camorristi” e “Caruso” per Rai Uno.

“ L’ultima che hai nominato è una mini serie per la regia di Stefano Reali, dove Gianluca Terranova, il famoso tenore, interpreta Caruso. Nel cast ci sono Vanessa Incontrada e Martina Stella, che sono le due sorelle Giachetti, due soprani che si sono contese l’amore per il tenore. Io ho avuto un cameo dove interpreto una delle prime fidanzatine di Caruso. E’ un personaggio piccolo ma molto carino e intorno ruotano mille intrecci. Invece ‘Il clan dei camorristi’, prodotta da Mediaset, ha un taglio completamente diverso sia di regia che di recitazione. E’ roba cruda e vera con una recitazione asciutta, niente facce, tutto di pancia e di cuore. Ci sono degli attori napoletani che interpretano i camorristi in maniera talmente perfetta da sembrare veri”.

Com’è stato finora il rapporto con i registi?

“Buono e abbastanza paterno soprattutto con Alberto Sironi che è il regista de ‘Il Commissario Montalbano’. Un consigliere e un papà”.

Visto che sai cantare, qual è il tuo mito musicale di sempre?

“Oddio, mi metti in imbarazzo dato che la musica mi piace tutta. Adoro tutto ciò che mi emoziona. Non sono però una rockettara, ho gusti soft. Ascolto Battisti, ma Norah Jones per me è un riferimento”.

Immaginati senza tecnologia. Riusciresti a farne a meno?

“Guarda, l’iPhone, Sky e Facebook sono una droga, per il resto non sono una patita delle applicazioni e dei programmi da scaricare. In questo noto una differenza tra me e mia sorella di sei anni più piccola. Mentre io sono cresciuta nel giardino del nonno, lei si è trovata subito nell’era dei computer e dei videogiochi. Il cellulare è arrivato quando ero adolescente”.

Qual è l’obiettivo che ti sei prefissata?

“Giusto per tenere fede al mio nome, quello di essere serena e restare salda in quello che la mia famiglia mi ha trasmesso, specie mio nonno, un autentico contadino, un uomo con veri valori”.

In cosa crede maggiormente Serena Rossi?

“Nella sincerità, nell’onestà e nella moralità. Ho i piedi ben saldi a terra”.

 

CHI E’ SERENA ROSSI 

Serena Rossi è nata a Napoli il 31 agosto del 1985 sotto il segno della Vergine con ascendente Toro. Caratterialmente si definisce positiva e malinconica. Adora la pizza e tutti i piatti a base di pesce. Tifa per il Napoli e ha come hobby l’ascolto della musica. La sua radio preferita è Dimensione Suono Due. La sua città è la Capitale dove vive già da tempo. Qui possiede una cagnolina meticcia di nome Emma. Serena è fidanzata con Davide. Il 2002 è stato l’anno della sua vita, in quanto c’è stata la svolta artistica. Il suo percorso è iniziato con lavori per la tv come “Salvo D’Acquisto”, “Rosafuria”, “Un posto al sole” e “Virginia, la Monaca di Monza”, per poi proseguire nel 2004 con “La moglie cinese”, “Andata e Ritorno”, “Sant’Agostino”, “Giacomo Puccini”, “Il Commissario Montalbano”, “Eroi per caso”, “Dove la trovi un’altra come me?”, “Ho sposato uno sbirro 2”, fino all’ultimo lavoro “Che Dio ci aiuti”. Attualmente sta finendo di girare “Caruso” e “Il clan dei camorristi”, prossimamente in onda in tv su Mediaset. Nel cinema ha preso parte nel 2005 nel film “Ho imparato a sognare (corto)” e nel 2007 in “Figli di una rivoluzione minore”. Ha avuto anche esperienze teatrali in “C’era una volta scugnizzi” e “Mal’aria”.

 

 


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